
Il rifiuto del leader del Partito laborista del Regno Unito, Keir Starmer, di chiedere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, gli sta costando il sostegno politico dei suoi stessi parlamentari e potrebbe intaccare le sue possibilità di vittoria alle elezioni generali previste il prossimo anno. Nei sondaggi d’opinione degli ultimi mesi, il partito guidato da Starmer ha sempre goduto di un notevole vantaggio rispetto ai conservatori al governo guidati dal primo ministro Rishi Sunak. Tuttavia, da quando Israele ha risposto all’attacco subito il 7 ottobre dal movimento islamista palestinese Hamas colpendo la Striscia di Gaza, per Starmer è iniziato il periodo più complicato dei suoi tre anni alla guida del partito. La crisi interna dei laboristi è iniziata l’11 ottobre, quando Starmer ha espresso il suo sostegno all’offensiva israeliana contro Gaza durante un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica “Lbc”. Quando il conduttore radiofonico gli ha chiesto se tagliare l’elettricità e l’acqua da Gaza fosse una risposta militare appropriata, Starmer ha infatti dichiarato: “Sì, Israele ha questo diritto”. I suoi commenti hanno suscitato un evidente dissenso all’interno del partito e sono stati particolarmente criticati dalla comunità musulmana britannica che tradizionalmente sostiene i laboristi. Un sondaggio condotto dal gruppo Muslim Census, e ripreso dal quotidiano “Evening Standard”, suggerisce, infatti, che il partito ha perso un’importante quota di consensi da parte di questa comunità dopo i commenti di Starmer. Mentre in precedenza il 71 per cento dei musulmani britannici aveva dichiarato di voler votare per i laboristi alle prossime elezioni, secondo il sondaggio questa percentuale è crollata ad appena il 5 per cento a metà ottobre.





