
Domani la Commissione europea e la Tunisia firmeranno un accordo per un’azione di sostegno comunitario.
È quanto è emerso nel corso del seminario “Una nuova strategia per il Mediterraneo” che si è tenuto ieri presso l’Europa Experience David Sassoli a Roma, a cui hanno preso parte il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il vicepresidente della Commissione Ue per la Promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas.
Il titolare della Farnesina ha spiegato che domenica in Tunisia, in occasione della firma dell’accordo, sarà presente il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con l’obiettivo di “dare un segnale importante alla Tunisia in favore della stabilità e della crescita del continente africano”.
La premier si recherà a Tunisi con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro olandese, Mark Rutte, per incontrare nuovamente il premier tunisino, Kais Saed, dopo la visita dello scorso 11 giugno. Tajani ha evidenziato che “l’Italia ha lavorato intensamente per raggiungere l’intesa, che rappresenta un impegno finanziario utile alla Tunisia per affrontare con serenità le riforme necessarie ed essere protagonista nella lotta contri i trafficanti di esseri umani”.
Il commissario europeo Schinas, da parte sua, ha confermato le parole del ministro degli Esteri, evidenziando “il ruolo centrale che il governo italiano ha avuto nel raggiungimento dell’intesa”. Nel corso del seminario, ha trovato ampio spazio il tema relativo allo sviluppo dell’intero continente africano e al suo rapporto con l’Unione europea. Secondo Tajani, la questione africana non può essere affrontata nel ruolo di “colonizzatori”. “L’Italia ha un grande saper fare. Abbiamo quattro milioni di piccole medie imprese che rappresentano la rete sanguigna della nostra economia. Anziché usare una tecnica predatoria possiamo esportare il nostro saper fare nelle infrastrutture o nelle costruzioni, e sfruttare la nostra conoscenza anche nel campo dell’energia”, ha osservato il titolare della Farnesina. Tajani ha anche sottolineato che “è necessario riflettere su un Piano Marshall per l’Africa, perché nel 2050, se non verranno affrontati l’emergenza climatica, il terrorismo e le malattie avremo flussi migratori sempre più preoccupanti”. In merito all’immigrazione clandestina, il ministro degli Esteri ha detto che il 23 luglio l’esecutivo italiano terrà un incontro con capi di Stato e di governo africani “per studiare una strategia comune” finalizzata a contrastare i trafficanti di esseri umani.
“La strategia europea è la strategia italiana: vogliamo che ci sia più Europa nell’area del Mediterraneo per impedire che il mare, da cimitero, si trasformi in un’area di commercio, benessere, prosperità e pace”, ha evidenziato Tajani. A tal riguardo, Schinas ha affermato che “per tanti anni l’Europa ha fallito nella gestione del dossier sull’immigrazione, e oggi bisogna avere il coraggio di ammetterlo”. “Per la prima volta stiamo producendo finalmente importanti accordi sull’immigrazione. Questi accordi costruiscono una casa su tre piani: il primo sulle relazioni con i Paesi di origine, il secondo sulla gestione collettiva delle frontiere e il terzo sulla solidarietà”, ha detto il commissario europeo. Durante la discussione, particolare attenzione è stata posta anche alla crescita dell’Europa del Sud. “Al vertice della Nato a Vilnius si siano accesi riflettori sul fronte meridionale”, ha spiegato Tajani, sottolineando che il Mediterraneo non può più restare “marginale”, perché contribuisce a garantire “stabilità, crescita, nonché la possibilità di difendere il modello di vita degli europei”. Come ha evidenziato Schinas, per la prima volta l’Europa meridionale sta emergendo come “un’ancora di stabilità”.





