
Anche Renzi, buon ultimo, si unisce al coro delle scemenze: e se anche lui gioca su cosa sta avvenendo, davvero non vedo dove si potrà arrivare.
Nei fatti: si è presa la foto, ma non le riprese, di Trump con Macron, Starmer, Zelensky.
L’istantanea dice che i quattro erano insieme: ecco il summit!!. Il filmato racconta invece che i quattro si sono stretta la mano chiacchierando per spiccioli di tempo e poi il gruppo si è ridotto – con l’uscita di Starmer e con la sostanziale messa alla porta di Macron – a due sole persone.
Ma, foto nella mano, quella basta a sostenere che “la Meloni insegue Trump dopo essere stata tagliata fuori dall’incontro tra i leader”. Bufala colossale che non si capisce cui prodest.
Meloni non c’era: verissimo. Infatti l’evitare di fare brutte figure va ascritto come successo. Letto il labiale di Trump verso Macron? E poi il colloquio Trump-Zelensky è stato qualcosa di molto serio: leggerlo come un videogioco nel quale per fare punti bisogna che appaia una figurina, mi sembra un po’ riduttivo.
Più interessante sarebbe stato sapere, e discutere, e commentare il perché l’incontro è stato forzatamente tenuto a San Pietro, essendo stato invece – si dice – programmato in prima mattinata presso Villa Taverna. Cosa non resa possibile perché l’entourage di Zelensky gli avrebbe sconsigliato sino all’ultimo di accettare il colloquio: e dunque il “nostro”, dopo aver tentennato anche dichiarando una sua assenza per “morivi militari”, è poi arrivato in ritardo.
Ma qualcosa è successo: i due non si sono incontrati per caso passeggiando per San Pietro e, trovando un paio di sedie libere, si sono messi a parlare. Chi tentava di bloccare l’incontro? Perché? Cosa ha smosso questo apparente impasse?
Al di là della foto storica, si sono intrecciati innumerevoli incontri al vertice. Questo il grande evento. E’ stata la grande diplomazia a muoversi. Rimanendo nell’ombra. Tanto che anche l’Hotel Columbus, “bonificato” da parte della Gendarmeria Vaticana prima e dell’ Aise poi, doveva essere sede di incontri: sussurrati, poi smentiti, forse fatti e forse non fatti. Come quello chiesto da Ursula von der Leyen , per il quale il presidente americano avrebbe richiesto la presenza di una intermediaria di fiducia, Giorgia Meloni. Vero? Non vero? Smentire senza sapere non serve a nessuno: e questo vale ovviamente anche per l’accreditare. Ma può reggere un dibattito solo su questo?
Invece di fare le comari pettegole non si potrebbe invece discutere di questo improvviso rilancio della diplomazia? Cosa è successo e perché? E il nuovo ruolo diplomatico del Vaticano, indiscutibile, come lo si legge? Non dimentichiamo che si sta eleggendo un nuovo Papa. E’ una speranza in più?
Se dobbiamo ridurre a casualità tutti i perché di qualcosa di grande, qualcosa che, comunque vada a finire, segnerà sul libro della storia il riavvio su una strada che sembrava ormai sparita dai radar, permettetemi di non essere d’accordo.
E se pensiamo che tutto si possa attribuire a Chi, con quell’alito di vento che ha girato le pagine del Vangelo sulla bara di Francesco, immagine che ho ancora negli occhi, ha voluto dire “avanti così”, non posso escluderlo: ma mi sembra una risposta fin troppo comoda.





