
di Alessandro Roazzi
Sentir parlare rappresentanti del Pd sull’auto mette i brividi. Non sfiorano nemmeno il problema che si tratti di un dramma europeo e che necessita una risposta europea.
Un Delors, il socialista Delors, ci sarebbe arrivato, ma questi post progressisti inseguono invece la parolaia chimera di una industria dell’auto nazionale (ma Stellantis è’ una multinazionale o no?) ovviamente tutta green-elettrica ed in grado di fare concorrenza ai cinesi ed a Musk.
Scemenze, spacciate per polemica di sostanza con il Governo, senza capo né coda. Il Governo ha come quelli che l’hanno preceduto responsabilità pesanti: aver permesso a Stellantis di fare il proprio comodo e liberarsi delle radici italiane, non avere la forza di incalzare Germania e Francia per trovare soluzioni europee, peraltro non facili, non provare a trovare intese con le forze sindacali europee che tutte insieme potrebbero rimettere in gioco le possibilità di salvare un futuro per quel settore.
La sinistra, o meglio nei fatti ex sinistra, mostra purtroppo la sua drammatica crisi di ruolo politico. E dobbiamo constatare che nel momento più buio della vita industriale del Paese ci troviamo a fare i conti con due disarmanti debolezze.
Si può’ arrivare a pensare che la desertificazione industriale non parta soprattutto dalle scelte sciagurate in Stellantis quanto dalla desertificazione del fare politica in Italia ed in Europa, con sistemi politici al lumicino, leader mediocri e strategie smarrite. Un bel guaio.





