Home Opinioni CORVETTO, VECCHIONI E IL SUO CAVALLO HANNO SMARRITO LA STRADA

CORVETTO, VECCHIONI E IL SUO CAVALLO HANNO SMARRITO LA STRADA

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di Salvino Paternò

Il cavallo di Roberto Vecchioni ha smarrito la strada per Samarcanda.
Anzi ha perso proprio la bussola.
Quel cavallo che correva fiero e impettito in Uzbekistan, ora è un brocco che trotterella sbilenco alla volta di Corvetto.
“Bruciano nel fuoco le divise la sera, brucia nella gola vino a sazietà”, solfeggiava il divin cantore nella sua opera del ’77.
Dar fuoco alle divise evidentemente è un desiderio che cova tuttora nell’animo poetico dell’autore.
Ma, evidentemente, anche nella sua gola ancora oggi brucia il vino a sazietà.
Non si spiegherebbe altrimenti, se non in alternativa con un comprensibile disorientamento senile, la sua affermazione tanto perentoria quanto illogica sui fatti che hanno originato la triste vicenda.
Infatti secondo il vate dell’intellighenzia progressista, la colpa non è dei due fuggitivi che hanno forzato il posto di blocco, bensì dei Carabinieri, perché: «non si corre all’impazzata per le vie di Milano dietro a due ragazzi in Vespa».
E, come se questa intemerata non fosse sufficiente, aggiunge: «Fare questo è fuori dalle minime intelligenze».
Bisognerebbe spiegare al poeta quali sono i compiti di polizia giudiziaria e di sicurezza che gravano sul capo di quegli agenti.
L’obbligo di impedire la consumazione di reati, di identificare gli autori di quei reati (tra cui il forzare un posto di blocco), di procedere di iniziativa a perquisizione personale e veicolare per la ricerca di armi o droga nei confronti delle persone che assumono un oggettivo atteggiamento sospetto.
Inoltre, non beneficiando di poteri di preveggenza, gli agenti non possono sapere chi sono e per quale motivo non si fermano all’alt.
Potrebbero essere tanto ragazzini idioti senza patente, quanto assassini o terroristi in fuga.
Bisognerebbe poi spiegargli che gli agenti eviterebbero volentieri di “correre all’impazzata” appresso a due fuggiaschi rischiando di andare a sfracellarsi, tra l’altro per uno stipendio peraltro neanche dignitoso, ma sono costretti a farlo.
In caso contrario rischierebbero l’accusa di omissione di atti d’ufficio.
Sì bisognerebbe farlo, ma temo che sia tempo perso perché Vecchioni non riuscirebbe a essere d’accordo comprenderlo, in quanto sta dimostrando di essere abbondantemente… “fuori dalle comuni intelligenze”.
Ormai quel cavallo ha smarrito la strada per Samarcanda.
Non nitrisce più.
Da “Oh, oh, cavallo, oh, oh!” a “Trotta trotta somarello, il mondo è bello”, è stato un attimo…
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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  • Redazione

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