
Confindustria: accordi, svolte e tradimenti nella corsa alla leadership industriale.
Orsini resta avanti a tutti, ma Garrone sta rapidamente recuperando. Il Veneto punta su Marenghi, mentre Gozzi punta all’ultima spinta.
Se dovessimo sceneggiarlo, sebbene con le dovute proporzioni, sarebbe come la serie TV House of Cards. Ricordate, nella prima stagione, l’abaco di Kevin Spacey per contare i pro e i contro dei suoi intrighi nel Senato del Capitol Hill? Bene, nelle stanze segrete di Confindustria e delle sue aziende, Tonino Gozzi, Edoardo Garrone, Emanuele Orsini e Alberto Marenghi stanno contando, sommando e sottraendo ogni giorno, determinando chi li sostiene e chi no.
Si avvicina l’elezione del nuovo presidente di Confindustria, il 1° febbraio. In quell’occasione possono essere presentate le autocandidature. I contendenti dovranno presentare almeno 20 firme e sottoporsi al giudizio della commissione. Ai saggi spetterà il compito di verificare se hanno le qualifiche per la corsa alla presidenza di Confindustria.
Il mazzo di carte può ancora essere mescolato, ma il quadro sta iniziando a prendere forma. Emanuele Orsini, CEO di Sistem Costruzioni e vice di Bonomi, sembra essere avanti a tutti per il momento. Fonti accreditate tra le Confindustrie italiane lo attribuiscono con oltre 40 firme. Tra i sottoscrittori ci sono i delegati dell’Emilia Centro, sebbene ci siano stati alcuni ripensamenti negli ultimi giorni, così come quelli della Toscana e del Trentino. Nel suo seguito ci sarebbero anche capi di aziende multinazionali come Tim, Leonardo e Fincantieri. Tuttavia, la situazione in Veneto non è così chiara per lui.
In crescita, anche se iniziata in ritardo, è Edoardo Garrone. Il proprietario di Erg avrebbe il sostegno di Assolombarda, che ha 19 delegati nel consiglio generale. Assolombarda, come al solito, non può dirsi incisa nelle sue preferenze e non ha ancora dato indicazioni ufficiali. La strategia per cercare di radunare tutti sarebbe quella di aspettare la scelta di Confindustria Torino e poi fare altrettanto. Le firme in questo caso, tra quelle assicurate e quelle ancora da arrivare, sommerebbero almeno 30. E portano grande peso: non mancherà il sostegno di Gianfelice Rocca, Marco Tronchetti Provera, Sergio Dompè e Emma Marcegaglia.
L’ex presidente è molto attivo e ha orchestrato il suo ritorno. Anche Veneto Est potrebbe supportare Garrone. Leopoldo Destro lo farà sicuramente. Tuttavia, gli altri quattro delegati sono ancora indecisi. Ad esempio, Vincenzo Marinese ha già dato l’assicurazione della sua firma per Orsini. Il Piemonte di Marco Gay, il futuro numero uno a Torino, potrebbe sostenere Garrone, senza il sostegno di Cuneo, però. Il team di Mariano Costamagna ha espresso più riserve.





