Si prevede che i due Paesi istituiscano un Gruppo di lavoro congiunto sulla sicurezza informatica
In un contesto geopolitico in continua evoluzione nell’Indo-Pacifico, Giappone e Vietnam si apprestano a un importante ciclo di colloqui di alto livello, con l’obiettivo di rafforzare il loro Partenariato Strategico Globale (CSP – Common Security Plan) istituito formalmente solo due anni fa, nel 2023.
I due Paesi hanno recentemente avviato colloqui di alto livello per consolidare la loro partnership strategica, concentrandosi in particolare sulla sicurezza economica e sulla cooperazione tecnologica.
Durante la sua visita ufficiale in Vietnam, iniziata il 1° maggio 2026, la Prima Ministra giapponese Sanae Takaichi ha incontrato i vertici vietnamiti, tra cui il Presidente e Segretario Generale del Partito Comunista To Lam e il Primo Ministro Le Minh Hung.
Fonti diplomatiche indicano che le discussioni, che dovrebbero coinvolgere i ministri degli Esteri e dell’Economia di entrambi i Paesi, si concentreranno sulla trasformazione delle ampie promesse del partenariato in risultati tangibili. Quattro pilastri principali guidano l’agenda: transizione energetica, tecnologie avanzate, catene di approvvigionamento di minerali critici e architettura di sicurezza regionale.
La rapida crescita industriale del Vietnam ha messo a dura prova la sua rete elettrica, causando interruzioni di corrente a rotazione, come avvenuto anche nell’estate del 2023. Sebbene il Giappone abbia storicamente finanziato le centrali elettriche a carbone vietnamite attraverso l’assistenza ufficiale allo sviluppo, questo nuovo dialogo segna una svolta strategica.
Tokyo non si occupa più di espandere il carbone. Al contrario, conglomerati giapponesi come Marubeni e JERA offrono soluzioni per la transizione dal gas all’energia elettrica, tecnologie per l’eolico offshore e gestione di reti intelligenti.
Il Vietnam ha un bisogno impellente di una fornitura energetica stabile, ma il Primo Ministro, Phạm Minh Chính, si è impegnato a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050.
Per rispondere a tale sfida, il Giappone propone un approccio a due livelli: gas naturale liquefatto come combustibile di transizione, insieme a studi di fattibilità finanziati dal Giappone per parchi eolici offshore galleggianti al largo delle province di Bình Định e Bà Rịa-Vũng Tàu.
Nel frattempo, una silenziosa rivoluzione sta trasformando la catena di approvvigionamento degli elementi delle terre rare.
Il Vietnam vanta le seconde riserve mondiali di terre rare pesanti, essenziali per i magneti dei veicoli elettrici e i sistemi di guida missilistica e, attualmente, la Cina raffina quasi il 90% della fornitura globale.
Il Giappone è un partner cruciale per Hanoi, essendo il quarto partner commerciale del Vietnam e la terza fonte di investimenti diretti esteri (FDI).
I colloqui mirano a ridurre la dipendenza economica del Vietnam da altre potenze regionali e a modernizzare le sue infrastrutture attraverso l’apporto tecnologico giapponese.
I nuovi colloqui del CSP accelereranno il “Progetto di raffinazione delle terre rare in Vietnam”, una joint venture tra la giapponese Toyota Tsusho e la vietnamita VTRE.
Un impianto pilota nella provincia di Lào Cai dovrebbe entrare in funzione entro la fine del 2025, con prestiti agevolati giapponesi che coprono il 40% dei 300 milioni di dollari di costo.
Tale collaborazione va oltre il semplice commercio. Tokyo considera le terre rare vietnamite come una copertura diretta contro potenziali interruzioni delle forniture da parte di Pechino.
Si prevede l’inclusione di clausole di trasferimento tecnologico, in cui il Giappone fornisce la tecnologia di raffinazione e il Vietnam garantisce un acquisto esclusivo a lungo termine.
Oltre ai minerali, l’agenda include le infrastrutture digitali. La giapponese NTT Data sta fornendo consulenza a Ho Chi Minh City su un quadro centralizzato per la sovranità dei dati, bypassando fornitori cinesi come Huawei e ZTE.
Mentre energia e minerali dominano le prime pagine dei giornali, i colloqui più delicati si svolgeranno a porte chiuse.
Entrambe le nazioni condividono un profondo interesse per la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, dove il Vietnam vanta rivendicazioni sovrapposte a quelle della Cina.
Il Giappone, pur non essendo uno Stato rivendicante, ha intensificato la cooperazione navale attraverso il programma Official Security Assistance (OSA), che aggira i tradizionali aiuti allo sviluppo per fornire direttamente pattugliatori e radar di sorveglianza costiera di fabbricazione giapponese.
Si può anche dire che il Vietnam è il partner strategico più fidato del Giappone nel Sud-est asiatico proprio perché bilancia l’interdipendenza economica con la Cina con un rigoroso realismo in materia di sicurezza.
Tokyo desidera la baia di Cam Ranh come hub logistico per i suoi cacciatorpediniere; Hanoi vuole il radar giapponese per monitorare oltre l’orizzonte le attività cinesi nelle Isole Paracel.
In tale contesto si prevede, inoltre, che i due Paesi istituiscano un Gruppo di lavoro congiunto sulla sicurezza informatica, data la crescente diffusione di gruppi di minacce persistenti avanzate (APT) che prendono di mira le aziende energetiche statali vietnamite.
Nonostante il tono ottimistico, permangono degli ostacoli. Il sistema giuridico vietnamita non offre una chiara tutela della proprietà intellettuale, il che rallenta gli investimenti giapponesi nel settore dell’alta tecnologia.
Sul fronte interno, il Vietnam deve trovare un equilibrio tra legami più stretti con il Giappone e la sua strategia di “diplomazia del bambù”, volta a evitare di offendere la Cina.
Nel frattempo, il Giappone si trova ad affrontare i propri vincoli demografici e fiscali e se nel 2023, il CSP (Common Security Plan) fu solo una dichiarazione d’intenti, nel 2025, si vuole dimostrare che la dichiarazione d’intenti ha prodotto una catena di approvvigionamento, cavi elettrici e un percorso di pattugliamento.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


