
“Non vi deluderò”. Sono le prime parole di Claudia Sheinbaum Pardo, eletta prima presidente del Messico alle elezioni presidenziali.
Classe 1962, nata da una famiglia ebrea, i suoi genitori sono scienziati, è stata capo del governo di città del Messico dal 2018 al 2023.
Sessantuno anni, fisica, ingegnere, politica e ricercatrice messicana, Sheinbaum ha un dottorato di ricerca in ingegneria energetica ed è autrice di oltre 100 articoli e due libri sui temi dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Ha contribuito all’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) e ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2007. Si definisce “figlia del 1968”. Ha preso parte ai movimenti di solidarietà con le lotte operaie e contadine.
Nel 2018 Sheinbaum è stata eletta per un mandato di sei anni come capo del governo del Distretto Federale di Città del Messico. La sua amministrazione è stata caratterizzata da questioni ecologiche e da una forte politica sociale, creando infrastrutture e distribuendo aiuti sociali nei quartieri più poveri. Durante il suo governo ha promosso importanti progetti come il Metrobús e il programma di riforestazione urbana. A giugno 2023 le dimissioni da capo del governo con una popolarità record del 68% in disaccordo la scelta del candidato del suo partito Morena alla presidenza in vista delle elezioni del 2024 . A settembre dello stesso anno diventa la candidata della coalizione Insieme faremo la storia, che comprende il Movimento di rigenerazione nazionale (Morena), il Partito del lavoro e il Partito ecologista verde del Messico.
La prima presidente donna in Messico promette riforme economiche per rafforzare lo Stato sociale e di perseguire una politica “sulle energie rinnovabili” soprattutto sull’acqua, che il Messico sta per esaurire e sulla questione della violenza, in particolare contro le donne.





