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CLASSE MEDIA, POLLO DA SPENNARE

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di Marco Pugliese

Classe media: regge il Paese, è la più tartassata e non piace alla Ue delle oligarchie

La classe detta “media” dove lavorano in due e con stipendi “medi” in realtà ha una pressione fiscale oltre il 50% ed è costretta a pagare tutto il pagabile senza uno straccio d’agevolazione. Parlo di personale amministrativo, insegnanti, impiegati di varia natura, piccoli professionisti, etc

A queste persone non pensa nessuno, non hannno diritto a bonus, sconti in bolletta, sui libri per i figli, sulla casa: lo scaglione fiscale tende a massacrarli. Agevolazioni zero, tessera trasporti compresa. Pagano tutto il pagabile.

La classe media porta avanti il Paese e fatica poi a fine mese, dove arriva praticamente senza risparmio e negli ultimi anni aumentando il proprio debito privato. Un meccanismo calcolato, del resto la forza del Paese deriva dallo scarso debito privato (per ora).

Sono gli stessi che hanno il mutuo perché cercano d’avere l’immobile di proprietà dopo numerosi sacrifici. Nonostante fungano da bankomat per lo Stato. Sono quelli che che con il loro patrimonio (sempre che non lo tassino) permettono al Paese di bilanciare il debito pubblico.

Ci manca solo che venga in mente di far cambiare auto per star dietro ad ideologie discutibili partorite da classi agiate ed annoiate, ad esempio: la copertura termica della casa o la caldaietta. Questo hanno in mente nei dintorni di Bruxelles, del resto la classe media italiana all’Europa non è mai piaciuta, troppo emancipata e incline a rivoluzioni culturali: far studiare i figli in università è un risultato che alla lunga diventa pericoloso. Mentre veniva strozzata a Berlino si sforava di 800 miliardi…

Ma ai bisogni di queste persone che rappresentano il motore del Paese chi ci pensa?…

L’atro attacco alla classe media? Lo svuotamento dei titoli di studio…abbassare la qualità per giustificare la creazione di scuole su modello anglosassone (dove si paga e basta e la qualità è tutta da dimostrare).

Fateci caso, nelle riunioni non s’utilizzano più i titoli di studio, vuoi mai parificare qualche asino mezzo raccomandato con chi il titolo lo ha conquistato dopo sacrifici e rinunce?

È uno dei motivi per cui ho creato OpenIndustria: veicolare le idee di Adriano Olivetti ed Enrico Mattei oggi è importantissimo, rimettere al centro l’interesse nazionale ed i bisogni reali dei cittadini che se sviluppati decentemente possono riportare il Paese a contare qualcosa da un punto di vista economico e politico.

Serve un cambio di passo, cambiando le teste, perché chi parla di bonus non comprende che va invece data la qualità a scuola, ricerca e sanità e non voucher per accedere a strutture a pagamento (come piace alla Ue degli oligarchi, che punisce con il patto di stabilità cui vuol emanciparsi tramite una struttura pubblica e pubblica veramente per tutti).

Strano non leggere mai ciò sui giornali, progressisti compresi…

Autore

  • Redazione

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