I casi sono due: chi usa questo metodo delle fasce in valore assoluto al posto della progressività per scaglioni, sia egli un membro del governo o un consigliere politico o un funzionario ministeriale… o è un ottuso incompetente patentato da far dimettere o licenziare su due piedi oppure è un cinico demagogo attento solo alle più becere istanze populiste.
In un caso o nell’altro la cosa che fa più scandalo è che invece che estromettere al più presto dal sistema politico/amministrativo i soggetti responsabili di tali scelte prive di qualsiasi fondamento di logica o equità li si lasci operare indisturbati dando loro credito e servendosene colpevolmente senza che nessuno nell’opposizione, nelle associazioni di categoria, nei sindacati, nelle varie magistrature contabili o giudiziarie e meno che mai nel mondo dei media e dell’informazione sollevi mai il problema. Problema che, si badi bene,non è un problema di politica, di etica, di equità, di opportunità o di interpretazione ma un banalissimo problema di matematica se non addirittura di aritmetica: VOLENDO APPLICARE UN CRITERIO DI PROGRESSIVITÀ NON LO SI PUÒ FARE SOLO PER FASCE MA ALL’INTERNO DI OGNI FASCIA DEVONO ESSERE ANCHE GLI SCAGLIONI IN BASE AI QUALI APPLICARE LA PROGRESSIVITÀ.
Insomma lo capisce anche un bambino dell’asilo che ad esempio una aliquota come quella del 43% per i redditi oltre i 50.000 euro annui non si può applicare sull’intero reddito di chi in un anno avesse un imponibile di 50.100 euro perché vorrebbe dire che quei 100 euro in più gli fanno pagare il 43% su ogni singolo euro guadagnato: quindi anche sui primi 1.000 come sui primi 5.000 o i primi 10.000!
È con questo sistema che per quanto riguarda il cuneo fiscale se una persona guadagna 1 solo euro in più di 35.000 ne perde 1.100.
Se non è un’assurdità questa ditemi voi cos’è: un’assurdità seconda solo a quella che nonostante tutto e nell’acquiescenza generale si continui a procedere in questo modo?
In questa occasione il Corriere sembra essersi svegliato ma per esempio sul mancato adeguamento delle pensioni all’andamento dell’inflazione, in cui il metodo “per fasce” ha ulteriormente aggravato una situazione già di per sé assurda, chi ha speso una sola parola?
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