
di Mauro Del Bue
Facciamo così. Partiamo dai contenuti e non dalle formule a cui purtroppo pare adeguarsi lo stesso Renzi.
Non saprei la differenza esistente tra Conte e Grillo nei Cinquestelle, né immagino le conseguenze di un’eventuale rottura, se non il ritiro della consulenza di 300mila euro al guru dissidente. I due o tre mandati, il nome e il simbolo appartengono più alla liturgia che non alla sostanza della politica.
Travaglio, in tivù, ha messo bene in evidenza i punti che lo frappongono a Renzi. Ma anche a Calenda e anche ai socialisti che vogliono mantenere un minimo di coerenza.
Primo punto sulla politica estera. Qui non a caso i Cinque stelle si sentono più vicini a Trump piuttosto che ai democratici americani e a Kamala Harris che pare aver vinto il confronto diretto col Tycon in tv. Loro pensano che non si debbano più inviare armi all’Ucraina. Non solo che, come ha deciso unilateralmente il governo italiano, le armi non debbano oltrepassare il confine vietando di bombardare con munizioni italiane le postazioni russe che bombardano le città ucraine, ma che gli ucraini debbano combattere una battaglia di resistenza disarmati.
Se la posizione dei Cinque stelle diventasse la posizione di tutti i paesi i russi entrerebbero a Kiev con ancora maggiore facilità con la quale vi entrarono i nazisti. La guerra non può continuare all’infinito? Lo spero ma un negoziato deve partire da alcuni punti fermi e l’indipendenza e l’integrità dell’Ucraina, lo ha sottolineato perfino il documento cinese, ne sono il presupposto.
I Cinque stelle, assieme alla destra, non hanno votato la Von der Leyen, al contrario di Forza Italia che fa parte del Partito popolare. Perché, piuttosto di inseguire l’irrazionalità pericolosa dei figli di Grillo o di Conte, Prodi non evoca ancora la maggioranza Ursula? Quando Forza Italia si accorgerà che un piccolo centro con una grande destra, può solo aver diritto di proposta, ad esempio sullo ius scholae, ma non di decisione? Quando si capirà che il futuro dell’Italia e dell’Europa può essere più solido e garantito dagli insegnamenti di Blair, che poi, come lui stesso ammise, erano stati anticipati da Craxi, sulle intuizioni di Macron e della Merkel, sulle proposte di Draghi contenute nel suo programma presentato alla presidenza della commissione europea?
Fa bene Calenda a pretendere un pronunciamento del Parlamento sui suoi contenuti, ma che c’entrano su questi i Cinquestelle che accusano ancora Renzi di aver fatto cadere Conte aprendo la strada a Draghi? E che rimpiangono di aver fatto parte del suo governo. Bersani sogghigna in Tv e sostiene che il campo deve essere nelle mani (la direzione del traffico, in bersanese) delle tre principali forze e cioè Pd, Cinque stelle e Verdi-Sinistra italiana.
Così la destra vincerà ancora capovolgendo la norma che vede in Italia sconfitto il governo ad ogni elezione a partire dal 1994. E parliamo anche di quel che sta maggiormente a cuore al buon Travaglio: la giustizia. Sono tante e tali le distanze tra un centro riformista e questa gente, che non si dovrebbe neanche accettare di discutere sulla materia. Sulla separazione delle carriere, sul carcere preventivo, sulla nomina per sorteggio del Csm noi critichiamo Nordio perché tentenna, non perché procede.
Noi viviamo in un Paese in cui i piemme sono i veri padroni del processo, in cui molto se non tutto si fa per non sconfessarli. Anche sui grandi processi per reati comuni é così. E’ inquietante il modo con cui sono stati più volte assolti e condannati con le stesse identiche prove alcuni imputati, che nuove prove scagionanti, e che avrebbero potuto ribaltare una sentenza, siano state perse, che un imputato che ha confessato un delitto sia libero e due donne che si dichiarano innocenti in galera. Non voglio approfondire questi casi, ma la verità iniziale, tranne un’eccezione, é sempre stata confermata.
E sull’abuso d’ufficio, sul quale il giornale di Travaglio ha menato scandalo? Questo personaggio intelligente ma di un settarismo di stampo staliniano ha perfino definito Del Turco, un uomo politico che ha dovuto subire una vera e propria persecuzione, “un pregiudicato”. Vergogna. E vorreste pure allearvi con questi? Altro che campo largo. Bisogna separarlo.





