
di Giulio Galetti
Elkann con il cappello in mano sta girando per palazzi e ambasciate alla ricerca dell’obolo per massimizzare i profitti e socializzare le perdite. Un gioco antico che suo nonno conosceva bene. A quel tempo erano i bonus per la rottamazione ad essere reclamati con il ricatto del mantenimento dei livelli occupazionali.
In pratica il finanziamento (a fondo perduto) attraverso un bonus su ogni auto nuova che ne rimpiazzava una esistente.
Il primo bonus per la rottamazione risale al Gennaio 1997 accordato da Prodi e rinnovato fino al 1998 – Romiti apprezzò molto!
Rispunta nel 2006 con il Prodi II (ohibò ancora lui) fino al 2008 e questa volte è Marchionne ad apprezzare insieme agli azionisti.
Il tributo alla FIAT si arricchiva così di un ulteriore elemento dopo la Cassa Integrazione che scaricava sui contribuenti i costi di una politica industriale che non raggiungeva l’equilibrio operativo.
Lo Stato italiano interveniva come un azionista premuroso (ma senza dividendi) per tenere in letargo la mano d’opera eccedente e poi finanziando l’acquisto di nuove auto con una super valutazione delle auto da demolire.
Con siffatte iniezioni il corpaccione agonizzante FIAT aveva dei sussulti che lo illudeva di essere ancora competitivo.
Le richieste erano esplicite: “Dammi i soldi o chiudo”. Potevano contare sull’avallo dei sindacati che si limitavano a fare la voce grossa sul mantenimento dei livelli occupazionali, salvo ritirarsi in buon ordine quando le promesse non erano mantenute, anche in casi eclatanti come Termini Imerese.
E invece di richiedere con fermezza il rispetto dei patti abbiamo assistito alla chiusura di uno stabilimento dopo l’altro.
Si stima che dal dopoguerra siano stati concessi aiuti alla FIAT per circa 500 miliardi di €; compresa l’acquisizione del gruppo Alfa Romeo a condizioni di saldo (500.000 €), lo stabilimento di Melfi pagato dallo Stato per il 50% (1,5 m.di di €); 4,5 mld. di €. per Termini Imerese.
Elkann e Tavares mettono in scena lo stesso giochino collaudato: ora il Bonus si chiama ECO-Bonus, si è nobilitato, ma la sostanza non cambia… ” Dammi i soldi o chiudo”.
Per una volta mi piacerebbe che questo ricatto fosse respinto e invece ho sentito il ministro Urso che si è detto aperto a ipotesi di ingresso dello Stato in Stellantis con una quota, come ha fatto il governo francese…Roba che nemmeno Prodi.
Spero che la ragione prevalga e che Tavares e i suoi padroni tornino alle loro sedi (legali si intende) con il cappello vuoto.





