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BOTTI DI CAPODANNO

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di Massimo Coccia

Anche il 2023 è finito, facciamo tutti un respiro di sollievo. 

L’anno trascorso si porta dietro una lunga scia di sangue da Gaza, all’Ucraina e nemmeno il novello anno porta buone notizie su questo fronte anzi nuove preoccupazioni arrivano all’orizzonte per il rischio del protrarsi di questi conflitti.

La gente nelle sale festeggia come per voler esorcizzare la paura di quello che verrà, sorride, scherza, balla si abbraccia, cerca di dimenticare tutto quello di negativo è accaduto e fa molto bene.

Anche quest’ anno ho ricevuto alcuni regali e quello che ho apprezzato di più è un libro di Mancuso dal titolo “Non ti manchi mai la gioia” che ho iniziato avidamente a sfogliare.

Mi ha colpito l’idea dell’autore di stigmatizzare il fatto che noi individui siamo intrappolati, imprigionati nella gabbia dell’esistenza e che occorre iniziare un percorso per liberarsi da questa trappola per ritornare ad essere persone gioiose. Poi accendo la TV e mi sintonizzo su un canale e casualmente mi metto a guardare un programma scientifico in cui alcuni esperti con il sorriso in volto spiegavano quali dovrebbero essere le fasi finali dell’esistenza dell’Universo.

Ed ecco che come per una strana coincidenza, in modo molto dettagliato, questi signori non volendo forse stavano rispondendo alla domanda esistenziale filosofica che poneva il libro e forse per liberarci da questa trappola la natura ci darà sicuramente un aiuto. Con delle immagini spiegavano i vari step che avrebbero portato al collasso definitivo dell’Universo. Sempre con il sorriso in viso e quest’ultimo sicuramente fa pensare alla gioia, dicevano che il sole brucia il suo combustibile trasformando l’idrogeno in elio. Ad un certo punto il sole finirà il suo combustibile e diventerà una supernova bruciando tutti i pianeti del sistema solare ivi compresa la Terra.

Finito questo processo si trasformerà in una nana bianca ovvero un corpo celeste con una densità incredibile. Questo processo succederà a tutte le stelle dell’Universo e piano piano rimarranno solo enormi buchi neri che però alla fine subiranno la stessa sorte delle stelle perché evaporeranno con un enorme esplosione. Alla fine, l’Universo sarà molto più buio perché rimarranno solo queste nane bianche che conterranno ancora un po’ di energia e l’umanità, se sopravviverà, potrà sempre trovare una soluzione tramite una stazione orbitante per sfruttare questa energia residua.

Però alla fine ci sarà il nulla, tutto l’universo diventerà oscuro, lo zero assoluto, sparirà tutto. Sempre i simpatici scienziati hanno asserito che se saremo fortunati cambieranno le leggi fisiche ad oggi conosciute e ci potrebbe essere la formazione da una propaggine del vecchio universo di un nuovo universo più piccolo e che tutto potrebbe ricominciare da capo con un nuovo big bang e dicono che forse anche il nostro attuale universo potrebbe essere una parte di un qualcosa che prima era più grande.

Tornando alla probabilità peggiore che però questo non accada tutto finirà per sempre, l’oscurità prenderà il sopravvento su tutto, dove prima c’era luce ogni forma di vita cesserà alla fine di esistere. Ci vorranno molti anni ma immaginiamo che tutto si sbriciola si polverizza, ogni capolavoro presente sulla terra ogni bellezza artistica, paesaggistica, ogni bene, oro pietre preziose, costruzioni, tutto ciò che è stato creato dall’ingegno umano svanirà e sarà solo un ricordo comprese ogni forma di vita, se non si sarà estinta prima.

Ovviamente nessun accenno da parte degli scienziati al fatto che ci possa essere un nuovo miracolo dovuto a qualcosa di soprannaturale alla presenza di un Dio. Però occorre gioire perché non hanno escluso del tutto l’esistenza di universi paralleli in cui l’umanità, forse troverà il modo di ricominciare una nuova avventura. Pensate che emozione, forse potrebbe iniziare di nuovo tutto da capo. Per fortuna il documentario televisivo è finito presto e tutte le domande che sicuramente non troveranno risposte certe alla fine spariranno nella nebbia dei ricordi serali.

Veramente mettere in programma trasmissioni che trattano queste tematiche gli ultimi giorni dell’anno mettono di “buon umore”, ti fanno vedere le cose sotto un’altra prospettiva, in pratica è come se volessero passare un messaggio che si può sintetizzare nel seguente modo: “ non vi preoccupate anche se vi sbagliate e premete per errore il pulsante nucleare che ci porterà all’estinzione di massa, tutto questo sarebbe accaduto prima o poi anche se qualche miliardo di anni più tardi con il collasso fisico dell’Universo”.

Un’altra soluzione per portare fine alla trappola dell’esistenza potrebbe essere il calo demografico messo in atto dall’Italia come modello da imitare per portare all’estinzione tra qualche generazione di un popolo. Anche queste soluzioni potrebbero andare incontro all’agenda green che sostiene tra le righe che gli individui sono dannosi e pericolosi per l’ambiente perché in un modo o nell’altro inquinano.

Questi messaggi subliminari introducono concetti nell’opinione pubblica che mirano a colpevolizzare la stessa esistenza del genere umano, come se essere in vita un domani potrebbe rappresentare un peccato e che se si diventerà un peso invecchiando magari la pratica consigliata potrebbe essere l’eutanasia facendo diminuire in questo modo il costo del welfare per lo Stato. Ma dove è andato a finire il concetto della sacralità della vita essendo fatti a sua immagine e somiglianza e perché è così diffusa l’opinione purtroppo che siamo solo e semplice compost?

Durante il Natale sono stati fatti dei quesiti ai giovani sul suo significato ed è emerso che quasi nessuno aveva in mente una risposta attinente al significato del Natale cristiano e questo denota una perdita della fede nelle giovani generazioni. I credenti tra i giovani tra 18 e 29 anni si riducono al 72% e solo il 13% frequenta settimanalmente i luoghi di culto (Eurisko). La perdita della fede fa rima con il concetto di modernità e forse in molti pensano che essere credenti fa sembrare non più alla moda e in linea con gli stereotipi della società moderna senza intuire che forse la forza per superare le tremende sfide a cui saremo sottoposti potrebbe arrivare proprio dalla prospettiva dell’eternità, caratteristica principale dei credenti sempre alla ricerca di costruire un mondo migliore in cui la parola chiave non potrà che essere amore.

     

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  • Redazione

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