
Dopo 30 anni di assalti giudiziari, la Cassazione svela l’inganno
di Vito Schepisi
Ma come!
Fino ad ora le sentenze (della Cassazione poi!) erano LEGGI assolute e servivano a cancellare dignità, carriere, patrimoni, spazi politici ed aziende, con danni notevoli per persone e cose.
Oggi c’è quasi il silenzio!
Il silenzio assoluto che ha fatto seguito alla pronuncia della Cassazione, arrivata dopo un’eternità, che ha sentenziato l’inesistenza dei legami tra Berlusconi, Dell’Utri e la mafia.
Dal 1994, quando Berlusconi con la sua creatura politica, Forza Italia, sconfisse la “macchina da guerra” di Occhetto, la mancinasassi giudiziaria non s’è mai fermata.
Nel 1994 i neo comunisti contavano d’arrivare, per la prima volta col voto e non coi carri armati, al potere in Italia.
Ma non è stato così!
Eppure il comunismo con la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) diventava un progetto politico fallito. Da cestinare come una bozza piena di strafalcioni contro l’umanità, la democrazia, la giustzia, il pluralismo ed il riformismo.
Perse le elezioni, la “fazione giudiziaria” della sinistra, scavalcando la Costituzione, il diritto ed il buonsenso, ha sfornato un provvedimento dietro l’altro contro chiunque s’opponesse alla conquista del potere della sinistra.
Berlusconi è stato il primo nella lista di proscrizione ad opporsi al programma politico devastante della sinistra che, come è poi stato, avrebbe comportato:
– meno investimenti e maggiore spesa improduttiva;
– aumento della pressione fiscale;
– mortificazione del merito, assieme al degrado sociale, agli sperperi;
– aumento del debito pubblico;
– esaltazione dell’effimero in cui i compagni trovavano lo spazio adatto per vivere bene sulle spalle di chi lavorava.
Chi voleva entrare in politica per fare i casi propri, con la sinistra e con la garantita copertura giudiziaria, trovava la strada giusta e le porte spalancate.
Sono entrati nei parlamenti in Italia ed in Europa personaggi incredibili, alcuni tirati dentro con già un piede nelle celle carcerarie.
Anche in Vaticano avevano trovato un papa populista adatto per loro.
Con gli ex comunisti – che garantivano la distrazione e lo strabismo della magistratura – i più navigati potevano far di tutto, anche taccheggiare al duty free dell’aeroporto, ridere col “nemico sociale” mentre i lavoratori dell’ILVA perdevano il posto di lavoro, ricavare danaro sulle forniture di armi verso i paesi del terzo mondo.
L’hanno fatta anche troppo grossa, agendo da criminali incalliti in modo così sfrontato, come quei fessi che si sono fatti beccare a Bruxelles con i trolley pieni di soldi.
Anche lucrare sugli aiuti umanitari (Missione Arcobaleno) al Kosovo.
E farla franca!
L’hanno fatta e la fanno tutti franca!
L’unico, solo, esclusivo e predestinato colpevole in Italia, però, era Silvio Berlusconi … e doveva esserlo nella maniera peggiore: “colluso coi mafiosi”!
Ora s’è “scoperto” che Berlusconi era innocente, invece sulle sue disgrazie s’insediava la società degli impuniti che procedeva a braccetto con quella dei magnaccioni:
– pronti a costruire castelli diffamatori contro i loro avversari politici;
– pronti a puntare il dito su coloro che avevano la colpa d’essere preferiti dagli elettori;
– pronti a chiedere le dimissioni di tutti gli altri;
– printi a professarsi paladini della legalità!
Non c’è ministro oggi in carica a cui non siano state richieste le dimisioni. Sono i promotori d’una sorta di “riforma del principio del contrappasso”, per la quale già in vita si debbano invertire le cose: con i colpevoli che salgono sugli alatari e la gente per bene messa in croce.
Un po’ l’Italia alla rivescia, senza che il Generale Vannacci me ne voglia.
Riponde alla nuova formulazione del “principio del contrappasso” anche la locuzione – tratta dal Vangelo secondo Giovanni – “Chi tra voi è senza peccato scagli la pietra per primo”, perchè di pietre se ne sono scagliate tante, ma per le azioni indegne di coloro che, invece, non erano affatto senza peccato.
Tutelati dalla informazione spesso ideologica ed appiattita, vincono le elezioni locali, malgrado l’immobilismo ed il degrado, anche laddove gli scandali e le malversazioni riempiono il vuoto dell’assenza di grandi progetti e di rivoluzionarie iniziative amministrative.
Si veda la Puglia!





