
La Libia (Bengasi), come riferisce Agenzia Nova, è disposta ad accogliere tutti coloro che desiderano partecipare alla ricostruzione, allo sviluppo e ai progetti di rilevanza strategica, incluse le aziende della Federazione russa.
Lo ha detto Belkacem Haftar, direttore del Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia, in un’intervista all’agenzia di stampa russa “Sputnik”. “Accogliamo con favore la partecipazione di tutte le aziende russe e straniere, nonché di tutti i Paesi amici e fraterni, affinché contribuiscano alla ricostruzione della Libia con la loro esperienza e le loro capacità”, ha detto il figlio del “feldmaresciallo” (il massimo rango militare, equivalente a un generale a cinque stelle) Khalifa Haftar, comandante in capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Enl). “Attendiamo con interesse la partecipazione di tutte le imprese straniere specializzate in settori chiave come le infrastrutture, le strade e i ponti, nonché la costruzione di ospedali, centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell’acqua, che sono stati trascurati per troppo tempo e richiedono urgenti interventi”, ha aggiunto Belkacem, classe 1980 e laureato in ingegneria civile. “Diamo il benvenuto sia alle aziende locali che a quelle internazionali, senza alcuna distinzione. Siamo aperti a tutti e attendiamo con impazienza la partecipazione sia delle aziende libiche che di quelle straniere di rilievo per contribuire alla ricostruzione”, ha aggiunto.
Nel frattempo, il rappresentante speciale del presidente russo per il Medio Oriente e gli affari africani, il viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov, ha ricevuto lo scorso 7 maggio a Mosca il capo di Stato maggiore delle Forze di sicurezza dell’Esercito nazionale libico, generale di divisione Khaled Haftar, per colloqui “sulle questione dell’unificazione di tutte le forze politiche nazionali e regionali libiche, nonché la risoluzione della crisi militare e politica nel Paese”.
L’ambasciata russa a Tripoli ha riferito sul suo account ufficiale di Telegram che “durante la conversazione, è stata posta particolare enfasi sull’importanza di unire tutte le forze politiche nazionali e regionali per garantire l’unità, l’integrità territoriale e la sovranità della Libia”. I due hanno avuto anche “uno scambio di vedute su questioni riguardanti la risoluzione della crisi militare e politica nel Paese”.
Vale la pena sottolineare che il colloquio tra Bogdanov e Khaled Haftar a Mosca si è tenuto lo stesso giorno dell’incontro a Bengasi tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il comandante in capo dell’Enl, Khalifa Haftar.
Secondo fonti italiane, con l’80enne generale libico Meloni ha parlato anche della fine della presenza di forze straniere sul suolo libico. Vale la pena ricordare, al riguardo, la presenza in Libia degli ex combattenti del gruppo Wagner ingaggiati da Haftar e ora inquadrati nel Corpo militare russo in Africa.
E’ opportuno citare, al riguardo, il recente attacco di RansomHub, un gruppo di hacker russofoni, ai terminali di Eni a Mellitah, la struttura controllata paritariamente dalla compagnia energetica italiana e dalla National Oil company libica, dalla quale parte il gasdotto che porta in Italia il gas estratto nel Paese nordafricano.
Lo scorso 23 febbraio, la Russia ha rafforzato la sua presenza diplomatica in Libia con l’apertura dell’ambasciata a Tripoli e l’annuncio della prossima apertura di un consolato a Bengasi, in una data però ancora da definire, confermando l’impegno di Mosca verso un coinvolgimento più attivo in Nord Africa.
La Russia mantiene una presenza militare nella Libia orientale tramite i combattenti dell’ex gruppo Wagner al servizio del generale Haftar. Il ruolo precedentemente svolto dal gruppo Wagner starebbe ora passando nelle mani del cosiddetto Corpo militare russo in Africa.





