Home Politica ATTENTATO A TRUMP ORGANIZZATO? TROPPI ELEMENTI DICONO DI SÌ

ATTENTATO A TRUMP ORGANIZZATO? TROPPI ELEMENTI DICONO DI SÌ

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Ieri il direttore dell’FBI Christopher Wray è stato chiamato a rispondere alle domande del Congresso in merito al tentato assassinio di Donald Trump.

Wray è comparso davanti alla Commissione Giustizia della Camera per rispondere alle domande sulle indagini dell’FBI sul presunto attentatore di Trump.

Secondo Wray il responsabile dell’attentato del 13 luglio scorso contro Donald Trump, il 20enne Thomas Matthew Crooks, ha lanciato un drone per sorvolare l’area del comizio elettorale solamente due ore prima dell’evento.

Il drone, ha spiegato, è stato lanciato intorno alle 16 locali (le 22 in Italia) e ha sorvolato l’area per circa 11 minuti. Il dispositivo è stato trovato dagli agenti nell’auto di Crooks.

Nel frattempo emergono aspetti inquietanti che inducono a pensare che effettivamente si sia trattato di un attentato premeditato e organizzato e non da un ragazzotto di vent’anni.

L’ormai ex direttrice del Secret Service Kimberly Cheatle, durante l’audizione al Congresso dal quale è uscita dimissionaria, si è rifiutata di dire quanti bossoli sono stati trovati accanto al cadavere dell’attentatore.

La notizia è di fondamentale importanza, in quanto un’analisi fonica dei colpi sparati riferisce di tre colpi cadenzati sparati da un’arma A, altri colpi sparati da un’arma B e, infine un colpo sparato dal un’arma C.

Una delle ipotesi è che i primi tre colpi siano di un cecchino lontano, quello che ha colpito Trump. Quelli successivi potrebbero essere del giovane sul tetto e, infine, l’ultimo del cecchino del Secret Service che ha eliminato l’attentatore.

Molti particolari interessanti sono sui servizi contenuti in un video di Roberto Mazzoni, giornalista indipendente che informa dalla Florida.

https://mazzoninews.com/2024/07/24/trump-capri-espiatori/

Uno di questi riguarda gli agenti che erano preposti a difendere Trump, ossia le sue guardie dl corpo.

“Scopriamo – afferma Mazzoni – che gli agenti della squadra che assisteva Trump non erano quelli che abitualmente assistono Trump, a cui era stato dato quel giorno casualmente un giorno di ferie. E probabilmente non erano nemmeno agenti del servizio segreto. Erano agenti presi dall’interno del DHS, il Department of Homeland Security, quindi quello che sarebbe un po’ il ministero dell’Interno, negli Stati Uniti, da cui il Servizio Segreto dipende, che sono stati mandati sul posto senza sapere neanche cosa dovevano fare praticamente, perché non era il loro mestiere. Questo è quanto sta emergendo. E nemmeno quelli che potevano essere gli agenti del Servizio Segreto propriamente detto di riserva sono stati affidati a Trump, che sono stati mandati ad altri due eventi che casualmente nello stesso giorno si stavano sviluppando sempre nella stessa area geografica: raccolta fondi da parte di Joe Biden e Kamala Harris, due eventi separati”.

“Quindi – continua Mazzoni – il Servizio Segreto aveva un sacco di richieste contemporanee, aveva mandato in vacanza gli agenti abituali di Donald Trump, gli altri di riserva, che potevano essere disponibili, erano stati spediti altrove e a questo punto hanno mandato gente che proprio non sapeva in che mondo vivesse. […]. Perciò non mi sembra l’operato di persone preparatissime, in più vediamo quelle due agenti donna basse che appunto cercano di proteggerlo, ma sono a questa altezza, una delle quali non sa neanche dove rimettere la pistola, non sa come tirarla fuori, è decisamente impacciata. È evidente che non era il loro mestiere, non erano addestrate, non sapevano neanche quello che stava succedendo all’atto pratico”.

Coincidenze? Può essere.

Sono coincidenze anche quelle che vedono i fotografi più bravi dei media americani presenti ad uno dei tanti comizi di Trump, peraltro in un luogo secondario, in un’area rurale? In altre occasioni di comizi simili nessuno si sarebbe presentato.

Coincidenze? Può essere.

The Epoch Times, riferisce di un rapporto che metteva in dubbio che la mancanza di comunicazione diretta tra le agenzie “ostacolasse i tempi di risposta o il processo decisionale”.

L’indagine del senatore repubblicano Ron Johnson sul tentato assassinio dell’ex presidente Donald Trump ha scoperto che i vari gruppi incaricati di proteggerlo, tra cui cecchini, squadre SWAT e Secret Service, non avevano comunicazioni dirette tra loro e operavano su canali separati.

L’evento è stato messo sotto la protezione di varie agenzie, tra cui il Secret Service, i Butler County Emergency Services (Butler ESU), cecchini delle contee di Washington e Beaver e squadre SWAT locali.

Come sostiene The Epoch Times i funzionari delle forze dell’ordine locali hanno riferito all’ufficio di Johnson che le comunicazioni tra le diverse entità presenti alla manifestazione erano “isolate”, il che significa che parlavano principalmente tra loro ed erano tagliati fuori gli uni dagli altri, hanno detto

“Ad esempio si legge nel rapporto – le squadre SWAT e di cecchini locali operavano su canali radio separati dalla pattuglia. Secondo queste persone, le comunicazioni dovevano essere instradate al comando Butler ESU, che avrebbe poi trasmesso le informazioni ai Secret Service o ad altre pattuglie delle forze dell’ordine locali. Non è chiaro perché le comunicazioni siano state impostate in questo modo e se la mancanza di comunicazioni dirette tra le forze dell’ordine locali e i servizi segreti abbia ostacolato i tempi di risposta o il processo decisionale”.

L’identificazione e la denuncia dell’individuo che ha sparato all’ex presidente sono avvenute attraverso diversi canali di comunicazione.

Un’altra notizia riguarda l’attentatore di Trump, il quale, secondo la scuola che ha frequentato, non era un membro della squadra di fucilieri della scuola stessa e non è stato vittima di bullismo.

Alle 17:10, quasi un’ora prima che il presidente Trump venisse colpito, un cecchino ha osservato l’individuo che ha sparato all’ex presidente.

Alle 17:38, il cecchino ha segnalato il sospettato ad altri cecchini. Gli è stato chiesto di segnalarlo al comando ESU di Butler.

Il cecchino ha contattato il comando alle 17:41 e ha trasmesso le informazioni.

Alle 17:49, ha inviato le foto del sospettato. Sei minuti dopo, Butler ESU ha confermato la ricezione delle foto e ha affermato che le preoccupazioni del cecchino sono state trasmesse ad altri gruppi di sicurezza.

Tra le 18:06 e le 18:12, il cecchino è andato a incontrare le forze dell’ordine locali e ad avvertirle della presenza del sospettato.

Verso le 18:11, il sospettato ha iniziato a sparare.

Nel rapporto del 21 luglio si legge: “Ad oggi, ci sono resoconti pubblici secondo cui un ‘contro-cecchino ha segnalato un uomo sospetto che usava un telemetro al Secret Service circa 20 minuti prima che un uomo armato aprisse il fuoco’ al raduno. Le informazioni ottenute dall’ufficio del senatore Johnson sembrano confermare questi resoconti”.

Il 14 luglio Johnson ha inviato una lettera al procuratore generale Merrick Garland, al segretario del Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) Alejandro Mayorkas e al direttore dell’FBI Christopher Wray, chiedendo informazioni dettagliate sul tentato assassinio.

Johnson ha affermato nel rapporto che il Dipartimento di Giustizia, il Dipartimento di Sicurezza Interna e l’FBI non hanno fornito alcuna delle informazioni richieste nella sua lettera e “non hanno nemmeno confermato che conserveranno i documenti pertinenti”.

In seguito al tentato assassinio, sono attualmente in corso indagini sull’attacco da parte del Congresso, del DHS e dell’FBI.

Coincidenze? Può essere.

https://www.theepochtimes.com/us/security-agencies-protecting-trump-did-not-communicate-directly-during-rally-report-5691383?utm_source=morningbriefnoe&src_src=morningbriefnoe&utm_campaign=mb-2024-07-24&src_cmp=mb-2024-07-24&utm_medium=email&est=AAAAAAAAAAAAAAAAcusnYxICxsXJ4rYdt0VeBrVzxw0NKCSmPl7dOBgAC128ZQSuhgRs

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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