
Nuovo documento strategico italiano sull’Artico
Terra di miti ed esplorazioni, l’Artico, affascinante e temuto confine del mondo, ha sempre esercitato una magnetica attrazione. Oggi, si trova al centro di un intreccio di sfide internazionali. Regione chiave per comprendere i cambiamenti climatici, l’Artico subisce più di ogni altra regione del pianeta gli effetti del riscaldamento globale. Manifestazioni drammatiche e immediatamente visibili includono l’accelerazione della riduzione dei ghiacci marini, l’indebolimento dello strato di permafrost (il terreno ghiacciato tipico delle regioni artiche e sub-artiche) e la fusione della calotta groenlandese, che gli scienziati ritengono abbia raggiunto un punto di non ritorno. Significativi sono anche l’aumento del livello e della temperatura del mare, i cambiamenti nella circolazione atmosferica e marina e nel ciclo idrologico, l’aumento di incidenza e severità degli incendi boreali e dell’inquinamento, con ricadute sugli ecosistemi.
Gli effetti combinati di questi fenomeni rendono le zone costiere dell’Artico sempre più vulnerabili a imponenti fenomeni di erosione causati dalle tempeste marine, con impatti gravi su infrastrutture ed insediamenti umani. L’espressione “quello che accade in Artico non resta in Artico” è azzeccata e sottolinea quanto l’Artico sia vicino a noi, ben oltre la sua posizione geografica. Questo spiega l’enorme interesse per la regione. Tuttavia, è fondamentale ricordare che ciò che accade in Artico è in gran parte influenzato dalle scelte e dai comportamenti del resto del mondo. L’Artico è quindi sia globale che locale, come si suol dire, e va considerato in questa duplice dimensione. Negli ultimi decenni, la temperatura media in Artico è aumentata almeno tre volte, e in alcune zone addirittura quattro volte, rispetto alla media globale. I fenomeni di vulnerabilità ambientale di cui sopra devono essere costantemente monitorati, analizzati e compresi, soprattutto per i loro effetti sulla regione e sul pianeta nel suo complesso. Pertanto, la ricerca scientifica in Artico e la collaborazione internazionale rimangono una priorità non solo per gli Stati artici, ma per l’intera comunità internazionale, nel comune impegno per la salvaguardia del pianeta attraverso politiche e pratiche di sviluppo sostenibile.
Il 16 gennaio 2026, in occasione della conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico, intitolato “La Politica Artica Italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione” il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato un messaggio.
Dopo aver ringraziato il Ministro degli Esteri Tajani, il Ministro della Difesa, il Ministro dell’Universi e la Farnesina per il grande lavoro che hanno portato avanti in queste settimane per arrivare oggi alla presentazione della nuova Strategia italiana per l’Artico, Giorgia Meloni ha scritto:«L’Italia non ha mai considerato l’Artico come un’area remota e senza alcun interesse. Al contrario, noi abbiamo sempre guardato a questo quadrante del mondo per quello che effettivamente è: una regione strategica, dove si intrecciano economia, ambiente, ricerca, energia e – oggi più che mai – sicurezza e difesa.
L’accelerazione impressa dai cambiamenti climatici allo sviluppo delle rotte artiche sta cambiando lo scenario al quale eravamo abituati, e sta disegnando interconnessioni nuove che potrebbero rivoluzionare il commercio marittimo mondiale. La Northern Sea Route ne è uno degli esempi più emblematici, perché è una rotta che promette di accorciare drasticamente i collegamenti tra Asia ed Europa e ambisce ad essere un’alternativa al Canale di Suez. La centralità dell’Artico deriva, ovviamente, anche delle enormi risorse energetiche e minerarie che custodisce. Secondo le stime più accreditate, la regione possiede circa il 30% delle riserve mondiali di gas e circa il 13% delle riserve globali di petrolio non ancora scoperte. Anche i data center trovano, potenzialmente, opportunità uniche in questo quadrante, grazie al raffreddamento naturale, ma con sfide di connettività, sicurezza e impatto ambientale,
è perfettamente consapevole di quanto questa regione del mondo rappresenti un quadrante strategico negli equilibri globali, e intende continuare a fare la propria parte per preservare l’Artico come area di pace, cooperazione e prosperità. Siamo Paese osservatore nel Consiglio Artico e sosteniamo da sempre il rispetto del diritto internazionale, a partire dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. Siamo convinti che l’Artico debba essere sempre di più una priorità dell’Unione Europea e della NATO, e che l’Alleanza Atlantica debba cogliere l’opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni, preservare la stabilità e rispondere alle ingerenze di altri attori».
La nuova strategia italiana per l’Artico si propone di raggiungere obiettivi e di consolidare il ruolo dell’Italia come partner affidabile, capace di promuovere cooperazione, sostenibilità e innovazione. L’Italia è consapevole che gli eventi nel “Grande Nord” non sono eventi isolati, ma hanno un impatto diretto sul futuro, sul benessere, sulla prosperità e sulla sicurezza di tutti i cittadini.
Sono intervenuti alla Conferenza di presentazione il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del testo ed hanno partecipato all’evento rappresentanti delle istituzioni, membri del Tavolo Artico ed esponenti del mondo imprenditoriale.
Il documento, elaborato nel corso del 2025, valorizza il ruolo finora assunto dall’Italia in Artico e delinea una visione strategica, insieme con una serie di obiettivi di lungo periodo, per rafforzare l’impegno italiano nella regione. Questo impegno si concentrerà lungo le tre direttrici della sicurezza, della ricerca scientifica e dello sviluppo economico, mettendo insieme le diverse forze del Sistema Paese, nella prospettiva di una più incisiva azione dell’Italia in Artico.
Tra i principali obiettivi tracciati, vi sono quelli di consolidare il ruolo dell’Italia come Paese non artico interessato all’Artico; contribuire al mantenimento dell’Artico quale area di stabilità, prevenendo dinamiche di escalation e sostenendo i meccanismi multilaterali di dialogo e cooperazione; rafforzare la sicurezza collettiva euro-atlantica, in coerenza con gli impegni NATO e UE e con una visione integrata dei diversi teatri strategici; rafforzare, anche a livello bilaterale, le relazioni con i Paesi artici europei (Danimarca/Far Oer/Groenlandia, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), sostenendo il crescente ingaggio dell’Unione Europea sulle questioni artiche; rafforzare la ricerca scientifica italiana in Artico; cogliere le opportunità economiche che in ambito artico si stanno aprendo a favore delle imprese italiane.
Il nuovo documento strategico, adottato a dieci anni di distanza dal primo, attualizza le politiche italiane nell’attuale fase di crescente rilevanza globale della regione.





