Home Politica APPUNTI PER LA COMMISSIONE COVID: DARWINIANI E MALTHUSIANI TRAVESTITI DA SOCIALISTI

APPUNTI PER LA COMMISSIONE COVID: DARWINIANI E MALTHUSIANI TRAVESTITI DA SOCIALISTI

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La vicenda pandemica, che dovrà essere vagliata nei minimi particolari dalla Commissione varata dal Senato e che entrerà in funzione dopo che la Camera avrà dato il via libera definitivo, è solo uno degli aspetti di un disegno più vasto e antico che è auspicabile che deputati e senatori abbiano il coraggio di affrontare, rendere esplicito in tutte le sue parti, per poi calarlo sui personaggi che di quel disegno si sono fatti esecutori.

In particolare, data la collocazione politica di molti di quei personaggi che hanno agito nel contesto pandemico, attivando procedure illiberali, di controllo sociale, di conculcazione della libertà e di operazioni psicologiche di massa, è interessante fare chiarezza su una delle mistificazioni più impattanti sulle nostre vite: quella del socialismo fabiano.

A questa linea di pensiero aderiscono personaggi che hanno avuto un ruolo in questi anni per attuare un disegno che era chiaro fin dalle origini della Fabian Society, fondata a Londra 4 gennaio 1884, sedicente socialista e, nella realtà, darwinista, malthusiana e teorizzatrice dell’eugenetica.

Il fabiano è un lupo travestito da agnello, come evidenziava senza alcun pudore lo stemma iniziale della Fabian Society, ossia, in altri termini un malthusiano darwinista travestito da socialista, per indurre, lentamente, mitridaticamente, le masse ad aderire ad un disegno di controllo della popolazione, fisico e mentale, al fine di garantire una casta di privilegiati ai quali dell’umanità non importa assolutamente nulla e che sono socialisti nel senso degli interessi della loro società elitaria.

Logo Fabian

Ne parla con una interessante ricostruzione dei passaggi fondamentali un libro di Francesco Mastrobattista, Fabian Society, che ha il pregio di indicare fonti e testi per chi volesse approfondire una materia che è fondamentale per chi voglia capire le dinamiche politiche e ideologiche di chi oggi ha tentato e sta tentando, travestito da agnello, di introdursi come lupo nel gregge, per condurlo alla sottomissione, quando non alla rovina.

Fabian society

Se fossi un parlamentare impegnato nella Commissione Covid passerei molte ore a studiare i testi che riguardano la Fabian Society e a capire le ramificazioni attuali, di uomini e di organizzazioni, di quella iniziale società nel cui programma del 1887, conosciuto come ‘The Basis’, “venivano esposti a tutto tondo i principi di riorganizzazione della società che prevedevano l’eliminazione della proprietà privata con tanto di espropri, soprattutto terrieri, ai fini comunitari. Il tutto senza il benché minimo atto eversivo, ma agendo sempre tramite le istituzioni, a differenza della teoria marxista improntata sulla lotta di classe”.

Che differenza fanno quelle affermazioni con quella dei davosiani che ci vogliono nullatenenti e, conseguentemente, felici? Il World Economic Forum è in perfetta assonanza con quanto era affermato nel programma dei fabiani.

Francesco Mastrobattista riporta le affermazioni dello storico Matthew Ehret che sono chiare nel ricostruire il travestimento.

“Lo storico Matthew Ehret – riporta Mastrobattista – così scrive della Fabian: ​La Fabian Society venne fondata nel 1884 da una cricca elitista di propagandisti darwiniani, che vedeva nel sistema recentemente elaborato da Karl Marx il perfetto veicolo per rendere popolare la logica di Darwin. In effetti tutti i suoi aderenti erano ferventi razzisti, ossessionati dalla missione che si erano dati di convincere l’umanità a sottomettersi ad una pulizia razziale, secondo le idee elaborate dal darwinismo sociale di Herbert Spencer e l’eugenetica di Francis Galton. Spencer e Galton erano entrambi fortemente influenzati dallo X Club di Thomas Huxley, in quell’epoca responsabili unici della politica scientifica imperiale. Ancora: ​Quello dei fabiani non era altro che uno stratagemma per collocare la volontà delle classi inferiori sotto una più ingombrante influenza di un’oligarchia dirigente, con la promessa di un «socialismo democratico» e agitando un ideale ingenuamente utopistico di «fine della Storia»”.

Un interessante articolo di Ehret è leggibile al link: https://www.theunconditionalblog.com/la-fabian-society-leugenetica-e-le-forze-storiche-dietro-il-crollo-sistemico-di-oggi/

Il concetto di fine della storia non lo abbiamo rivisto comparire anche recentemente nelle elucubrazioni mentali bizzarre di Francis Fukuyama?

E non troviamo nel tentativo degli scorsi decenni di sostituire i partiti con gli ottimati la realizzazione del progetto fabiano?

“L’ideologia – prosegue Mastrobattista a proposito della Fabian Society – sosteneva infatti che i partiti sarebbero scomparsi, che i politici sarebbero stati sostituiti da “esperti” altamente qualificati e da burocrati civili della classe media stipendiati, i quali si sarebbero occupati del benessere generale delle masse, considerate “ignoranti” e “passive”. Una sorta di tecnocrazia di stampo socialista”.

Lupi che controllano il gregge, travestiti da agnelli per confondersi nel gregge e guidarlo senza che se ne accorga, con tecniche di propaganda, con operazioni psicologiche di massa, accompagnate da un clima continua di emergenza e di paura e utilizzando i moderni mezzi tecnologici per controllare le masse.

Tutto questo lo abbiamo recentemente vissuto e lo stiamo vivendo.

Se nell’800 i fabiani vedevano nel sistema al tempo recentemente elaborato da Karl Marx il perfetto veicolo per rendere popolare la logica di Darwin, ora l’attenzione è rivolta al modello cinese.

La Fabian Society, come tutti i progetti di controllo delle masse che si rispettino, ha fondato la propria realtà formativa, per educare i futuri branchi di lupi travestiti da agnelli, ossia una classe di competenti e di ottimati, pronti a sostituirsi alla democrazia, che, essendo una forma di governo che trae la propria legittimazione dalla sovranità popolare, non può che collidere con l’idea aristocratica di chi si ritiene superiore e, per questo, destinato a comandare gli inferiori: la London School of Economics.

“L’edificio Passmore Edwards Hall, ovvero la prima sede della LSE (London School of Economics, ndr], fu finanziato – scrive Mastrobattista – anche da Lord Rothschild. Tra i nomi associati all’istituto, infatti,  troviamo Sir Evelyn Robert Adrian de Rothschild, in passato governatore della London School, come riportato dallo stesso sito “The Rothschild Archive”. Inoltre dagli anni ‘20 l’espansione intellettuale della Scuola è stata sostenuta anche dal finanziamento della Fondazione Rockefeller”.

La simbiosi con la finanza è evidente.

Interessante, nel libro, anche l’elenco dei personaggi che si sono abbeverati alla fonte fabiana. Elenco che, per quanto riguarda i fatti recenti, fa capire molte cose e, soprattutto, che chi oggi si fregia di essere socialista, socialista non è, ma è un darwinista malthusiano travestito da socialista, un lupo travestito da agnello.

E i lupi, se ascoltiamo la saggezza antica di Fedro, hanno sempre esercitato lo stesso potere oppressivo.

«Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.

«Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano venuti allo stesso ruscello.
Il lupo stava più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello.
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
“Perché – disse – mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo?
E l’agnello, tremando:
“Come posso – chiedo – fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo? L’acqua scorre da te alle mie sorsate!”
Quello, respinto dalla forza della verità:
“Sei mesi fa – aggiunse – hai parlato male di me!”
Rispose l’agnello:
“Ma veramente… non ero ancora nato!”
“Per Ercole! Tuo padre – disse il lupo – ha parlato male di me!”
E così, afferratolo, lo uccide dandogli una morte ingiusta.
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti».

Per capire cosa è accaduto in questi anni non è sufficiente leggere i Dpcm di Conte o le circolari di Speranza; è necessario capire il disegno.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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