di Elio Truzzolillo
L’affaire Sangiuliano-Boccia mi da l’occasione di trattare una delle questioni a me più care nell’ambito di un’igiene della discussione pubblica: il maledetto successo eterno di frasette, argomentazioni e slogan privi di senso e sempre uguali a se stessi.
Una delle più gettonate è quella di denunciare che il paese ha problemi più seri da affrontare. La struttura logica è più o meno questa: “ci tenete inchiodati a xxxx mentre dovremo parlare di yyyy.”
Dove xxxx è la questione più o meno importante che occupa l’attualità e yyyy sono i problemi più gravi del mondo o dell’intero universo che non verrebbero affrontati e risolti per colpa di xxxx.
A me questi ricorrenti artifizi retorici, triti e ritriti, mi irritano terribilmente perché so che riscuotono sempre un gran successo presso il pubblico.
La palma d’oro, in questi giorni, la darei a Chiara Appendino, ospite l’altro ieri a In Onda. Ella sostiene che il ministro della cultura si dovrebbe dimettere (si è finalmente dimesso ieri poneriggio) ed è un’opinione più che legittima che io, tra l’altro, tendo a condividere per motivi di opportunità. Però per me le argomentazioni contano più delle opinioni perché io potrei avere la stessa opinione di un cretino assoluto, ci sta, ma la differenza tra me e il cretino assoluto (ammesso che esista questa differenza come spero) risiederebbe proprio nelle argomentazioni.
Chiara Appendino ci informa che mentre il governo è “ostaggio” della telenovela Sangiuliano, e dedica a questa tutto il suo tempo, ci sono 250.000 lavoratori in sciopero nel settore del cinema, il Louvre fattura più di tutti i musei italiani e ci sono i precari nel settore della cultura. Inoltre i cittadini italiani fanno fatica ad arrivare a fine mese, combattono contro le bollette e non riescono a far fronte alle spese connesse alla scuola dei figli perché c’è l’inflazione. Per soprammercato rende noto che l’ISTAT ha da poco ribadito che i salari reali vanno male.
Marianna Aprile (che Dio abbia pietà di lei) si dice d’accordo e aggiunge che, tra l’altro, ci sono due guerre ai confini dell’Europa, una manovra da fare e un piano di rientro dal debito da impostare.
E io lo so che voi da casa applaudivate eh! Non mentite.
Ora, io parlerei male del ministro Sangiuliano da adesso fino al Natale del 2030, ma la mia onestà intellettuale mi impone di non attribuirgli la non risoluzione delle guerre, i bassi salari reali, l’inflazione, i problemi delle famiglie ad arrivare a fine mese, la fame nel mondo e il riscaldamento globale. Questo per i seguenti che vado d esporre.
1. In molti di questi problemi l’Italia ha un ruolo marginale o addirittura irrilevante.
2. Quelli per cui il governo italiano potrebbe giocare un ruolo sono problemi decennali non attribuibili solo a questo esecutivo. Sono problemi che non si sono creati improvvisamente nell’ultima settimana mentre il governo era distratto dalla questione Sangiuliano.
3. Se il governo avesse la capacità per cominciare a risolverli, invertendo trend decennali (e non ce l’ha), avrebbe cominciato a farlo prima dello scandalo Sangiuliano e continuerebbe a farlo nonostante lo scandalo Sangiuliano e dopo di esso. Non è che il governo abbia dei provvedimenti pronti nel cassetto che salveranno l’Italia e porteranno la pace nel mondo ma non li può attuare perché è occupato dalla vicenda del ministro e non trova il tempo. Non funziona così.
Quando si dice che il paese è “bloccato” su una questione è solo una metafora giornalistica. A essere pessimisti solo alcuni specifici dossier riguardanti il ministero della cultura, forse, potrebbero subire qualche ritardo perché il ministro in questi giorni avrà altro a cui pensare. Nulla di più.
Cara Appendino, il ministro Sangiuliano sarà pure un fessacchiotto inadeguato, vittima di forse tardive tempeste ormonali, ma non è l’ostacolo alla risoluzione dei problemi dell’Italia, del pianeta e dell’Universo. Sono le idee e le competenze che mancano, non il tempo che lui ci farebbe sprecare.
Cerchiamo di usare, e gli elettori pretendano, argomentazioni sensate, cribbio!




