
’Europa ha già perso la sua scommessa sull’Africa, ma l’Italia non ancora e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrà continuare a “spingere” perché il Vecchio continente non si “distragga” di nuovo. Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, intervenendo ierialla Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia a Pescara.
Secondo il dirigente, se c’è una “gara” per l’Africa, è “molto confusa” e “nessuno l’ha vinta”. Questo perché la gara la si fa per “costruire qualcosa” e in Africa finora “è stato costruito poco”. L’Europa, da parte sua, è stata “la più disattenta”, ma Meloni sta cercando “con grandissima tenacia” di riportare sull’Africa l’attenzione del continente. “Per ora ci sta riuscendo – ha osservato Descalzi – ma solo per il discorso dell’energia”. Secondo l’Ad di Eni, il patrimonio più importante dell’Africa è però l’agricoltura, che produce molto impiego e nella quale c’è “un potenziale immenso”. Il dirigente ha raccontato i progetti sui quali l’Eni è al lavoro per produrre olio vegetale, come in Kenya dove 40 mila ettari hanno già prodotto più di 85 mila posti di lavoro. “Il piano è di arrivare a un milione”, ha aggiunto Descalzi. L’obiettivo, secondo l’Ad di Eni, è di “andare a combattere la povertà”, un principio che è compreso nel Piano Mattei per l’Africa.





