
di Valter Vecellio
Più d’uno degli intervenuti alla bella manifestazione al Museo della Resistenza di via Tasso a Roma, organizzata da “Radio Radicale”, ha ricordato come il gran muftì di Gerusalemme sia stato buon amico e riverito ospite di Hitler, nonostante non appartenesse alla “razza eletta”, in omaggio, evidentemente, al comune odio verso gli ebrei.
Andava ricordato (lo dico a me stesso, che a manifestazione finita ci ho pensato), che amicizia e ospitalità è stata ricambiata. Paesi come la Siria e l’Egitto di Nasser hanno consapevolmente ospitato gerarchi nazisti a guerra finita, e li hanno utilizzati in funzione anti-ebraica, anti-sionista, anti-Israele. Uno dei nazisti più ricercati viveva a Damasco: Alois Brunner, responsabile della morte di oltre 130 mila ebrei fra Salonicco e Parigi. Brunner è stato uno dei più zelanti ed efficaci “ideologi” e funzionari della “Soluzione finale”, lo sterminio degli ebrei. L’idea lo ossessionava al punto che nel 1985 al giornale tedesco “Bunte” affermò di “rimpiangere di aver lasciato il lavoro a metà”. A Damasco ha vissuto al numero 7 di via George Haddad, quartiere “bene”, si faceva chiamare “dottor Georg Fischer”, si spacciava come uomo d’affari tedesco, amico personale di Hafez el Assad, il padre dell’attuale dittatore siriano, prende parte alla costruzione dei servizi di Damasco, sul modello della Gestapo, e aiuta gli Assad ad addestrare i “pretoriani” del regime.
Con Brunner, a Damasco, c’erano Theodor Dannecker, “l’esperto di ebrei” che prima organizza il grande rastrellamento di Parigi, la “grande rafle”, poi quella a Roma; e Karl Rademacher, l’uomo di Eichmann per il Belgio e l’Olanda. Entrambi, Rademacher e Dannecker, hanno prestato i loro servigi al regime di Assad.
La lista dei nazisti che trovano protezione e ospitalità nei paesi arabi è lunga. Uno dei responsabili degli “affari ebraici” in Galizia, Altern Erich, si fa chiamare Ali Bella, vive nell’Egitto degli anni Cinquanta, istruisce i combattenti palestinesi. Leopold Gleim, feroce capo della Gestapo in Polonia, diventa Ali al Nahar. al servizio di Nasser. Oskar Dirlewanger, dopo aver ucciso decine di migliaia di ebrei in Ucraina, diventa la guardia del corpo sempre di Nasser. Heinrich Willerman, celebre per alcuni fra i più atroci esperimenti a Dachau, dirige il “campo Samarra” in Egitto. Dopo aver “liquidato” il ghetto di Varsavia, Kurt Baurnann entra a far parte del ministero della Guerra del Cairo e addestra cellule del Fronte per la liberazione della Palestina. Il capo della Gestapo di Düsseldorf, Joachim Daemling, lavora al sistema penitenziario egiziano.
Dal 1945 al 1958 vengono evacuati quasi ventimila gerarchi nazionalsocialisti. La maggior parte di loro trova rifugio in Siria e Egitto. Centinaia di nazisti raggiungono quest’ultimo paese tra il 1948 e il 1951. Walter Rauff, responsabile dei “camion a gas” che ai tempi della Seconda guerra mondiale uccisero almeno 97 mila ebrei, nel 1948 è chiamato a Damasco dal regime.
Tra quanti esercitano funzioni importanti ci sono Wilhelm Boeckler (Abd al Karim), capitano della Gestapo e responsabile del servizio d’informazione egiziano; l’SS Wilhelm Berner che istruisce i fedayyìn palestinesi; l’SS Gruppenführer Aloïs Moser (Hassan Sulayman) diventato istruttore militare; il comandante delle guardie del corpo di Hitler Ludwig Heiden (el Hadj), membro dell’ufficio centrale di sicurezza del Reich, che tradusse in arabo il “Mein Kampf”; Heinrich Sellman (Muhammad Sulayman), alto funzionario della Gestapo di Ulm; l’SS Sturmbannführer Walter Balmann (Ali Ben Khader).
Al Cairo, abita un certo “Carl Debouche”: il suo vero nome è Hans Eisele: è lo stesso Eisele che aveva realizzato esperimenti medici a Dachau, dove era diventato famoso perché lasciava morire lentamente i prigionieri dopo le iniezioni di cianuro e perché praticava iniezioni di apomorfina per studiare la dinamica del vomito. Yasser Arafat assolda nazisti e neonazisti per al Fatah e per l’Olp. Nel 1969 l’Olp recluta due ex istruttori nazisti, Erich Altern, responsabile della Sezione affari ebraici della Gestapo, e Willy Berner, ufficiale delle SS nel campo di sterminio di Mauthausen. Un altro ex nazista, Johann Schuller, è scoperto mentre fornisce armi a Fatah. Al Cairo arriva un altro medico tristemente famoso, Aribert Heim, soprannominato “Dr. Tod”, dottor morte, per la crudeltà dei suoi esperimenti nei campi di Buchenwald, Sachsenhausen e Mauthausen (iniettava fenolo nel cuore e nei polmoni delle sue vittime, poi ne cronometrava l’agonia). Durante l’Olocausto si era fatto un nome seviziando centinaia di vittime anche con iniezioni di droghe velenose e amputazioni senza anestesia. Con un ruolo di grande responsabilità è assoldato da Nasser anche il criminale di guerra Johann von Leers, che si era prodotto in più testi antisemiti e che è solennemente ricevuto negli anni Cinquanta al Cairo addirittura dal gran mufti di Gerusalemme, Haj Amin al Husseini, con queste parole: “Vi ringraziamo per aver osato intraprendere la battaglia contro le potenze delle tenebre incarnate dall’ebraismo mondiale”. Nasser lo incarica della propaganda di stato antiebraica e antisionista.
Poi, va aggiunto che gerarchi nazisti e scienziati compromessi con il regime hitleriano vengono “divisi” e utilizzati dai “liberatori”, soprattutto Stati Uniti e Unione Sovietica; e tanti nazisti trovano rifugio e protezione in Spagna, Portogallo, Sud America.
Ecco, anche questo, ogni tanto, giova ricordarselo.





