“Theory of Games and Economic Behavior” è l’ opera scientifica risultato degli studi di John von Neuman ed Oskar Morgenstern che vide la stampa nel 1944. Teoria tra le più affascinanti ed al tempo stesso complesse, che ha come oggetto lo studio secondo modelli matematico statistici delle interazioni “strategiche” tra vari giocatori in quasi tutti i campi dove tali interazioni determinano la creazione di vantaggi e svantaggi, quindi dalla finanza alla economia, dalla politica alle arti militari, dal commercio alle relazioni sentimentali. Tra i più importanti interpreti di tale “Teoria ” è da citare il Premio Nobel per l’ Economia del 1994 John Nash a cui fu dedicato il famoso film “Beautiful Mind”. Il principio base è quello per cui l’ obiettivo di ogni giocatore è “vincere”. Da ciò ne discende la iniziale differenza tra “giochi cooperativi” e “giochi non cooperativi “. A tal proposito si invita il lettore che desidera cimentarsi con una sfida intellettuale a voler affrontare il “dilemma del prigioniero”, con l’avvertenza di evitare tale simpatico gioco se si è in posizioni apicali in contesti di pubbliche amministrazioni varie per evitare, laddove si riuscisse a leggere il tema del “dilemma”, l’ ipotesi di dimissioni da ogni incarico. È sui giochi “non cooperativi ” che si proporranno alcune riflessioni. Tali giochi ispirano l'”Equilibrio di Nash” che afferma il dettato che date alcune strategie poste in essere da 2 concorrenti, nessuno dei 2 può migliorare adottando una strategia diversa. Ma è il “gioco a somma zero” che ispirera’ le conclusioni. Si afferma che il guadagno o la perdita di un giocatore è perfettamente bilanciata da una perdita o guadagno di altro giocatore di somma uguale ed opposta. Per semplicità si scriverà l’ equazione 0=1. Come intitola il libro di Avinash Dixit e Barry Nalebuff “Io vinco,Tu perdi”. Temi complessi, da orizzonti infiniti, ma straordinari. Questi temi li viviamo tutti i giorni, nella nostra individualità che nella collettività. Qualche domanda semplice, tanto per stare al gioco. Come la vogliamo definire la strategia occidentale nei rapporti con i Paesi Brics, visto che alla fine è la “forza ” che poi sposterà gli equilibri? Fu la “strategia del terrore atomico” che nei fatti durante la Guerra Fredda impedi’ lo scoppio di un conflitto nucleare ed agli scienziati del “nulla” lo studio della crisi dei missili a Cuba potrebbe essere più utile di perdere il tempo su siti “vacanzieri” di blogger apologia dell’idiozia cosmica. La Teoria dei Giochi è nei fatti la Teoria del Conflitto. È pia illusione pensare che ci siano in politica, in economia, gli “amici”. Solitamente, e si è ottimisti, quando tutto va bene si creano rapporti credito/debito che influenzeranno intere esistenze e generazioni. Ma agli italiani andrebbe detto,ad esempio, che sarebbe necessaria maggiore “autonomia” a partire dalla politica energetica e che ripetere sempre il nome di Mattei alla fine esaspera. Andrebbe detto, ad esempio, che si dovrebbe avere un sistema di Forze Armate serio. Andrebbe detto, ad esempio, che il “merito” costituisce la sopravvivenza di Istituti, comunità, aziende e di quanto il sociale concreto ed economicamente valutabile imporrebbe. Andrebbe detto, in ultimo, che senza Spirito è inutile andare a giocare….
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