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ATENE CON PLATONE E ARISTOTELE, ROMA CON LUCREZIO E SENECA

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di Savino di Scanno
Sublime e mirabilante trasposizione delle nostre radici culturali mai recondite ma sempre attuali.
Riguardo il confronto tra epicureismo e stoicismo, tra Lucrezio e Seneca il professore Ivano Dionigi ha dedicato un opera letteraria alle due figure di pensatori romani evidenziando le differenze ed il loro grande contributo alla nostra civiltà.
Dionigi scrive di chi “vuole credere” e di chi “vuole capire “, di Seneca che vede nella “morale” la guida per la virtù umana a differenza di Lucrezio che invece interpreta la virtù come “sopravvivenza” mutuata dalla fisica invece che dall’ etica.
Per Seneca è la “ratio” che rende l’uomo “saggio”. Lucrezio ispirandosi ad Epicuro vede nell’otium il sommo bene del piacere secondo i canoni del suo “De rerum natura”.
Per lo stoico il saggio partecipa alla vita politica mentre per l’epicureo il saggio è colui che si sottrae dagli affari pubblici.
Dio, nella visione monoteista stoica è l’ unica ragione per il vivere nel mondo. Gli dei per gli epicurei vivono indifferenti negli “intermundia” privi di interessi per l’umanità.
Una dotta rivista di filosofia, EXagere, scrive di Seneca e Lucrezio come i volti di Giano Bifronte trascinando l’ uomo nelle dimensioni dell’ “intelligere” (cogliere il dentro e la relazione delle cose) dell’interrogare (uso delle domande più che la ricerca delle risposte) ed in ultimo dell’ “invenire” (ricerca del notum ed invenzione del novum necessario).
Temi affascinanti, straordinari. Caro lettore sono i temi delle nostre radici perché dopo l’ Ellenismo, la Romanità, giungerà ciò che ha “innovato” il mondo: la “Cristianità”.
Non retaggio del passato ma attualità del presente.
Perché il presente non può essere regalato alla stoltezza del pensiero unico od alla demenza del cancel culture. Ciò che si propone è la Civiltà Occidentale che nulla ha a che fare con ,ad esempio, la filosofia woke della costa orientale degli States, verso cui si invitano i loro vari sacerdoti a cercare di professare il loro credo nel sud del Texas dove potranno trovare ancora baffuti Marshall dal pessimo carattere che quando le loro mogli, nobildonne di tratti eleganti e raffinati, li cacciano di casa perché hanno bruciato l’arrosto, per divertimento sconfinano e vanno a trovare i narcotrafficanti messicani in città ridenti e pacifiche come Juares accompagnati da fedeli revolver in calibro 45.
Ma ancora altri gli avversari come i seguaci dell’aquila bicipite portata da Costantinopoli a Mosca, eredi della Ceca, del Kgb oggi Fsb che hanno ricominciato a giocare a scacchi per riprendersi l’Europa.
Ma è l’ ultimo, il più insidioso e pericoloso.
Prima ancora di Roma, ta il VI e il V secolo. a.c. viene scritto in Cina “l’Arte della Guerra” fondata sull’ inganno, e la Cina di cultura ne ha da vendere.
Si conclude. È una battaglia culturale prima ancora che politica od economica. Ciò che è accaduto negli ultimi decenni, malgrado 2 guerre mondiali nel ‘900, è gravissimo perché è stato avvelenato lo “Spirito” dell’ Occidente.
Vari attori e protagonisti non ultimi le élite radical chic circondate da affaristi, traditori e vassalli di carriere e privilegi.
Ma grazie a Dio la Cultura, la Cultura Classica da sempre è stata baluardo di libertà e conoscenza ed anche questa volta ne beneficerà l’ Antico Continente.
Non è un caso che Dante si fece guidare nel percorso più difficile della Divina Commedia da Virgilio.

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  • Redazione

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