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UNIONE EUROPEA, CI VOGLIONO SCELTE CHIARE

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di Ugo Busatti

Draghi ci raccomanda che la UE diventi uno Stato, che abbia un parlamento e che ci si adegui al suo lavoro.
 
Busatti (un pirla qualunque) ci raccomanda che la UE la smetta di essere il tempio della inutile burocrazia e dei centri di potere che ignorano le necessitá della gente, per ritornare ad essere quello che avrebbe dovuto essere fin dall’inizio, ovvero un mercato libero per scambio di merci e lavoro, e per far circolare liberamente le persone all’interno dei propri confini. E nulla di piú.
 
Questo Sistema che usa soldi pubblici per regalarli alle aziende e per favorire la “competizione”, non consente la trasformazione realistica della UE in uno Stato. Se per Stato si intende un posto con dei confini all’interno dei quali vigono le stesse leggi e gli stessi diritti. E questo per un motivo molto semplice, che taglia la testa a qualunque ambizione centralista. I governanti locali, si fanno concorrenza fiscale tra loro per attrarre investimenti che creino lavoro (e ricchezza) che ritorna in termini di potere e conferma la loro presenza sulla scena. Ovvero i voti. E senza una politica fiscale comune, difficilmente ci potrá essere integrazione politica.
 
La creazione dell’euro avrebbe dovuto insegnare qualcosa sulla impossibilitá per i piccoli di avere pari diritti dei grandi. E di dover subire quello che la serie A decide per tutti.
É un momento storico di confusione. GliStati vedono al proprio interno movimenti secessionisti per creare stati piú piccoli, e nel contempo si cercano aggregazioni di Stati sempre piú grandi per fare concorrenza a presunti nemici ( commerciali o politici).
 
E si usa l’energia e le materie prime per fare ricatti e creare nuove opportunitá per le imprese, sempre quelle naturalmente, che poi sono quelle che gestiscono i fili dei grandi accordi.
Chi non si accorge e non vede questo, é cieco (se si puó ancora dire). Oggi si insegue ancora il modello vantaggio competitivo delle nazioni, il che comporta guerre e sofferenze.
La cosa comica, se vogliamo rifugiarci in un umorismo rassegnato, é che “loro” stanno li e decidono per “noi”, compreso farci morire per una guerra inutile, perché siano “noi” che ce li mandiamo. Quindi alla fine é colpa nostra.
 
Andare a votare alle elezioni europee, per una UE guerrafondaia e liberticida (a causa della eccessiva burocrazia) é un peccato che ci costerá molto caro. Poi non lamentiamoci. La colpa, alla fine é sempre nostra.

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  • Redazione

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