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FRANCESCO MISSIONARIO DELLA LOBBY CLIMATICA

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Dopo aver scritto un pamphlet di dubbia scientificità (per questo ampiamente contestato) teso a dettare le linee di un confronto sul clima e sulla correlata ideologia green (nuova religione californiana), ora Francesco si fa missionario della lobby finanziaria che ha investito 45 mila miliardi nella transizione energetica, mettendo in crisi l’apparato industriale occidentale e facendo un favore alla Cina, la quale accaparra petrolio e gas stringendo accordi con valenza geopolitica con Russia e Paesi Arabi.

Che il Papa argentino fosse filo cinese e antioccidentale lo si era capito, così come era chiara la sua sintonia con le teorie propugnate dal Clan Clinton e dai vari sedicenti filantropi che vorrebbero governare il mondo.

L’ideologia climatica (con il suo correlato green) è in crisi di fronte all’incalzare della realtà e per la crescente opposizione che si concretizza in uno spostamento elettorale significativo a favore dei conservatori e a danno dei progressisti.

Francesco corre in soccorso della lobby climatica portando il supporto di una Chiesa cattolica sempre più ridotta alla profanità e sull’orlo dello scisma.

A Cop28, che si apre oggi a Dubai, Francesco doveva esserci e sarebbe stato interessante vederlo comparire con Bill Gates e Hillary Clinton in una foto di gruppo evocante un romanzo di Soloviev.

A Dubai gli arabi fanno i loro interessi giocando su vari tavoli. Sultan Al Jaber, che dirigerà i lavori e che l’11 ottobre scorso è stato ricevuto da Francesco in Vaticano, è presidente di Adnoc, la compagnia petrolifera emiratina e, al contempo di Masdar, azienda statale emiratina specializzata in energie rinnovabili.

Formazione universitaria in America (California), Sultan Al Jaber intrattiene ottimi rapporti con la Cina, alla quale gli Emirati vendono petrolio e con la Cina, più segnatamente con Huawei, ha in cantiere un progetto urbano green: Masdar City.

A quanto pare, viste le sue dichiarazioni, Sultan Al Jaber ha una grande stima del Dragone che al Cop28 potrebbe fare da riferimento, visto che il presidente emiratino ha dichiarato che la Cina “ha il potenziale per guidare il mondo nel trasformare gli obiettivi di Parigi in una realtà solida e duratura”.

La presenza ingombrante del Dragone deve aver consigliato a Joe Biden di tenersi alla larga dal Cop28 e forse, grazie ad un’influenza “provvidenziale”, qualcuno potrebbe aver consigliato anche a Bergoglio di starsene a casa, evitando foto di gruppo con filantropi vari e, soprattutto, evitando di schierarsi apertamente con un intervento pubblico.

Del resto che Francesco sia un lobbista del kombinat finanziario industriale del clima e del green è perfettamente deducibile dalla sua esortazione Laudate Deum, dove le laudi si sprecano soprattutto nei confronti di una tesi climatica propugnata da lor signori.

Da un Papa ci si aspetterebbe un invito a trattare il pianeta con i dovuti riguardi, a rispettare la natura e tutti gli esseri viventi, ma niente più.

Prendere parte per una delle tesi riguardanti il clima è un’entrata a gamba tesa in una discussione che vede divisi gli scienziati; è un prendere parte, guarda caso, per le tesi che sono a sostegno degli interessi finanziari e delle multinazionali del green.

Per non lasciare dubbi, in tempo utile per tracciare la via, Francesco ha messo di mezzo Dio per dare una mano alla lobby del green e agli interessi dei filantropi della politica Dem Usa.

Per averne contezza basta leggere l’esortazione apostolica, nella quale, per accedere a qualcosa di spirituale è necessario arrivare al sesto capitolo.

Prima si legge un insieme di considerazioni dal taglio giornalistico e per nulla scientifico sulla vicenda climatica che hanno tutto l’aspetto di un pamphlet propagandistico per Cop28.

Francesco nella sua esortazione detta l’agenda della conferenza che inizia oggi a Dubai: “Cosa ci si aspetta dalla COP28 di Dubai? Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la prossima Conferenza delle Parti (COP28). È un Paese del Golfo Persico che si caratterizza come grande esportatore di energia fossile, anche se ha investito molto nelle energie rinnovabili. Nel frattempo, le compagnie petrolifere e del gas ambiscono lì a nuovi progetti per espandere ulteriormente la produzione. Dire che non bisogna aspettarsi nulla sarebbe autolesionistico, perché significherebbe esporre tutta l’umanità, specialmente i più poveri, ai peggiori impatti del cambiamento climatico. Se abbiamo fiducia nella capacità dell’essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la COP28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente. Questa Conferenza può essere un punto di svolta, comprovando che tutto quanto si è fatto dal 1992 era serio e opportuno, altrimenti sarà una grande delusione e metterà a rischio quanto di buono si è potuto fin qui raggiungere”.

Dopo aver ricordato il pianeta sofferente, Francesco sostiene, con un’evidente postura catastrofista, che “il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura” e afferma che “il cambiamento climatico è una delle principali sfide che la società e la comunità globale devono affrontare”.

Da qui la sua decisione di mettere nero su bianco l’analisi pontificia degli andamenti climatici.

“Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli – scrive Francesco -, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti. Nessuno può ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccità e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi. È vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi. Sappiamo quindi che ogni volta che la temperatura globale aumenta di 0,5 gradi centigradi, aumentano anche l’intensità e la frequenza di forti piogge e inondazioni in alcune aree, di gravi siccità in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora. Se fino ad ora potevamo avere ondate di calore alcune volte all’anno, cosa accadrebbe con un aumento della temperatura globale di 1,5 gradi centigradi, a cui siamo vicini? Tali ondate di calore saranno molto più frequenti e più intense. Se si superano i 2 gradi, le calotte glaciali della Groenlandia e di gran parte dell’Antartide si scioglieranno completamente, con conseguenze enormi e molto gravi per tutti”.

Ovviamente Francesco non manca di stigmatizzare chi non condivide la tesi della lobby del clima.

“Negli ultimi anni – si legge nella Laudate Deum – non sono mancate le persone che hanno cercato di minimizzare questa osservazione. Citano dati presumibilmente scientifici, come il fatto che il pianeta ha sempre avuto e avrà sempre periodi di raffreddamento e riscaldamento. Trascurano di menzionare un altro dato rilevante: quello a cui stiamo assistendo ora è un’insolita accelerazione del riscaldamento, con una velocità tale che basta una sola generazione – non secoli o millenni – per accorgersene. L’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai possono essere facilmente percepiti da una persona nell’arco della sua vita, e probabilmente tra pochi anni molte popolazioni dovranno spostare le loro case a causa di questi eventi. Per porre in ridicolo chi parla di riscaldamento globale, si ricorre al fatto che si verificano di frequente anche freddi estremi. Si dimentica che questi e altri sintomi straordinari sono solo espressioni alternative della stessa causa: lo squilibrio globale causato dal riscaldamento del pianeta. Siccità e alluvioni, prosciugamento di laghi e popolazioni spazzate via da maremoti o inondazioni hanno in fondo la stessa origine. D’altra parte, se parliamo di un fenomeno globale, non possiamo confonderlo con eventi transitori e mutevoli, che sono in gran parte spiegati da fattori locali”.

Con uno stratagemma retorico Francesco se la prende con coloro (chi?) che nel “tentativo di semplificare la realtà […] incolpano i poveri di avere troppi figli e cercano di risolvere il problema mutilando le donne dei Paesi meno sviluppati. Come al solito, sembrerebbe che la colpa sia dei poveri. Ma la realtà è che una bassa percentuale più ricca della popolazione mondiale inquina di più rispetto al 50% di quella più povera e che le emissioni pro capite dei Paesi più ricchi sono di molto superiori a quelle dei più poveri”.

Spezzata retoricamente una doverosa lancia a favore die poveri e rimproverati i ricchi, Francesco riprende la sua dissertazione tecnico scientifica: L’origine umana – “antropica” – del cambiamento climatico non può più essere messa in dubbio”.

Che sia un nuovo dogma? L’allergia ai Dubia di Bergoglio è nota.

“Vediamo perché – spiega Francesco in veste di scienziato del clima – La concentrazione dei gas serra nell’atmosfera, che causano il riscaldamento globale, è rimasta stabile fino al XIX secolo, al di sotto delle 300 parti per milione in volume. Ma a metà di quel secolo, in coincidenza con lo sviluppo industriale, le emissioni hanno iniziato ad aumentare. Negli ultimi cinquant’anni l’aumento ha subito una forte accelerazione, come certificato dall’osservatorio di Mauna Loa, che dal 1958 effettua misurazioni giornaliere dell’anidride carbonica. Mentre scrivevo la Laudato si’ ha raggiunto il massimo storico – 400 parti per milione – arrivando nel giugno 2023 a 423 parti per milione. Oltre il 42% delle emissioni nette totali dal 1850 è avvenuto dopo il 1990. Nel contempo, notiamo che negli ultimi cinquant’anni la temperatura è aumentata a una velocità inedita, senza precedenti negli ultimi duemila anni. In questo periodo la tendenza è stata di un riscaldamento di 0,15 gradi centigradi per decennio, il doppio rispetto agli ultimi 150 anni. Dal 1850 a oggi la temperatura globale è aumentata di 1,1 gradi centigradi, fenomeno che risulta amplificato nelle aree polari. A questo ritmo, è possibile che tra dieci anni raggiungeremo il limite massimo globale auspicabile di 1,5 gradi centigradi. L’aumento non si è verificato soltanto sulla superficie terrestre, ma anche a diversi chilometri di altezza nell’atmosfera, sulla superficie degli oceani e persino a centinaia di metri di profondità. Questo ha pure aumentato l’acidificazione dei mari e ridotto i loro livelli di ossigeno. I ghiacciai si ritirano, la copertura nevosa diminuisce e il livello del mare aumenta costantemente”.

Che dire? La relazione a Cop28 è già fatta.

Non contento, Francesco fa anche la statistica di chi è favorevole alla sua tesi e di chi è contrario. “La coincidenza di questi fenomeni climatici globali con la crescita accelerata delle emissioni di gas serra, soprattutto a partire dalla metà del XX secolo, non può essere nascosta. La stragrande maggioranza degli studiosi del clima – afferma Bergoglio – sostiene questa correlazione e solo una minima percentuale di essi tenta di negare tale evidenza”.

Fermiamoci qui, per lasciare a chi dirige Cop28 di fare il copia e incolla della Laudate Deum e chiudere la riunione

Del resto la dichiarazione finale la suggerisce lo stesso Francesco, non senza qualche aspetto decisamente divertente.

“Dobbiamo tutti ripensare – scrive Francesco – alla questione del potere umano, al suo significato e ai suoi limiti. Il nostro potere, infatti, è aumentato freneticamente in pochi decenni. Abbiamo compiuto progressi tecnologici impressionanti e sorprendenti, e non ci rendiamo conto che allo stesso tempo siamo diventati altamente pericolosi, capaci di mettere a repentaglio la vita di molti esseri e la nostra stessa sopravvivenza. Si può ripetere oggi con l’ironia di Solov’ëv: «Un secolo così progredito che perfino gli era toccato in sorte di essere l’ultimo». Ci vuole lucidità e onestà per riconoscere in tempo che il nostro potere e il progresso che generiamo si stanno rivoltando contro noi stessi”.

Esatto. La grande campagna climatica e green si sta rivoltando contro chi l’ha inventata, finanziata e propagandata.

La realtà va in un’altra direzione, nonostante l’assistenza del Sommo Pontefice.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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