Al convegno del 4 maggio 2023 , svoltosi presso la Sala Koch del Senato della Repubblca, ha visto la partecipazione di Maurizio Gasparri, Piero Fassino, Aldo Cazzullo e Stefania Craxi, per affrontare il tema se Craxi è di destra o di sinistra. Stefania Craxi, nel suo intervento toglie con nettezza il punto interrogativo con cui si chiude il titolo dell’importante convegno.
Craxi, dice Stefania Craxi, “è andato oltre gli schemi e le dicotomie, ponendo nodi come la riforma presidenziale per una democrazia decidente e governante, la riforma della giustizia giusta, la politica euro-atlantica e mediterranea”. Temi, come evidenzia Margherita Boniver, presidente della Fondazione Bettino Craxi ETS, “ancora oggi al centro dell’attualità che sottolinea la figura del grande riformista che è stato Craxi”.
Per Maurizio Gasparri, già esponente di Alleanza Nazionale e oggi di Forza Italia, “Craxi è certamente oltre la sinistra e la destra, in quanto statista di straordinaria lungimiranza”, per il quale “iscrivere Craxi alla destra rappresenta una forzatura, essendo stato il leader dell’unica sinistra moderna”.
Infatti, Stefania Craxi, ribadisce con nettezza che a ” a Craxi la sinistra comunista ancora filosovietica” di Enrico Berlinguer non gli ha mai perdonato la sua richiesta di rompere con il marxismo-leninismo, che non si coniuga con la libertà, fino a demonizzarlo e con il portavoce di Berlinguer, Antonio Tatò, arriva a definirlo un “avventuriero capobanda”.
Per la verità anche Enrico Berlinguer, arriverà a definire Bettino Craxi un “pericolo per la democrazia”. A tal proposito, Stefania Craxi, sottolinea di come tutte le piazze e le vie intitolate a Craxi siano state volute da giunte di centrodestra, nel mentre, ancora oggi, si assiste ad esponenti di sinistra che si oppongono alla intitolazione di una via o piazza a Craxi, finanche nella sua amata Milano. E’ un fatto, prosegue Stefania Craxi, “che io sia stata eletta con il centrodestra e mio fratello, candidato nella sinistra, sia, invece, rimasto a casa”.
Nella sua azione di governo, ricorda Stefania Craxi, come Craxi, presidente del Consiglio, “abbia esaltato la moda, valorizzato il made in italy, nel mentre la sinistra berlingueriana, invece, demonizzò la “Milano da bere”, era contro le autostrade e per la tv in bianco e nero, mentre Craxi capì che l’Italia stava cambiando”.
Infatti, al convegno era presente Maria Luisa Trussardi, vedova di Nicola Trussardi, docente all’Università “La Sapienza” di Economia della Moda e autrice sull’argomento di un libro con l’economista socialista Francesco Forte. Per Piero Fassino, già dirigente di punta ex Pci, poi Pds e Ds ed, infine, Pd, “Craxi è uomo di sinistra, un riformista con una visione moderna e uno statista”. Fassino ricorda che nonostante gli scontri con Berlinguer, lui e altri esponenti dell’ex Pci, come anche Emanuele Macaluso, con Craxi, che portò gli ex comunisti nella Internazionale Socialista, continuò a dialogare.
Aldo Cazzullo, moderatore del convegno, ha riconosciuto la tenace azione di Stefania Craxi nella difesa del padre. “Anche io – dice Cazzullo – ho figlie e vorrei che un giorno mi difendessero come Stefania difende suo padre”. E’ giunto il tempo che la “sinistra post comunista” riveda quel suo plauso alla stagione che va sotto il nome di “Mani pulite” o di “Tangentopoli” che salvò la sinistra ex Pci e ex Dc, artefici della nascita dell’attuale Pd e con la destra al governo dell’Italia.
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