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ENIGMA OPENAI: CADUTA E RESURREZIONE DEL CEO SAM ALTMAN IN MENO DI 24 ORE

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di Fabio Oreste*

In una scena degna di un romanzo cyberpunk, Sam Altman, il pioniere dell’intelligenza artificiale e padre di ChatGPT, è stato spodestato in un colpo di scena che ha scosso l’intero settore Hi-tech.

La mente dietro OpenAI ha visto la sua posizione di CEO sfumare in una nuvola di sospetti e controversie, per essere licenziato con solo un’ora di preavviso, dal Consiglio di amministrazione della società da lui fondata, per poi essere inaspettatamente ripristinata, in meno di un giorno.

Ma il protagonista, non ha ancora deciso se accettare di tornare e ha rilanciato come un giocatore di Poker professionista, dettando le sue condizioni, in una narrazione degna di una saga di spionaggio industriale.

Questo scenario shakespeariano ha avuto luogo in un’azienda nota per la sua rivoluzionaria creazione di AI, Chat GPT, ormai entrata nelle case di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, lasciando la comunità tecnologica e gli investitori in uno stato di shock e incredulità.

CHAT GPT è la prima intelligenza artificiale, in continua e rapida evoluzione, che può svolgere in pochi secondi cose assolutamente impensabili fino a due anni fa.

Con gli ultimi aggiornamenti, ChatGPT, l’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI, si è affermata come uno strumento rivoluzionario per le aziende, i professionisti, e degli studenti.

Grazie alla sua avanzata capacità di comprendere e generare testi naturali, ChatGPT può assistere nella redazione di documenti, traduzioni, nella gestione del servizio clienti attraverso chatbot intelligenti, automatizzare invio di email.

E’ utilissima nell’analisi di dati per estrarre insight rilevanti e nel fornire formazione personalizzata attraverso simulazioni interattive. Redige piani di marketing, dopo aver fatto ricerche di mercato molto accurate e sviluppa strategie di comunicazione aziendale.

La sua utilità si estende dal migliorare l’efficienza operativa alla creazione di nuove opportunità di business, rendendola una risorsa preziosa per l’innovazione e la competitività nel panorama digitale attuale.
Ma gli utilizzi di Chat Gpt e dell’intelligenza artificiale si estendono anche al mondo della finanza.
Una delle aziende che ho fondato e dirigo ha sviluppato un osservatorio di intelligenza artificiale per la previsione dei mercati finanziari che ha un tasso di accuratezza molto elevato, generando importanti benefici immediatamente tangibili per gli investitori.

Ma tornando al nostro Giallo della Silicon Valley, l’iniziale comunicato di OpenAI che annunciava il licenziamento di Altman in tronco senza preavviso segnalava una chiara sfiducia verso la sua leadership, mettendo in luce presunte omissioni comunicative con il consiglio di amministrazione.

La rapidità del licenziamento e la promozione immediata della CTO Mira Murati a CEO ad interim suggerivano un passaggio di consegne deciso e irrevocabile.

Eppure, l’inaspettato capovolgimento di situazione ha visto l’azienda tornare sui suoi passi in meno di 24 ore, chiedendo (in ginocchio) ad Altman di tornare a dirigere l’azienda nella sua qualità di CEO
Altman ha rilanciato. E per riaffermare il proprio diritto al trono amministrativo, della azienda da lui fondata e fatta crescere attraverso un team di eccellenza di super esperti della AI a lui molto fedeli, ha imposto le sue condizioni: la rimozione dell’intero consiglio di amministrazione che ne aveva chiesto il licenziamento.

La posta in gioco per Altman e OpenAI è stata monumentalmente aumentata da un recente e audace accordo finanziario con il colosso del software di Bill Gates.

In una mossa senza precedenti nel settore tecnologico, Altman era riuscito a chiudere un contratto per un investimento massiccio di 10 miliardi di dollari da parte del gigante tecnologico Microsoft in OpenAI.

In cambio di questa cifra colossale, Microsoft ha ottenuto una quota minoritaria dell’azienda, precisamente il 49%, senza alcuna posizione di controllo nel consiglio di amministrazione.

Questa disposizione ha lasciato molti osservatori e addetti ai lavori sbalorditi, poiché tali accordi di finanziamento significativi tendono tipicamente a garantire all’investitore una quota di maggioranza, solitamente tra il 70% e l’80%, e un’influenza decisiva nella governance aziendale.

La manovra di Altman, ora sotto i riflettori, potrebbe essere interpretata come un colpo di genio strategico o, alternativamente, come una sottostima del potere di controllo che accompagna solitamente tali investimenti.

Mentre il consiglio di amministrazione di OpenAI e Microsoft navigano in questo mare tempestoso, cercando di mantenere la stabilità e la fiducia nell’azienda, Altman si trova a un bivio.

Le voci di un suo possibile esodo per fondare una nuova impresa che farebbe concorrenza diretta a OpenAI hanno aggiunto ulteriore suspense alla vicenda, suggerendo che il divorzio potrebbe essere altrettanto spettacolare quanto la sua breve caduta.

Di certo è che poche ore che Altman è stato messo alla porta il suo braccio destro e co-fondatore di Open AI, Greg Brockman lo ha seguito andandosene dall’azienda.

Secondo le ultime rivelazioni di Bloomberg, Microsoft, il colosso finanziatore dietro OpenAI, ha riaffermato il suo impegno verso la collaborazione con OpenAI, nonostante il terremoto interno . Nel frattempo, pare che il CEO di Microsoft in persona, Satya Nadella, sia in trattative dirette con Altman per orchestrare un suo possibile ritorno al comando.

Tuttavia, il giovane Altman, bruciato dal tradimento percepito, flirta con l’idea di lanciare un suo impero tecnologico in diretta sfida a quelli che considera suoi avversari.

Greg Brockman non è l’unico alleato di Altman; voci di corridoio suggeriscono che un esercito di dipendenti dai ruoli chiave in OpenAI per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sarebbe pronto a seguire il loro ex capo in una nuova crociata innovativa, insieme a un contingente di investitori che sembrano avere le tasche pronte per sostenere la sua visione. La trama si infittisce con questi ulteriori elementi di mistero che avvolgono la vicenda.

Questo singolare episodio solleva questioni critiche sul futuro di OpenAI e sulle dinamiche di potere all’interno delle società di punta della Silicon Valley.

Mi recherò presto di persona in loco per parlare con i big player del settore, perché si intravedono grandi opportunità di investimento entrando per primi nella eventuale nuova società di Altman, che conosco e stimo da anni.

La saga di Altman è lontana dall’essere conclusa e il mondo resta in attesa di vedere se il suo prossimo atto sarà caratterizzato da riconciliazione o separazione definitiva e di una società concorrente a OpenAI.
In questo labirinto di trame e contro trame, una domanda rimane sospesa nell’aria: cosa ha realmente innescato questo tumulto?

È stato un gioco di potere mal funzionato o una strategia più intricata sta per essere rivelata?
Mentre la storia continua a svilupparsi, la comunità tecnologica e degli investitori del settore High Tech resta in attesa, osservando il prossimo atto di questa saga di OpenAI, dove l’unico risultato certo è l’incertezza.

*Fondatore della Quantum Trading School. Gestore, esperto di Finanza Internazionale, alternative investments e di Intelligenza artificiale. Autore di libri sul financial Trading pubblicati da il Sole 24 ore editore in Italia, e in Inglese negli USA da J. Wiley & Sons, primario editore internazionale.  

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