Plutarco, nel suo “Alexander” è tra i più autorevoli storici a narrare l’ incontro tra Alessandro e Diogene di Sinope nella città di Corinto presumibilmente il giorno 11 gennaio del 336 a.c. Secondo la cronaca l’uomo che diventerà Alessandro Magno od il Grande avvicinandosi a vecchio Diogene chiese cosa desiderasse. Diogene rispose con la frase “…stai lontano dal mio sole…” evidenziando il fastidio dell’ombra provata dalla presenza del futuro Imperatore dei regni più estesi dell’antichità. Nel lasciare il luogo dell’incontro Alessandro proferirà la frase “..se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene..”. L’episodio nel tempo verrà ripreso anche da Diogene Laerzio nei suoi “Scritti” o da Cicerone nelle “Tuscolanae Disputationes” oltre che da altri storici, filosofi e politici. La leggenda si conclude con la nota che i due protagonisti finiranno la loro vita terrena nello stesso giorno del 323 a.c. A tale episodio si può e si deve offrire al lettore, come ulteriore elemento di riflessione, l’esempio dato dai Martiri Cristiani che cantando lodi al Signore venivano sbranati dalle belve nel Colosseo per il piacere di Imperatori, Patrizi e Plebei. Gli esempi riportati si inquadrano, attualizzando le vicende del vivere di questi tempi, con le riflessioni di Gratteri riportate dai media circa i valori oggi vissuti e riconosciuti dai giovani, dalle famiglie e dalla società in genere. Viviamo un epoca di “resa morale” perché se si disprezza il docente che si reca scuola con la sua utilitaria di seconda mano e si osanna come modello sociale il “cafone” a bordo di un suv allora qualche interrogativo bisogna porselo. Gli esempi citati confermano che l’umanità ha sempre e da sempre ossequiato potenti, ricchi, lestofanti, ladri, donne da lupanare, nani e ballerine, ma sempre e da sempre si sono elevati esempi diversi e contrari. Ieri Diogene il cinico o lo stoico, i Martiri Cristiani, oggi possiamo citare i Servitori dello Stato che non hanno tradito il giuramento alla Bandiera rinunciando a privilegi e carriere, professionisti ed imprenditori che hanno detto “no” ai facili guadagni offerti dalla criminalità organizzata, ma sopratutto gli uomini e le donne che incontriamo quotidianamente nelle metropolitane, per strada, nei supermercati, che fanno I salti mortali per pagare mutui, affitti, bollette, scuole per i figli, uomini e donne che credono ancora che vivere insieme un “progetto di vita” valga più dell’ apparire su di noi suv. A proposito, nelle conclusioni, scrivendo del cafone osannato sui social si potrebbe scrivere “Rustica Progenie Semper Villana Fuit” ma non lo capirebbe perché ciuccio. Lo scrivente, persona “antipatica”, tempo fa nell’ammirare un bellissimo suv con a bordo un personaggio con al collo monili che ricordavano i gioghi dei buoi maremmani, anelli anche al naso, chiese al “soggetto” il motivo per il quale l’auto non fosse fornita di tettuccio apribile. Il “nobile” rispose imbarazzato che non ci aveva pensato. Il colloquio terminò con l’ invito, accolto, di cambiare l’auto con un’altra munita dell’optional in quanto, come spiegato all’esimio proprietario del veicolo, avrebbe favorito il suo ingresso nell’abitacolo, a tettuccio aperto, nelle considerazioni delle attività che la moglie poneva in essere in sua assenza. Ovviamente il “cafone” non ha capito. Capita…
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