
L’ Italia è il più Bel Paese del mondo.
Sarà per volere di Dio che la sua popolazione non sia all’ altezza della sua bellezza in quanto se ciò fosse vivremmo tutti nell’Eden.
Non ci facciamo mancare niente.
Giunge in queste ore sulla piattaforma Amazon un libro del Generale Mori e del colonnello De Donna circa l’ inchiesta Mafia-Appalti.
Il Generale Mori non è un personaggio qualsiasi. Tra reparti operativi e territoriali, dall’ Arma ai servizi segreti, per poi tornare con gli alamari dei Ros, diventare prefetto e direttore del Sisde, e restare impantanato nelle inchieste Stato-Mafia con il suo stretto collaboratore colonnello De Donno, rispetto ai 2 precedenti autori si può affermare che è tutta un’ altra storia.
Perché è un’altra storia che racconta Mori, che a voler ricordare le intercettazioni ambientali e fonetiche in carcere era l’ ufficiale più temuto da Riina ed i suoi assassini. Ed è una storia di indagini dei Ros sugli appalti in Sicilia le cui risultanze furono consegnate a Giovanni Falcone. Sempre a leggere le prime interpretazioni pubblicate del libro, riprese in seguito da Paolo Borsellino, andrà approfondita la lettura nelle pagine dove si scrive che la Procura di Palermo nella migliore delle ipotesi non tenne nelle dovute considerazioni tali indagini.
Ogni lettore poi sarà libero di fare ed esprimere le proprie considerazioni.
Ma rimane un fatto o meglio i fatti. E questi sono e si chiamano Capaci, Via D’ Amelio, carabinieri e poliziotti morti, ma anche agenti del Sisde uccisi come Piazza e D’Agostino. Resta la diffidenza tra Procure, lotte palesi fra correnti della magistratura, depistaggi e falsi pentiti.
Il lettore vuole conoscere la verità? E la verità non teme il tempo, non teme il fango o la gogna. Non teme neanche il sangue.
Perché la verità è il sangue dei giusti, dei perseguitati, degli oltraggiati ed infamati e questa torna sempre.
Leggiamo la verità di Mori perché questo è un libro serio.





