di Achille Nobiloni
“Tutto gratuito! Tutto gratuito!”. Tutto gratuito neanche per ideq. Boh… io ho sempre pensato, e l’ho scritto più volte, che se lo scopo del provvedimento era quello di far ripartire il settore dell’edilizia quale volano per l’economia, gli enti locali, a partire dai Comuni, avrebbero avuto tante case popolari in cui piove dentro da far restaurare e tanti altri lavori pubblici da far fare (scuole che cadono a pezzi, pavimentazioni stradali e marciapiedi da rifare, reti idriche da rattoppare, verde pubblico da sistemare e via dicendo) anziché mettersi lo Stato a pagare il rifacimento delle facciate, gli infissi, le pompe di calore e la ristrutturazione delle case anche di chi non ne aveva bisogno perché, volendolo fare, si sarebbe potuto pagare tutto da sé.
Il risultato, oltre allo sfacelo che ci descrivono oggi i giornali, è stato quello di far triplicare i costi di tutti i materiali da costruzione e relativi “accessori” (infissi, caldaie, ecc.) con la conseguenza che tutti quelli che hanno veramente bisogno di un intervento di manutenzione sulla propria abitazione si trovano a dover pagare il triplo di quanto avrebbero pagato prima di tutta questa “bonanza” (chissà se mai i prezzi torneranno a scendere e quando?) e non sempre se lo possono permettere.
Però quando Draghi diceva che questa cosa del superbonus “era stata pensata male e scritta peggio” tutti a dargli addosso… e intanto oggi un giornalone scrive di “problemi seri all’economia se non addirittura risvolti sociali”. Quando si dice “il bel Paese”.
E questo non è ancora niente: voglio proprio vedere cosa saremo capaci di combinare con i fondi del PNRR che, così mi pare sia stato spiegato qui sopra, possono essere utilizzati solo per il recupero di vecchi immobili fatiscenti (?!).




