Home Politica AMATO: UN INTERVENTO PER EVITARE UN’ALTRA COMMISSIONE PARLAMENTARE

AMATO: UN INTERVENTO PER EVITARE UN’ALTRA COMMISSIONE PARLAMENTARE

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di Eugenio Baresi*
Ecco che inaspettatamente ricompare una vicenda drammatica, quella del disastro di Ustica, e ricompare un personaggio, l’on Amato, che nella vicenda non ha certo contribuito a controllare che i pozzi non venissero inquinati dalle menzogne.

Come è tipico della mala-politica italiana per tutte le vicende che hanno molte ombre, si è preparato il terreno.

Il “Tempo”, che poi il giorno dopo ha corretto il tiro, e “la Verità”, che anche il giorno dopo sta silente, con grande evidenza riprendono l’argomento Ustica, senza né novità né anniversari che lo giustifichino.

Vicenda curiosa perché entrambi i giornali presentano con enfasi la battaglia aerea come evento da confermarsi, curioso, ed un poco inquietante, perché entrambi sono sempre stati rispettosi delle sentenze sancite dalle corti penali.

Per altro “la Verità” ha pubblicato numerosi articoli su documenti da me forniti e addirittura ha proposto un inserto di ben 8 pagine da me scritto.

Ma lo stupore è subito illuminato dalle seguenti paginate della ben più solida “la Repubblica” con l’intervista ad Amato!

Sono allora necessarie alcune notizie per chiarire il quadro.

Il giudizio penale dopo 272 udienze, 4000 testimoni, una perizia di un ingegnere inglese e dopo una perizia dei più importanti esperti internazionali ha definito fantascienza pensare ad una battaglia aerea per il semplice motivo che tutte le registrazioni radar, pure esse sottoposte a numerose perizie e verifiche, hanno determinato inequivocabilmente che non vi erano aerei in volo intorno al DC9.

Vale ricordare che le corti penali non potevano dire altro perché l’insipienza, e non solo quella, di chi aveva fatto indagini e creato le incriminazioni, non si era interessata di fare un processo per sapere cosa fosse successo e di chi fosse la responsabilità.

Semplicemente lo scopo era di accusare l’aeronautica militare di aver nascosto i fatti che si voleva fossero come stabilito da una certa parte politica.

Così benché la perizia abbia individuato unanimemente nella esplosione a bordo la causa del disastro le corti penali  hanno semplicemente preso atto che i generali dell’aeronautica erano assolutamente innocenti perché non potevano raccontare un fatto che non era accaduto.

Rende evidente l’idea di che parte avesse interesse a tutto ciò se si ricorda che l’Aeronautica militare aveva esemplarmente reso possibile in tempi rapidissimi, proprio in quell’anno, l’istallazione dei missili Pershing in risposta agli SS20 sovietici.

Non è casuale che furono proprio i sovietici con la rivista Mir a dare la linea suggestivamente indicando il “triangolo delle Bermude“ nel Tirreno.

Tornando finalmente ad Amato, appare sufficientemente incredibile che quando venne interrogato in tribunale, sotto giuramento, disse praticamente il contrario di quanto oggi si legge. 

Credo che sia sufficientemente inconcepibile e, senza sostituirmi ad alcuno, che sarebbe da inquisire immediatamente per falsa testimonianza visto la gravità degli avvenimenti coinvolti.

Ma quello che dice oggi, è detto forse per mettere in difficoltà l’approvazione di una nuova Commissione d’indagine sulle stragi ed il terrorismo.

Infatti se l’intenzione è quella di de secretare ulteriori documenti che farebbero emergere magari le collusioni fra Carlos, le brigate rosse, i palestinesi (alcuni gruppi palestinesi)…  ed indagare ancora magari sulle riunioni tenute a Lione… che guai per i soliti noti per cui la verità è quella che a loro conviene.

Poi è ancora incredibile se si ricorda che lui, proprio lui ai vertici della Presidenza del Consiglio, ricevette da Chirac e Clinton assicurazione che tutto quanto in possesso delle loro forze armate era stato comunicato.

Se sapeva tutto quello che oggi dice incredibilmente di immaginare, evidentemente resta solo la capacità di un presidente del coniglio.

C’è anche da ricordare che proprio Amato fu causa e protagonista nel corso delle indagini, della sostituzione del giudice istruttore Bucarelli ( magistrato indipendente) con il giudice Priore, che era già pagato come consulente della commissione stragi, ed era notoriamente fautore del missile.

Vale anche ricordare che nel gennaio 1992, l’ing. Prothoroe, che era stato incaricato da Priore, consegnò allo stesso la  perizia illustrando la tesi della bomba… e tre giorni dopo Priore incriminò i generali… presidente del consiglio Amato.

Per inciso è incredibile che un magistrato incrimina i generali  dell’aeronautica per aver nascosto quello che gli è stato appena indicato non può essere accaduto.

D’altro canto la successiva perizia della Commissione Misiti, che addiveniva alla stessa convinzione, bomba a bordo, e che sempre il mitico Priore aveva commissionato, non venne da lui accettata evidentemente essendo pure questa contraria a suoi intendimenti.

La giustizia penale, quella che emette le sentenze, come già detto, definitivamente ha sconfessato qualsiasi ipotesi di battaglia aerea definendola “fantascienza” e definendo il lavoro di Priore “ottimo per una sceneggiatura cinematografica”.

La giustizia Civile, incredibilmente in base all’opinione del giudicante, ha invece stabilito che la battaglia aerea sia più probabile, riversando su noi cittadini una montagna di risarcimenti. 

Faccio notare che ho denunciato al CSM e alla Procura generale della Cassazione che per addivenire alla loro opinione i giudici civili hanno ribaltato le  vere affermazioni dei testimoni del processo penale.

Accusa che mi pare grave, ma l’unica risposta che ho avuto dal CSM mi informa, “dopo attenta analisi della documentazione inviata, da parte della prima commissione e del Plenum, si conferma la deliberazione assunta di non entrare nel merito delle sentenze”.

Peccato perché le mie affermazioni erano piuttosto gravi e non riguardavano le sentenze, ma quello “fatto” per arrivare alle sentenze.

Comunque è interessante ricordare che la Corte dei Conti qualche mese fa ha bloccato l’esecutività di parte di quelle decisioni.

Amato poi si confonde molto, usiamo questo termine elegante, quando ricorda Craxi.

L’ avvertimento di Craxi a Gheddafi, storia nota, è di ben sei anni successivo ed è avvenuto prima del raid Usa su Tripoli!

Il colmo lo raggiunge raccontando del Mig libico caduto sulla Sila.

E per poter essere sfacciatamente chiaro su quello che penso di lui uso le parole del magistrati del Tribunale di Crotone che del caso ebbero motivo di indagare e giudicare: “… tutto il processo è stato imbastito su argomentazioni scientificamente errate e su considerazioni di livello infantile; ha preso spunto dalle dichiarazioni di periti che hanno dimenticato la serietà professionale e le nozioni di comune conoscenza; si è sviluppata su organi di stampa ad opera di personaggi interessati e comunque disponibili ad ogni mistificazione ed ogni speculazione”.

Visto che Amato fa riferimento, valorizzandole, proprio alle indegnità che la sentenza stronca ci dica lui come vuole essere definito: infantile, senza serietà, disponibile ad ogni speculazione… non sono parole e attribuzioni nostre, ma dei magistrati.

Non aggiungo altro. 

Mi preme solo sottolineare il danno che tale personaggio crea all’intera credibilità addirittura della massima Istituzione.

Il Presidente Mattarella come può dire che ci vuole ogni sforzo per la ricerca della verità univoca in ogni suo messaggio? 

Se Amato, già Presidente del Consiglio e già Presidente della Corte Costituzionale, può pretendere di raccontare simili cose gravi come può immaginarsi che non le conosca chi è Capo della Magistratura e contemporaneamente Capo delle Forze Armate?

Se Amato ha dignità dica non parole in libertà, ma ponga alla conoscenza di tutti i documenti ed i fatti provati che possano giustificare le sue parole.

*Eugenio Baresi già segretario della Commissione terrorismo e stragi.

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