
di Gianvito Vannacci
Le forze politiche sono ovviamente divise sul caso Vannucci, l’autore del famoso libro, diventato un best sellers, ” Il Mondo al Contrario “, nel quale il generale ha espresso liberamente il suo pensiero su molti argomenti, quali: l’ambientalismo, l’energia, la società multiculturale e multietnica, la sicurezza e la legittima difesa, la casa, la famiglia, la Patria, il pianeta lgbtq+++, le tasse, la nuova città e l’animalismo. Il libro si apre con un primo capitolo dal titolo “Il buonsenso”, che rappresenta il concetto centrale del libro. L’autore pone la domanda: “al contrario di cosa”? Risposta: ” Al buonsenso, del sentire comune, della ormai tanta odiata “normalità”, che si oppone all’ormai percezione soggettiva del giudizio e della realtà.
La parola normalità, per il generale Vannacci, ha assunto un’accezione negativa, un significato “esclusivo”, ovvero che esclude tutto ciò che è normale. Giudizi contrastanti e anche contraddittori si registrano non solo nei contenuti, ma addirittura sulla prosa, che pure è di una semplicità disarmate.
La maggioranza di chi ha letto il libro si esprime manifestando condivisione su diversi argomenti, come la casa, la famiglia, la sicurezza, l’ambientalismo, le tasse e la Patria. Il capitolo più discusso che gli ha attirato le critiche più feroci è quello sul “pianeta Lgbtq+++”, che ha visto scatenarsi una certa sinistra e tutta una serie di organizzazioni del relativo pianeta espresso dal parlamentare Alessandro Zan, esponente della comunità Lgbt.
In ordine alla prosa utilizzata, Saverio Tommasi, volto noto di Fanpage e conosciuto come giornalista, scrittore e attore, arriva finanche a riconoscergli con una velenosa e caustica ironia: “gli riconosco il merito di essere riuscito ad accorpare le peggiori cretinate tutte insieme”. Il generale non ha replicato a Saverio Tommasi, nel mentre ha saputo confrontarsi e rispondere, con garbo e dovizia di argomenti, con giornalisti e scrittori di una certa notorietà e spessore culturale, come Claudia Fusani e Andrea Scanzi.
Pur di mandare all’inferno il generale Vannacci, si fa ricorso anche a delle vere e proprie ipocrisie, come quella che il generale Vannacci ha violato il vigente Codice dell’Ordinamento Militare ( D. L.vo n. 66 del 2010). Niente di più infondato. Lo sostiene il prof. Miche Spina, esperto di diritto militare, il quale esclude in assoluto un qualsiasi procedimento penale, ma al massimo qualche applicazione di sanzione: il richiamo, il rimprovero o la consegna di rigore.
Ma sull’argomento è molto chiaro il parere espresso dal professor Salvatore Sfrecola, ex presidente della Corte dei Conti, il quale dichiara: “dal punto di vista ordinamentale la libertà di manifestazione del pensiero è coperta da una norma del Codice dell’Ordinamento Militare, conforme all’articolo 21 della Costituzione”. Continuando afferma: “il minimo che si può dire è che dalle parti di via XX settembre, sede del ministero della Difesa, ed anche nello staff del ministro Crosetto, il Codice dell’Ordinamento militare è ignorato o, quanto meno, hanno saltato l’articolo 1472 (Manifestazione del pensiero)”. Infatti, il richiamato l’articolo 1472 stabilisce – al primo comma – espressamente quanto segue: “I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze, e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti di carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione”.
Anche sotto tale aspetto, il generale Vannacci ha rispettato la legge. Naturalmente sul generale Vannacci, si continua a ricamare ogni cosa, come: a) si tratta di un golpe editoriale ben organizzato; b) lo si vuole a capo di una operazione politica di un neo movimento di neocon (ultraconservatore); c) che con il libro ha preparato la sua discesa in campo politico alle prossime elezioni europee; d) chi sostiene che si è voluto vendicare per essere stato accantonato in un ruolo non operativo.
Le illazioni sono tante, il tempo dirà la verità. Come non è neanche giusto attribuire a Vannacci, il merito di aver sollevato il grave problema dell’uranio impoverito. L’argomento è stato affrontato nel corso della XIII e XIV legislatura per primo dal senatore Giovanni Lorenzo Forcieri, con la proposta di legge del 28/7/2004 per la istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta, avvenuta il 17/11/2004. I lavori di detta Commissione furono conclusi con l’approvazione della relazione il 1/3/2006.
Il generale Vannacci, invece, ha presentatato un esposto sull’utilizzo dell’uranio impoverito alla procura miliare e uno alla procura di Roma. Chissà per quanto tempo ancora assisteremo alle polemiche sul generale Vannacci, mentre si aggravano i problemi economici, sociali e politici dell’Italia.
Diceva il grande Enzo Biagi: “Il bello della democrazia è proprio questo: tutti possono parlare, ma non occorre ascoltare”.





