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Ci parlano di altro mentre il mondo va altrove

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il mondo va altrove

Le dinamiche dominanti

Cadono a pezzi strutture costruite nel XIX secolo con diabolica furbizia e assiduità.

Morte le ideologie, sopravvive solo il potere distruttivo del capitalismo, che non ha fine ed è privo di fini nobili.

Cala pure la credibilità dei quotidiani, dei giornali scientifici e del sistema sanitario, che di giornali scientifici si alimenta.

Sono crolli che non fanno rumore subito, ma alla lunga incidono. La stessa libertà di stampa, tanto vantata dai giornalisti e che avrebbe dovuto vigilare sul Potere, non è mai stata veramente realistica, anche come oggi che è in mano alla grande finanza.

Se le istituzioni vacillano, se l’astensionismo dilaga non solo nelle urne elettorali, le religioni arretrano di fronte alla nera marea.

La stessa Chiesa di Roma è alle prese con una crisi profonda che parrebbe inarrestabile, non più baluardo del Nemico perché esso è entrato nel fortino; quella Chiesa visibile, intendo, quella fatta di uomini sempre più alla ricerca d’Autore.

Proprio di questo crollo generale – che riguarda ognuno di noi e del sistema – consiste l’Apocalisse.

Alcuni al vertice della Piramide sperano che insieme alle strutture crolli pure la gente. Ma si sa, il male non può durare in eterno perché essendo eterodiretto dal caos, consuma sé stesso.

Noi italiani in tutto ciò ci troviamo “ai lati” della Storia e non sembriamo in grado di fare la differenza.

Sono convinto che quando smetteremo di credere ai giornaloni nazionali, ai sobillatori, ai venditori di auto usate, quando dagli insulti passeremo agli spintoni, i sacchi di sabbia non bisognerà metterli alle finestre ma nelle autostrade, perché da lì e dall’alta tensione verrà il barbaro invasore.

Grazie ai cantautori e ai film con Manfredi e Sordi, la nostra generazione si è ritrovata a ricoprire il ruolo di vittima che, seppur cosciente del sistema oppressivo, ha abbassato la testa.

Tutto, poi, è avvenuto secondo un programma a noi ostile, ben predisposto.
Il presente è il preciso risultato del passato e, quindi, appare inevitabile che si sviluppi secondo il previsto futuro.

Siamo ormai arrivati all’Anno che Verrà, secondo Lucio Dalla. Questa è la tesi del “compianto” Piero Angela e dei darwinisti sociali, lo è stata di Kissinger, Rockfeller, lo è, tuttora, per Bill Gates, Soros, Attali e Mario Draghi.

Personaggi noti, personaggi che nemmeno nascondono le proprie posizioni ‘anti-umane’.

E noi? Siamo Edomiti e ci troviamo al termine del pasto che Giacobbe ci ha concesso. Sono, però, convinto che se ci prepariamo al peggio, siamo ancora in tempo a vender cara la pelle.

P.S. Vi consiglio, se già non lo conoscete, di leggervi la prefazione di C. G. Jung al libro “I King” (edizione Astrolabio) per comprendere le dinamiche dominanti.

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