Nasce anche l’Intergruppo dei parlamentari per il Sì
È nato il fronte dei corpi intermedi per il Sì al voto referendario.
Tra gli aderenti all’iniziativa figurano organizzazioni sindacali e rappresentative di categorie, nonché grandi organizzazioni sportive o del terzo settore. Tra le sigle quelle di ASI, OPES, Endas, MSP, SCAIS, Gruppi ricerca ecologica ETS, Fare Ambiente, Ambiente e/è vita ETS, Modavi, Modavi protezione civile, Ciao lab, Meritocrazia Italia, Primavera meridionale, UGL operatori dello sport, UGL ferrovieri, UGL giovani, Fesica, Consuma italiano, Confintesa, AGDO, Confederazione autodemolitori riuniti, FP – CIDA, Al.am. conciliatori, Federazione Frassati, Ecoitaliasolidale, FIAP autotrasporti.
In una nota delle organizzazioni che hanno dati vita al fronte si legge:
“Non più solo un dibattito per addetti ai lavori o una sfida tra partiti: la riforma della giustizia diventa una battaglia di civiltà che parte dal basso. Nasce ufficialmente un cartello trasversale composto da ben 26 organizzazioni civiche, sindacali, culturali, datoriali e sportive, unite per sostenere attivamente la campagna referendaria per il Sì.
L’iniziativa, nata dalla spinta propulsiva dei presidenti Nazionali di ASI e OPES, segna l’ingresso dirompente del mondo dell’associazionismo e del terzo settore nella partita referendaria.
La decisione di scendere in campo – maturata dopo settimane di confronto interno tra le sigle – punta a dare voce a quella ‘maggioranza silenziosa’ di cittadini, famiglie e imprese che subisce quotidianamente le inefficienze del sistema giudiziario”.
“Per il cartello – viene spiegato – la riforma non è un tecnicismo, ma una necessità democratica. L’obiettivo è un sistema che garantisca: equilibrio tra i poteri, per una democrazia più matura e trasparente; efficienza dei tempi, perché la giustizia lenta è, di fatto, una giustizia negata a lavoratori e imprese; responsabilità, per restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni.
“La giustizia non riguarda solo i tribunali, ma la tenuta del tessuto sociale del Paese. Ogni ritardo ricade direttamente sui territori che rappresentiamo”, fanno sapere i promotori del fronte”.
“L’azione portata avanti nelle scorse settimane – conclude il testo – culminerà il prossimo 17 marzo a Roma. A pochi giorni dal voto, i leader delle organizzazioni si riuniranno nella Capitale per un evento di confronto.
Sarà l’occasione per presentare i risultati del lavoro di sensibilizzazione svolto nelle ultime settimane e per lanciare un appello finale agli elettori. Con questa mossa, il mondo del sociale e dello sport organizzato rivendica il proprio ruolo di corpo intermedio, capace di informare concretamente l’opinione pubblica su temi cruciali per la crescita civile del Paese, andando oltre gli steccati ideologici della politica tradizionale”.
Ieri è nato anche l’Intergruppo dei parlamentari per il Sì.
Nell’Integruppo esponenti di PD, Italia viva, Azione, +Europa, FdI: da Roberto Giachetti e Luigi Marattin a Ettore Rosato e Valentina Grippo, Benedetto Della Vedova, Federico Mollicone, Stefano Ceccanti, Stefano Esposito e Pina Picierno.
A meno di due settimane dal voto del 22 e 23 marzo, la campagna referendaria entra nel vivo. Come del resto dimostrato dalla discesa in campo di Giorgia Meloni, che non poteva trascurare oltre una consultazione il cui esito non sancirà il destino del governo, ma certo ne condizionerà il futuro, dato che a seconda che vinca il Sì o il No la premier si troverà a poter proseguire senza intoppi sulla via delle altre riforme in programma – dalla legge elettorale al premierato, passando per l’autonomia differenziata – oppure a rimanere sulla graticola tra guerra nel Golfo e rischi di crisi economica per il resto della legislatura.
Alla Camera hanno presentato l’Intergruppo parlamentare Roberto Giachetti e Luigi Marattin di Italia viva, Ettore Rosato e Valentina Grippo di Azione, Benedetto Della Vedova per +Europa, Federico Mollicone per Fratelli d’Italia e i Pd Stefano Ceccanti, Stefano Esposito e Pina Picierno.
Da notare, nell’Intergruppo, la presenza di attuali ed ex esponenti dem, dato che anche Giachetti, Marattin e Rosato sono stati esponenti di punta del PD di epoca renziana.





