La violenza in Europa è quasi solo di gruppo: contro le donne, i deboli, gli indifesi
Il termine “mancanza di fibra morale” (LMF Lack of Moral Fiber), introdotto dalla Royal Air Force nell’aprile 1940, era stato coniato per stigmatizzare gli aviatori che si rifiutavano di volare senza un motivo medico.
Ma gli inglesi, con tutti i loro difetti, i codardi o presunti tali non li hanno mai sopportati.
L’Ammiraglio John Byng (1704 – 1757) fu sottoposto alla corte marziale, condannato e giustiziato da un plotone d’esecuzione per aver violato il 12° articolo di guerra per non aver “fatto tutto il possibile” per impedire che Minorca cadesse in mano ai francesi.
Ne parla Voltaire in modo affascinante e preciso nel suo « Précis du siècle de Louis XV ».
Vi ricordate il bellissimo film, “La collina del disonore” (The Hill) diretto nel 1965 da Sidney Lumet?
Il tema del coraggio e della codardia viene analizzato con lucida spietatezza.
Leggendo ed ascoltando ciò che viene scritto e detto in questi giorni sull’attacco Usraeliano all’Iran, sotto tanti bei ragionamenti sdegnati e schifati per l’inutile violenza di questa aggressione ai pacifici mullah, sento un po’ di puzzetta di pannolino pieno.
Già gli italiani non è che proprio brillino per virtù militari.
Ma ora mi sembra che si caghino sotto quasi tutti in Europa, di qui l’odore.
Tra le paure del russo invasore urlacchiate da pallidi nordici con un disperato bisogno di una vacanza al sole, magari in Italia, e la crescente paura della terribile vendetta dei mullah, ormai si è stabilito per legge un diritto al panico irrefrenabile.
Gente che posta video da Dubai piangendo a dirotto “venitemi a prendere gnè, gnè”
Reazioni scomposte perché è arrivato un drone … dovreste vivere per qualche tempo in Israele, così vi si fortificano i nervi.
Anche gli inglesi, che per ragioni coloniali hanno ancora una “piccola” base che copre “solamente” il 3% del territorio di Cipro (vi ricordate Exodus capolavoro di Otto Preminger, dove si mostrano scene cipriote con inglesi vari), stanno arrancando per proteggere la loro installazione militare.
La base, non Cipro, di cui come ho già scritto più volte, non frega nulla a nessuno, Grecia a parte.
Non a caso la povera Grecia ha in questo momento il contingente più forte nella zona.
Dopo i primi due caccia ne sono arrivati altri due oltre ad una fregata.
Facciamo spendere i greci per difendere la base militare inglese e un paese europeo bistrattato da decenni …che schifo.
Tra più di una settimana arriverà la HMS Dragon, una delle poche navi inglesi in grado di combattere.
Polemiche furiose in UK per lo stato della marina, un tempo gloriosa, ora pietosa.
Anche la Francia manda la flotta e sembra addirittura che la De Gaulle sia stata richiamata dal Mar Baltico per essere schierata nel Mediterraneo.
Putin sorride. La sua coperta è corta ma la nostra sembra una minigonna.
Putin sorride, il suo petrolio lo venderà carissimo, probabilmente anche all’Europa.
La scusa c’è: Putin è blutto e cattivo, ma con i problemi nel Golfo siamo giustificati (per fortuna!) a ricomprare quei prodotti russi che, in realtà, non abbiamo mai smesso di acquistare.
Il tema centrale, però, è un altro.
Abbiamo combattuto, da veri codardi, una guerra by proxy in Ucraina.
Perché siamo militarmente deboli e manchiamo di fibra morale.
La plebaglia con la faccia costantemente attaccata al telefonino non costituisce buon materiale da combattimento.
Ricorderete quel terrificante video che mostrava la lotta a coltellate tra un soldato siberiano e uno sfortunato e soccombente soldato ucraino.
Mi è venuto subito in mente uno dei capolavori dell’arte antica: Il Galata Morente dei Musei Capitolini.

Un guerriero possente, virile, che sembra voler dormire per sempre nel meritato riposo di chi ha compiuto il suo dovere fino all’estremo.
La gioventù plastificata e genderizzata d’Europa non ce la può fare.
Finché c’è da fare i codardi tutto bene.
La violenza in Europa è quasi solo di gruppo: contro le donne, i deboli, gli indifesi: il vangelo dei maranza e degli antagonisti.
Se c’è l’occasione si massacrano anche le forza dell’ordine.
Ma uno contro uno o, peggio, in inferiorità numerica, ci si trasforma in conigli e si taglia la corda.
Il conflitto in Ucraina, che l’Occidente ha così sapientemente alimentato e prolungato, non è stato ben compreso nel suo reale svolgimento e nei suoi protagonisti
Siamo a livelli comparabili al peggio della Seconda Guerra Mondiale.
Trincee, guerriglia urbana, campi di morte costellati di mezzi corazzati bruciati.
Un carnaio lungo 1600 chilometri. Milioni di soldati valorosi e intrepidi da entrambe le parti.
Innumerevoli atti di coraggio.
I numeri reali sono delle perdite sono impressionanti: siamo nell’ordine dei milioni fra morti e feriti da ambo le parti.
Numeri che, rapportati alla popolazione italiana, si trasformerebbero milioni e milioni tra morti e feriti.
L’Ucraina ha, aveva, circa 44.000.000 milioni di abitanti, l’Italia circa 60.000.000.
Una stima approssimativa di circa 2.000.000 tra i morti e feriti in Ucraina, in Italia si trasformerebbe in circa 2.700.000 perdite nella popolazione maschile adulta.
Riuscite a concepirlo? Vi fate una visuale delle vostre città con tutti quei feriti, mutilati, vedove, orfani?
Adesso che qualche drone arriva nei paradisetti fiscali, negli shopping centers emiratini, addirittura a Cipro, l’europeo medio è in stato di choc.
Non più immagini, ma colpi veri. E le budella tradiscono il civile cittadino della UE.
Cassio si spara davvero!
Avete compreso, ora, il prezzo dell’appoggio a guerre che non ci appartengono?
E abbiamo appena cominciato a pagarlo.
Ci siamo sovraesposti politicamente, finanziariamente e militarmente.
Invece questa guerra ci appartiene eccome, poiché l’Iran dei mullah finalmente ha mostrato la sua mano di carte.
Farsi la Bomba come la Nord Corea e ricattare tutti.
Nel frattempo, i pacifinti fessi credevano alla dottrina Khamenei che affermava di non volere l’arma nucleare.
Poi si è vista la verità: uranio arricchito, coinvolgimento inspiegabile e codardo di tutti gli stati vicini, anche di quelli amici dell’Iran (e buoni amici degli europei, firmatari di decine di trattati di amicizia e cooperazione con le nazioni colpite). Se non bastasse, ora droni anche contro l’Azerbaigian.
L’Europa deve intervenire pesantemente in questo conflitto in difesa dei suoi amici mediorientali e dei suoi interessi commerciali soprattutto in campo energetico.
Ma intervenire con quali mezzi e con quali truppe? Sostenuti da quale società civile?
Come ho detto, la coperta è molto corta.
A lungo termine la coperta diventerà una cintura.
Un esercito non nasce dal nulla.
Richiede l’integrazione di tantissimi fattori, uno dei quali è il materiale umano.
Mentre in UK al liceo si può fare esperienza di vita militare nei Cadets, in altri paesi Italia compresa, ciò è impossibile.
Sono state fatte scelte, quali l’abolizione della leva, che oggi rimpiangiamo.
Con le poche risorse a disposizione dobbiamo effettuare scelte oculate e non è facile.
L’odiato Trump rimane pur sempre quasi l’unica opzione per l’Europa, a meno di compiere salti mortali con la Cina o la Russia.
Ma in guerra lo spirito conta eccome, anche in quella moderna.
E per la gran parte della gioventù europea dobbiamo cominciare a stampare delle t-shirt con LMF stampato sopra e un bel coniglietto bianco sulla schiena.
Ma non è colpa loro.
In Italia la cultura socialcattocomunista ha sapientemente svirilizzato la società.
Tornare indietro sarà durissimo.
Chi potrà licenziare, ad esempio, quegli elementi disfattisti, terzomondisti e antagonisti che da sinistra infiltrano gran parte delle istituzioni, della scuola, dell’accademia e persino della Chiesa?
Però, come direbbe la Boldrini, ci sono sempre le “risorse” che risolvono i nostri problemi.
Le armiamo, promettiamo loro la cittadinanza e la pensione, et voilà, riempiamo i ranghi di valorosi combattenti extracomunitari.
La storia insegna che, alla fine, le “risorse” armate e addestrate per proteggere l’impero gli si rivoltano contro, ma a chi importa … saremo salvati dal d-o dalla trinità sincretista zuppico-piddino-giudiziaria.
State certi che la nostra fede nell’ortodossia socialcattocomunista non ci abbandonerà alla tentazione di ribellarci a questo mucchio fumante di sterco, rappresentato dalla cultura mainstream, per ritornare al buon senso dei padri e dei nonni.
Che non sia mai!





