In un momento strategico per l’Europa, il gas di Cipro può arrivare entro il 2027
Il giacimento Cronos di ENI vale 95 miliardi di metri cubi e rafforza l’asse energetico tra Mediterraneo ed Europa.
Nel pieno di una fase di forte instabilità energetica globale, il Mediterraneo orientale torna al centro della strategia europea.
ENI è vicina alla decisione finale sullo sviluppo del giacimento di gas Cronos, scoperto nel Blocco 6 della Zona Economica Esclusiva di Cipro.
Se il via libera operativo arriverà entro le prossime settimane, il gas potrebbe raggiungere i mercati europei tra il 2027 e l’inizio del 2028.
Cronos rappresenta una delle scoperte più rilevanti degli ultimi anni nell’area. Le stime indicano 3,4 trilioni di piedi cubi di gas, pari a oltre 95 miliardi di metri cubi.
Per confronto, l’Italia consuma ogni anno circa 60 miliardi di metri cubi, mentre l’intera Unione europea supera 330 miliardi di metri cubi. Non si tratta quindi di una soluzione definitiva al fabbisogno europeo, ma di un tassello importante per diversificare le forniture.
Il progetto è sviluppato da Eni e TotalEnergies, mentre il bacino cipriota è ormai un polo energetico competitivo. Nei blocchi vicini operano ExxonMobil, Chevron, Shell e NewMed Energy. Il giacimento Aphrodite, poco distante, contiene circa 4,6 trilioni di piedi cubi di gas.
Il valore aggiunto del progetto è la rapidità. Il gas di Cronos verrebbe convogliato verso l’Egitto sfruttando infrastrutture già esistenti. Il riferimento è il gigantesco campo Zohr, scoperto da Eni nel 2015, situato a circa 80 chilometri.
Da qui il gas arriverebbe all’impianto di liquefazione di Damietta, dove verrebbe trasformato in GNL e spedito via nave verso i rigassificatori europei.
Questa soluzione consente di ridurre drasticamente tempi e costi di sviluppo, evitando la costruzione di nuovi gasdotti offshore.
Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha indicato il 30 marzo come scadenza politica per completare gli accordi, in vista della conferenza energetica EGYPES in Egitto.
In una fase in cui l’Europa cerca nuove fonti dopo il ridimensionamento del gas russo e lo
scenario iraniano, il Mediterraneo orientale emerge come uno dei bacini più promettenti.
Se il progetto verrà confermato, Cronos potrebbe diventare uno dei primi nuovi flussi di gas mediterraneo destinati all’Europa entro due anni, rafforzando il ruolo dell’Italia e dell’Egitto come hub energetici tra Africa, Medio Oriente e mercato europeo.





