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La Politica che scompare e la partitocrazia che domina

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La Politica che scompare e la partitocrazia che domina

Il passaggio da un bipolarismo ideologico a un multipartitismo fraudolento

Qui non è più questione di ideologia.

Negli anni 60 malgrado i tanti partiti, abbiamo avuto sostanzialmente un bipolarismo, con la scelta tra comunismo e capitalismo.

Era una scelta certamente ideologica, ma per tutti, compresi gli sconfitti, ad essere predominante e fungere da obiettivo guida c’era il supremo interesse del paese, e il miglioramento delle condizioni di vita del popolo italiano.

Nella fazione capitalista c’era una forte componente sociale con un tessuto imprenditoriale a guida mista pubblica e privata orientata allo sviluppo, ma al tempo stesso il comunismo italiano di allora era coscente che una vivace economia di mercato trainata da quello sviluppo industriale era fondamentale per la rinascita del Paese.

Ideologia si, ma orientata ad un pragmatismo estremo, grazie a leader illuminati che pur su fronti contrapposti non smettevano mai di confrontarsi e soprattutto collaborare sui temi più cruciali.

Così diventammo la quarta potenza economica mondiale.

Dopo mani pulite (che per me fu un colpo di Stato), con la seconda repubblica, è cambiato tutto.

L’ideologia è diventata un vuoto manifesto di facciata, la conquista del potere è stato l’obiettivo primario, e si è inaugurata l’era del multipartitismo di coalizione che continua tutt’ora.

L’interesse primario dello Stato e dei suoi cittadini è stato sostituito dall’interesse primario del partito e di chi lo dirige, ed i partiti grandi o piccoli che siano sono diventati quanto di più simile alle logge massoniche, e perfino peggio, perché nella massoneria esiste un codice donore che nella politica attuale è sconosciuto.

La partitocrazia attuale si è blindata: ha cristallizzato la propria casta interna con leggi che impediscono ai cittadini di entrare nel sistema politico senza l’approvazione della catena di comando dei partiti; con il supporto costante dei media ha coltivato il culto della personalità dei piccoli leader contemporanei; e ha innescato una feroce lotta tra gli stessi, finalizzata alla conquista del potere a qualunque costo, anche a scapito dell’interesse del Paese e dei suoi cittadini, che hanno perfino perso ogni diritto di scegliere i propri rappresentanti all’interno delle Istituzioni, sono infatti i leader dei partiti a sceglierli per loro.

In pochi anni siamo passati da un bipolarismo ideologico nel segno del primario interesse del Paese e dei suoi cittadini, ad un multipartitismo fraudolento nell’esclusivo interesse delle caste interne ai singoli partiti in feroce lotta tra loro per una fetta di potere, anche a costo di distruggere il paese stesso.

La lottizzazione è feroce e tocca ogni ambito istituzionale invadendo anche i settori privati, e calpestando ogni forma di metitocrazia.

In pratica siamo tornati ad un sistama feudale, dove valvassini, valvassori, e vassalli, si fanno una guerra costante, davanti alla casta di Bruxelles che rappresenta il sovrano pronto ad intervenire se a prevalere è qualcuno che non gli piace.

L’ideologia è stata moltiplicata ad arte e oggi abbiamo molteplici ideologie, utilizzate dai partiti non più per la politica, ma per dividere il popolo e sfruttarne l’impatto mediatico a fini elettorali, perché lo spostamento anche di una piccola massa di voti può fare tutta la differenza del mondo.

Divide et impera dicevano i romani, se poi il Paese brucia tra antagonisti e manifestazioni violente, chissenefrega.

In questo sistema ormai incancrenito votare diventa davvero inutile, ma è diventata una abitudine, e da l’impressione a chi lo fa di essere davvero sovrano, come recita la Costituzione.

In realtà siamo tutti schiavi, siamo felici di esserlo, e litighiamo tra di noi per le ‘cazzate’ mentre “loro” godono a prenderci per il culo.

Viva l’Italia!

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