Questa volta il reset se lo mettono in saccoccia
Il World Economic Forum crolla sotto il peso dei file di Epstein. Borge Brende ha annunciato ieri le sue dimissioni dalla carica di presidente del World Economic Forum, che organizza il vertice annuale di Davos, dopo le rivelazioni sui suoi legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein.
“Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dall’incarico di presidente e CEO del World Economic Forum”, ha dichiarato l’ex ministro degli esteri norvegese in una nota, aggiungendo di ritenere che “ora sia il momento giusto perché il Forum possa continuare il suo importante lavoro senza distrazioni”.
Forse sarebbe anche ora che a Davos chiudessero i battenti, perché di porcherie ne hanno propalate tante, troppe, tutte in linea con il globalismo finanziario, con l’impoverimento dei popoli e con l’attacco alla democrazia e alla libertà.
In fondo, se chiudesse Davos il danno maggiore lo avrebbero le puttane svizzere che accorrono ogni anno a fare festa con i cervelloni che spremono idiozie come fossero oro colato.
Mentre crolla Davos, ieri è stata la volta, un quarto di secolo dopo aver lasciato la Casa Bianca, di Bill e Hillary Clinton che si apprestano all’interrogatorio sul caso Epstein voluto dal Congresso.
La prima a deporre, nella casa dei Clinton a Chappaqua, nello stato di New York, è stata ieri Hillary, mentre l’ex presidente testimonierà oggi.
La location per la deposizione è stata negoziata dagli avvocati dei Clinton, David Kendall e Cheryl Mills, con il presidente della Commissione di Vigilanza, James Comer, per evitare l’immagine poco dignitosa di un ex presidente convocato a deporre al Congresso.
Comer non si era fatto molti problemi ad avviare la procedura per dichiarare l’ex presidente e l’ex first lady, nonché ex segretario di Stato e candidata alla Casa Bianca, colpevoli di oltraggio al Congresso di fronte al loro rifiuto di rispettare il mese scorso un mandato di comparizione definito “non valido e non applicabile dal punto di vista legale” perché parte di un piano dei repubblicani per colpirli.
Secondo quanto riporta la Cnn, in questi giorni i Clinton sono stati impegnati a prepararsi, a volte insieme, a volte separati, per rinfrescare la memoria sugli anni in cui hanno frequentato Epstein e per approntare una linea difensiva e di attacco contro le domande ostili che si aspettano dai repubblicani.
Durante le deposizioni, che saranno registrate dai repubblicani che intendono poi nei giorni successivi pubblicare il video, saranno affiancati dai loro avvocati, che hanno negoziato le aree che potranno essere oggetto di domande.
“Nessuno accusa i Clinton di niente, abbiamo solo un sacco di domande”, ha dichiarato Comer.
Se Hillary Clinton afferma di non aver mai incontrato Epstein, l’ex presidente ha una posizione molto più delicata: secondo le stime della CNN ha viaggiato almeno 16 volte sull’aereo privato del finanziere pedofilo, e tra i file pubblicati dal dipartimento di Stato è emersa una sua foto mentre sta con alcune donne in una jacuzzi.
Inoltre ci sono foto che lo ritraggono con Ghislaine Maxwell, la partner di Epstein che sta scontando 20 anni di carcere per complicità nel traffico sessuale di minorenni.
Le sopravvissute agli abusi di Epstein e gli avvocati che le rappresentano credono che sia importante che i Clinton, e in particolare l’ex presidente, testimonino: “Era connesso ad Epstein, è stato il presidente del nostro Paese, credo che le vittime vogliano capire meglio questo legame”, ha detto alla Cnn, Jennifer Plotkin.
Una posizione condivisa anche da alcuni democratici alla Camera, in particolare i più giovani che non hanno legami con l’era Clinton: “Le sopravvissute hanno diritto a trasparenza e giustizia, chiunque connesso a Epstein non ci fornisce informazioni, a prescindere dal partito politico, è passabile di oltraggio”, ha dichiarato la deputata Rashida Tlaib.





