Una riforma blanda, ma voto comunque Sì
15 anni fa io ed Egidio Rolich fondammo l’Unione Federalista Italiana, e nel programma del partito per la Giustizia ipotizzammo questo:
Capitolo 5 – La Giustizia
Assicurare la Giustizia è un dovere dello Stato. Una Giustizia che funziona è un Diritto del Cittadino. La Giustizia italiana non funziona.
Premesso che anche la Giustizia seguirà l’evoluzione federalista dello Stato, le riforme più significative saranno le seguenti:
Separazione delle Carriere in “Giudicante” e “Inquirente”. La Giudicante dipenderà da un proprio Organo di Autogoverno federale riformato (il CSM), e l’inquirente dovrà averne uno proprio, totalmente indipendente dal potere politico.
Accusa e difesa dovranno avere pari dignità.
Riforma degli Organi di autogoverno.
Non pare accettabile che controllati e controllori siano lo stesso soggetto, ed é ancora meno accettabile che questi organi non rispondano al popolo sovrano, per cui:
il Capo dello Stato Presiederà entrambi gli Organi di autogoverno federali, che saranno composti da 15 membri ciascuno più il Presidente e il Ministro guardasigilli.
I membri Togati saranno 5 per ciascun Organo di autogoverno: nel Consiglio Giudicante saranno scelti tra cinque magistrati inquirenti; mentre nel Consiglio Inquirente saranno scelti tra cinque Magistrati Giudicanti.
Il Presidente della Repubblica e il Ministro di Grazia e Giustizia saranno membri di diritto di entrambi gli Organi di autogoverno.
Per ciascun Organo di autogoverno ci saranno cinque membri laici estratti a sorte tra i titolari di cattedra di Diritto nelle Università Italiane e/o tra i Presidenti delle Camere Penali e cinque membri estratti a sorte tra i normali Cittadini Laureati in Giurisprudenza, Scienze politiche ed Economia, con almeno dieci anni di esperienza lavorativa continuata, in modo da garantire il principio Costituzionale della sovranità del Popolo sulle Istituzioni.
I CSM dovranno istituire uno strumento di valutazione dell’attività e della produttività e qualitativa dei Magistrati, che tenga anche conto: per il ramo giudicante, delle sentenze sovvertite in Appello o Cassazione; per il ramo inquirente, dei processi persi e delle motivazioni. Oltre che ovviamente, degli errori di valutazione e dei loro impatti sulla vita dei cittadini.
Sulla base di questo strumento saranno rapportati anche stipendi ed avanzamenti / arretramenti di carriera. Si dovrà altresì predisporre un adeguato piano di smaltimento dell’arretrato e riduzione delle tempistiche medie di completamento di una causa mediante obiettivi posti di anno in anno. Il raggiungimento degli obiettivi in ogni singolo Distretto Giudiziario, incideranno anch’essi sulla carriera e sulla retribuzione dei Magistrati.
Divieto assoluto per un Magistrato, Giudicante od Inquirente, attivo o in quiescenza, pena la radiazione immediata: di iscriversi ad un partito politico; di fare attivismo o propaganda politica; di partecipare a manifestazioni politiche; di manifestare in pubblico simpatie o antipatie politiche, di candidarsi in una qualsiasi tornata elettorale.
Il divieto decade solo per ex Magistrati che abbiano lasciato la Magistratura da almeno 5 anni.
Divieto assoluto per i mezzi di informazione di fornire agli ascoltatori o ai lettori le generalità del Magistrato intervistato.
Senza ledere il Diritto di cronaca basterà dire o scrivere “il Procuratore della Repubblica di … , evitando di pronunciarne nome e cognome.
C’era anche molto altro, ma risulterei prolisso a riportarlo.
Capite perché, pur votando Sì, considero l’attuale riforma molto blanda?





