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La ricostruzione di Gaza e dintorni

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L’Italia spinge per la ricostruzione di Gaza mentre l’inviato tiene colloqui ad alto livello in Arabia Saudita e Emirati

L’inviato speciale italiano per la ricostruzione di Gaza, Ambasciatore Bruno Archi, si è recato il 16 e 17 febbraio 2026 in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, al fine di discutere possibili sinergie con i due Paesi mediorientali su progetti di ricostruzione e sviluppo nella Striscia di Gaza, anche alla luce della riunione inaugurale del Board of Peace (BoP), prevista per il 19 febbraio 2026 a Washington.

I colloqui a Riyadh hanno avuto il fine di coordinare gli aiuti umanitari e gettare le basi per la ricostruzione dell’enclave palestinese devastata dalla guerra.

Gli incontri, confermati dall’ambasciata italiana in Arabia Saudita tramite la piattaforma social X, segnalano l’intenzione di Roma di svolgere un ruolo proattivo nello scenario post-conflitto. Archi ha incontrato rappresentanti del Fondo saudita per lo sviluppo, del Centro di aiuto umanitario e soccorso Re Salman (KSRelief) e del Ministero degli Affari Esteri saudita.

I colloqui si sono concentrati sulla creazione di “gruppi di lavoro congiunti dedicati” per rafforzare la cooperazione bilaterale e multilaterale. Secondo il comunicato italiano, tali gruppi si concentreranno sull’aumento degli aiuti umanitari, sul rafforzamento delle capacità locali e sul supporto diretto alla popolazione civile colpita a Gaza.

Gli incontri a Riad hanno approfondito gli aspetti pratici della distribuzione degli aiuti. Presso la sede centrale di KSRelief, l’inviato speciale Archi ha incontrato Fahad Al-Osaimi, Direttore del Dipartimento per gli Aiuti di Emergenza, e Mubarak Al-Dosari, Direttore della Gestione delle Filiali.

Archi a Riad ha anche discusso con le autorità saudite il tema della formazione delle future forze dell’ordine palestinesi che saranno dispiegate a Gaza, citando il progetto pilota avviato dai Carabinieri italiani in Giordania, finalizzato all’addestramento di 50 poliziotti palestinesi.

I colloqui hanno affrontato specificamente “questioni umanitarie e di soccorso e la ricostruzione della Striscia di Gaza”, con entrambe le parti che hanno esplorato opportunità immediate di collaborazione.

Durante i colloqui, l’inviato italiano ha elogiato la consolidata esperienza dell’Arabia Saudita nell’ambito dell’opera umanitaria, riconoscendo il sostegno del Regno al popolo palestinese attraverso KSRelief e il suo più ampio impegno negli sforzi di soccorso globali.

Negli Emirati l’Inviato Speciale ha poi riconosciuto il ruolo di primo piano di Abu Dhabi negli sforzi di ricostruzione nella Striscia, ribadendo la volontà italiana di fornire il proprio contributo durante le prossime fasi.

Durante la missione, l’Inviato Speciale ha infine ricordato l’impegno italiano in favore della popolazione palestinese attraverso l’iniziativa Food For Gaza, con cui l’Italia ha stanziato oltre 130 milioni di Euro, contribuendo a distribuire circa 2.400 tonnellate di aiuti alimentari, medicinali e beni essenziali.

L’iniziativa italiana nasce in un momento in cui gli attori internazionali si concentrano sempre di più sul “giorno dopo” a Gaza, con esigenze di ricostruzione stimate in miliardi di dollari. Coinvolgendo direttamente i principali donatori del Golfo, l’Italia si posiziona come ponte tra gli sforzi europei e arabi per stabilizzare e, in ultima analisi, ricostruire la Striscia.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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