
Cel’abbiamo fatta! Cinque-cento-mila firme! Un trionfo della democrazia… da salotto.
La “vera battaglia” – ci assicurano – inizia adesso. Curioso: lo dicono sempre dopo aver finito di raccogliere firme, prima di iniziare a pensare.
Eccoli, finalmente: i difensori della Costituzione, del portafoglio (vedi rimborsi) e soprattutto del riflesso condizionato.
ANPI, partigiani, antifascismo, Costituzione, resistenza. Ripetere tre volte al giorno, preferibilmente sui social, possibilmente senza leggere né la riforma, né la Carta, né una sentenza della Corte Costituzionale negli ultimi vent’anni.
Perché il punto non è la giustizia. Non sono i magistrati. Non sono i diritti dei cittadini.
Il punto è uno solo: andare contro il Governo. Tutto il resto è scenografia. 500.000 firme: lo 0,qualcosa per cento degli aventi diritto. Raccolte senza muovere una bandiera, senza spostare una sedia, senza affrontare una piazza. Dal divano. Con lo stesso impegno con cui si firma una petizione contro il meteo.
Ma guai a dirlo: scatta subito l’allarme.
‘Antifascismo!’, ‘Costituzione!’ e Partigiani!’.
Parole enormi, usate come adesivi. Come santini da attaccare ovunque, così non serve argomentare nulla.
Pro-Palestina, pro-Maduro, pro-Ucraina (a giorni alterni), pro-qualunque-cosa-purché-sia-contro-qualcuno. LGBTQ++1 incluso, perché non si sa mai.
Un grande minestrone morale dove tutto vale, purché non si chieda coerenza.
I nostri padri – quelli veri, non evocati a comando – si vergognerebbero. Non perché dissentire sia sbagliato, ma perché ridurre la Costituzione a uno slogan da campagna permanente è un insulto alla Costituzione stessa.
Ma tranquilli:
finché il rimborso elettorale è garantito, finché l’indignazione è a gettone, finché la politica è un hashtag ben posizionato, chi se ne importa davvero della giustizia, dei cittadini, dell’equilibrio dei poteri?
L’importante è gridare. Sempre le stesse parole. Sempre più forte. Sempre più vuote.
E chiamarla, con grande solennità: difesa della Costituzione.
Applausi: dal divano.
Un piccolo particolare: chissà perché si chiede di indire un referendum già indetto.





