Home Opinioni UNA RIFLESSIONE SULLA MINACCIA MILITARE RUSSO-CINESE ALLA GROENLANDIA

UNA RIFLESSIONE SULLA MINACCIA MILITARE RUSSO-CINESE ALLA GROENLANDIA

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Ogni organizzazione difensiva va commisurata alla minaccia potenziale credibile.
Ora, La minaccia potenziale credibile CINESE alla Groenlandia è prossima a zero: la base cinese più vicina dista 5000 miglia marittime, la Cina è priva di capacità di proiezione militare, e tutto quello che può mandare è qualche (2 o 3) nave per ricerche oceanografiche.
Diversa la posizione russa: le basi russe nell’artico sono posizionate per costituire una minaccia potenziale effettiva, e infatti la NATO da sempre mantiene un sistema difensivo in zona, largamente USA e britannico, ma anche norvegese. Però la guerra in Ucraina ha ridotto drasticamente il potenziale militare e soprattutto la capacità operativa russa eventualmente prospettabile da tali basi: abbiamo visto come la Russia non sia stata in grado di assumere il controllo del Mar Nero contro la sola Ucraina, né di prendere il controllo dello spazio aereo. Figurarsi cosa potrebbero fare in Atlantico contro la US Navy e la Royal Navy, senza nemmeno tirare in ballo gli altri…
Se invece parliamo di minacce future e futuribili, ovviamente il discorso cambia: in dieci anni i russi potrebbero (???) finalmente creare una Marina capace, e i cinesi potrebbero (???) ribasare le loro navi (non adatte all’Artico) nelle basi russe… Ma allora basterebbe sedersi e pianificare un incremento futuro della presenza europea accanto a quella americana (gli USA avevano tre basi in Groenlandia, e chiuderne due è stata una loro iniziativa). Quindi l’intero discorso dell’urgenza militare decade.
Rimane un altro tipo di minaccia: quella economica. E qui è vero che la Cina è attiva e pericolosa… Ed è vero che i groenlandesi hanno sbagliato a vendere diritti minerari a società cinesi, e i danesi hanno sbagliato a non intervenire. Ma è un problema di oltre dieci anni fa, già corretto a causa del danno ambientale provocato dai cinesi e registrato dai groenlandesi, che non vogliono più saperne dei cinesi.
Quindi di nuovo è un problema di vigilanza congiunta da esercitare da USA, EU, NATO e Danimarca in sostegno dei groenlandesi per evitare future penetrazioni economiche cinesi; vigilanza congiunta che non ha minimamente bisogno di una sovranità americana su un popolo che non la gradisce.

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  • Redazione

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