
di Gaetano Santonocito
Il Summit non è un evento fieristico ma un incontro organizzato a Palazzo Brancaccio in Roma dalla Associazione Italiana Idrogeno rappresentata dalla totalità dei propri membri con alcuni ministri, sottosegretari e senatori per fare il punto su tutti gli aspetti operativi che ruotano attorno alla filiera Idrogeno.Per fotografare la situazione attuale e tematiche vigenti. H2IT ha riunito istituzioni nazionali ed europee, aziende, esperti e tutti gli stakeholders del settore per discutere del futuro di questo vettore energetico.Alberto Dossi, Presidente di H2IT, ha aperto il Summit rimarcando il messaggio chiave dell’evento ovvero la necessita’ di una strategia nazionale certa, stabile, con una prospettiva di lungo periodo, a favore di tutta la filiera dell’ #IDROGENO , che dia confidenza agli operatori di mercato esprimendo l’ambizione del Paese di voler svolgere un ruolo strategico a livello internazionale.Il Ministro Urso ha confermato il supporto del Governo alla filiera dell’Idrogeno.Associazione Italiana Idrogeno , di cui lo scrivente fa parte sin dagli albori della sua costituzione quasi due decenni or sono, si e’ detta onorata di aver ospitato il Ministro assieme ad alcuni Senatori e Capi di Gabinetto.Adolfo Urso si e’ dimostrato un interlocutore sensibile alle richieste della filiera di mettere in atto una politica industriale nazionale a sostegno delle imprese che investono nell’innovazione di questo settore.La partecipazione del Governo e delle Istituzioni a questo evento, cosi come quella di aziende, esperti ed operatori del settore, ha confermato la crucialita’ per il nostro futuro nell’ambito del comparto Idrogeno.In Italia molte imprese che non cito per par condicio ma che si possono evincere scrollando dal sito di H2IT la lista dei suoi membri, stanno gia’ lavorando allo sviluppo di tecnologie che consentono di diversificare il mix energetico del nostro paese.I grandi stakeholders del settore automotive e ferroviario hanno sottolineato come le celle a combustibile alimentate ad H2 siano una delle soluzioni possibili per una mobilita’ a zero emissioni ed altresi’ si e’ rimarcato, grazie ad un intervento del sottoscritto, come nella fase di transizione debba progredire anche la ricerca per alimentare ad Idrogeno i motori endotermici oltre alle Fuel Cell, per trainare lo sviluppo e disseminazione di nuove stazioni HRS evitando la problematica uovo-gallina tipica degli inizi.Entro il 2026 saranno realizzate con I fondi del PNRR (Missione 2 Componente 2 Investimento 3.3) 35 nuove stazioni di rifornimento in tutta Italia oltre alle 2 gia’ esistenti a Bolzano e Venezia . Il ‘nemico pubblico’ e’ la CO2 e tutte le soluzioni che aiutano a realizzare il progressivo azzeramento delle emissioni , deve essere sfruttato.Questi ed altri temi sono stati raccontati in una tavola rotonda che ha visto coinvolti altri attori impegnati nella transizione energetica. Un importante focus e’ stato fatto anche sul PNIEC nelle sue due fasi e sui progetti IPCEI, Important Projects of Common European Interest che dopo i primi 12 finanziati nella prima tranche, vede oggi altri 4 grandi progetti di aziende italiane in via di approvazione.Non e’ mancata, come dicevamo all’inizio, la presenza della politica e delle istituzioni , con interventi interessanti tra cui va rilevato quello di Michele Emiliano che vede l’Idrogeno come opportunita’ per creare a Taranto un acciaio ‘ Verde’ da imporre in Europa come UNICO STANDARD ma soprattutto per restituire ai cittadini (e sarebbe ora..) un ambiente quantomeno vivibile se non salutare.Paolo Dellacha’ afferma che con 4 GW di portafoglio e’ arrivato il momento dell’idrogeno e che con accordi di off-taking le aziende non dovrebbero attendere fondi e bandi (il che non farebbe altro che accelerare questa transizione).Alberto Litta Modignani pone il problema delle tecnologie e delle loro performances al fine di garantire la ” bancabilita’ ” e quindi i finanziamenti che permetterebbero di iniziare molti progetti, alcuni gia’ pronti nei ‘cassetti’ delle imprese .Il senatore Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica , si e’ soffermato su aspetti burocratici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mentre Stefano Grassi , Capo di Gabinetto del Commissario Europeo all’energia e soprattutto Jorgo Chatzimarkakis, CEO di Hydrogen Europe, hanno rimarcato la necessita’ di integrare tutte le risorse tecnico-economiche e scientifiche che gravitano attorno al mondo dell’Idrogeno, facendo sistema in modo che ogni stato membro UE riesca a recepire le Direttive europee, con un occhio alla uniformita’ e standardizzazione di regole e norme in vista di una pur non semplice ma necessaria unificazione.Nella sessione dedicata alle Agenzie nazionali ed agli abilitatori del sistema Idrogeno, e’ doveroso segnalare gli interventi di Giorgio Graditi , Direttore Generale di ENEA;
Eros Mannino, Direttore Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica dei VVFF;
Luca Benedetti , Responsabile Studi e Monitoraggio PNIEC del GSE;
Aurelio Regina , Presidente Gruppo Tecnico Energia Confindustria ed Andrea Simoni Segretario Generale di FBK Fondazione Bruno Kessler.
Per la sessione hub energetico ed infrastrutture e strumenti per la creazione di un mercato hanno parlato Piero Ercoli di SNAM , Mario Paterlini di SAPIO , Giuseppe Ricci di ENI e Gabriele Lucchesi di Edison Next il cui intervento, senza togliere merito agli altri intervenuti, e’ stato di grande lungimiranza, ampiezza di vedute e principi etici.
A margine dell’evento, la sera di lunedi 3 Luglio alle ore 20:45 , e’ stata illuminata la Piramide Cestia grazie ad una cella a combustibile ovviamente alimentata ad Idrogeno:un emblematico esempio di decarbonizzazione energetica.Un connubio tra il monumento costruito nell’epoca di massimo splendore e dominio di Roma sotto Augusto, portato ‘a nuova luce’ da una recente tecnologia. Una pacifica e pulita tecnologia italiana , di un paese che ha l’opportunita’ di tornare protagonista offrendo il proprio contributo alla trasformazione energetica ed al futuro del pianeta.





