
di Marforius
Come sempre da millenni, l’essere umano festeggia il completamento dell’orbita che percorre intorno al sole, Una occasione nella quale peraltro viene celebrato una sorta di festival dell vaticinio, per augurare eventi migliori e quello della memoria per ricordare ed esorcizzare gli eventi del’anno precedente, più o meno spiacevoli se non drammatici.
Il 2025 si e concluso con decine di guerre in corso, per le quale il focus è circoscritto a quelle che sono speculari agli interessi diretti ed indiretti delle potenze “imperiali”, come pure una ottima base per attivare la solita strumentalizzazione finalizzata alla propaganda e alla disinformazione.
Quindi Gaza a gogo, come pure Israele, Russia e Ucraina. Poi il vuoto, Iran non pervenuto, nonostante pene capitali, donne oltraggiate, diritti repressi, per non parlare del sostegno alle varie reti terroristi, addirittura dichiarato. Ovviamente nulla sui continui genocidi di cristianie e alle varie guerre, che è addirittura difficile enumerare.
Continua l’Europa che non c’è, che pensa (si fa per dire) che un consorzio economico possa essere una potenza pari agli USA, causando danni ormai innegabili per chiunque.
L’Italia continua ad essere un Paese al servizio dei professionisti della politica, che utilizzano le enormi e ipertrofiche strutture pubbliche per gestire le risorse e foraggiare un esercito di persone che pretendono di vivere di questa attività.
Un paese che ha una legge elettorale che non consente la manima rappresantavità, basta pensare al fatto che non si possono scegliere i candidati, per non parlare degli impliciti conseguenziai cambi di casacca. Abbiamo così abolito i titoli nobiliri e abbiamo creato quancosa di peggiore: la casta, una vera e propria variante neofeudale, che qualcuno voleva far scomparire (tonno stellato docet) ma che poi ha abbracciato sulla via di Damasco.
Un Paese nel quale una parte vorrebbe eleggere (anche giustamente) direttamente il premier), lasciando però che il Presidente della Repubblica venga eletto da una rappresentanza parlamentare di soggetti nei fatti nominati.
Un paese ove pretesi progressisti, femministe donne in nero e girotodini vari, neanche pigolano nei confronti della teocrazia iraniana e quanto sta accadendo in questi giorni.
Un Paese dove una associazione pretende di essere un soggetto Istituzionale, senza che nessuno dica nulla.
Un Paese dove ognuno sostiene potenze straniere a fini interni e per ragioni per lo più strumentali.
Un Paese nel quali coloro che pagano le tasse vengono oltraggiati e nel quale si continua con bonus e criteri assistenzialistici, che ovviamente non possono che favorire una evasione indegna.
Un Paese nel quale chi ha creato in breve tempo debiti immensi, si lamenenta poi allorquando si cerca di rimediare in qualche modo.
Un Paese nel quale la giustizia talvolta sembra essere a favore dei furbi e di chi vive professionalmente fuori legge, che godono di norme, leggi e interpretazioni, che nei fatti hanno reso l’Italia il paradiso della criminalità.
Un Paese dove la proprietà privata è gradualmente espropriate dei diritto correlati alla stessa, grazie all’inanzione delle autorità preposte, come pure per l’immeso potere regolamentare derivato da leggi che riguardano il rispetto dei contratti, urbanistica, ambiente e procedure autorizzatorie, il che paralizza ogni iniziativa.
Un Paese dove con i soliti slogan ideologici e propagandistici si vorrebbe continuare a danneggiare tutti quei milioni di lavoratori, che hanno costruito in economia e nei limiti delle proprie magre risorse, soprattutto negli anni del boom economico, le loro case durante i riposi settimanali e le ferie, apportando modifiche minimali ai progetti inizali, che sono in pratica irrilevanti e che non disturbano nessuno (ovviamente non si fa rifemento alla costruzione di immensi agglomerati abusivi, per i quali comunque non si è fatto nulla per evitarli ovvero abbartterli).
Un Paese non Paese, un Paese alla rovescia, Il Paese dei Gamberi e dei furbi che pensano di essere più furbi degli altri e più intelligenti. In realtà un Paese di servi della gleba, che potremmo chiamare oggi i servi della casta, che pensa che la ricchezza si crea digitando un cellulare e che possa essere distribuita senza che venga creata, come pure distribuita anche a chi si guarda bene dal contribuire a creare la stessa. Un Paese che non può esistere, visto che quando è esistito nelle varianti di comunista memoria è imploso lasciando sofferenze e miserie.
Possiamo allora essere non proprio pessimisti? Probabilmente si, nonostante il disastro politico italico oggettivamente difficile da migliorare seriamente, il 2026 potrà essere un anno migliore.
Sicuramente qualche conflitto troverà una soluzione. Qualche dittatura forse verrà meno, il quadrante medio orientale potrebbe mostrare progressi.
Le grandi potenze USA, Cina e India potranno trovare equilibri avanzati, Taiwan permettendo.
L’Europa non Europa, potrebbe finalmente essere costretta a cambiare paradigma, cosa che eventualmente non dovremo ai francesi e ai tedeschi.
Non sarà un anno migliore per l’Italia se si continua a pensare solo come essere rieletti alle prossime elezioni, alle qual partecipano sempre meno aventi diritti (vera manna per la partitocrazia), invece di pensare a strategie ed obiettivi che riguardano i nuovi scenari semre pià accelerati e le generazioni che si succederanno.
Purtroppo questo accadrà, nonostante la Terra continua la sua orbita e i poveri cittadini continuino a parlare, ma non ad agire per contrastare chi considera, nella realtà fattuale, i cittadini stessi inoffensivi servi della casta, e non i titolari della sovranità.


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


