Home Cultura IL PROGRESSIMO CANCELLA IL MESSAGGIO CRISTIANO DI SALVEZZA

IL PROGRESSIMO CANCELLA IL MESSAGGIO CRISTIANO DI SALVEZZA

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di Eugenio Baresi*

Molto comprensibilmente si accavallano le polemiche ogni anno sulla sempre più marcata dismissione dei Presepi nel periodo natalizio.

Ma molto più incredibilmente mi sembra da sottolineare che vi è un assente.

Se dunque parliamo di polemiche è assolutamente vero che le amministrazioni o i luoghi nei quali viene bandito siano di quelli che si auto promuovono buonismo progressista.

Come a Genova dove un’amministrazione con una guida descritta come la moderazione del progressismo pare essere l’esagerazione del fanatismo.

Ma detto ciò, non è quello che vuole evidenziarsi come questione più seriamente posta.

Insomma, non disquisire su scelte miseramente ignoranti, ma chiedersi se tali scelte siano causate dall’ignoranza favorita da una mancata o errata proposizione.

Insomma se sia venuta meno la chiara essenza di un messaggio che ha forgiato la nostra storia, la nostra cultura, la nostra civiltà.

Ed ecco che così mi pare molto più grave appunto l’altro aspetto che è quello dell’assenza.

Di chi?

Della forte e chiara affermazione di chi è Gesù.

Ovviamente da molto modesto credente non ho capacità di disquisizione su argomenti che mi pongono più dalla parte del doveroso ascolto che della presuntuosa affermazione.

Ma imbattendomi in una lettura delle parole di Papa Leone a Nicea traggo un azzardato coraggio.

È da affermarsi con chiarezza l’identità reale del Salvatore.

Non mi pare superfluo sottolineare che, in ripetuti recenti anni, un messaggio diffuso di una “disponibilità indefinita” ad un generico “altro” abbia piuttosto portato ad una riduzione di Gesù Cristo a leader carismatico, ad un semplice maestro di vita, quasi e addirittura ad un antico influencer.

Insomma ridotto, se si vuole essere più generosi, ad una guida morale, ad una figura ispiratrice, o ancor più banalmente ad un simbolo di solidarietà.

Se la si pone così è evidente che può farsene a meno, può riconoscersi non dico chiunque meritevole di attenzione, ma possono altri considerarsi altrettanto meritevoli per poter decidere o chiedere il suo dover essere nascosto.

Qui nasce, purtroppo, anche la logica di chi immagina la religione come parte della politica, e per altro solo negativamente aggressiva, perché la relatività porta alla indefinizione.

E così nasce l’aberrazione della violenza in nome della religione.

Cristo vero Dio e vero uomo è invece proprio l’affermazione che la fede nella verità non produce fanatismo, ma incontro e ricerca della pace, genera rispetto, genera comprensione nella affermazione positiva del proprio credere nella bontà del sacrificio divino.

La forte affermazione del rimarcare la dignità umana nell’essere a immagine di Dio allontana tutti i rischi più sopra evidenziati.

La nascita di un Salvatore per ognuno e per tutti… non una imposizione, ma piuttosto una luce indicativamente disponibile nel cammino dell’esistenza.

Forse allora qualche responsabilità nella dismissione del Presepe dovremmo ricercarla nella manchevolezza di chi crede piuttosto che nella superficialità di chi non capisce.

*ex parlamentare e segretario della Commissione stragi

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  • Redazione

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