
di Eugenio Baresi*
Orrendamente incredibile quello che si è sviluppato nei vari tribunali su una strage che ha causato 81 morti.
Fra qualche settimana assisteremo ad un nuovo appuntamento, speriamo si voglia verità.
Il 27 giugno 1980 l’aereo DC9 Itavia precipita tra Ponza e Ustica.
Tralascio tutto quello che accadde e arrivo subito al processo penale.
Il processo, già incredibile questo, si svolge non perché si sia indagato alla ricerca dei colpevoli.
Il processo si svolge per chiedere la condanna dei Generali della Aeronautica Militare italiana accusati di avere tradito le Istituzioni nascondendo che vi è stata una battaglia aerea.
Il processo lungo e approfondito (non sto a snocciolare dati, numeri e perizie) si conclude stabilendo che non vi è stata alcuna battaglia aerea, giudicando fantascienza utile solo per un romanzo le tesi accusatorie e assolvendo con formula piena i Generali perché non potevano essere accusati di aver nascosto un fatto che non era mai, dicasi mai, accaduto.
Attenzione: sentenza che precisa di essere stata presa senza alcun dubbio e con assoluta certezza proprio grazie alle numerosissime prove acquisite!
Insomma, lo ripeto, quello che la sentenza afferma è una certezza assoluta.
I giudicanti non potevano andare oltre nella ricerca dei responsabili e nella più approfondita acquisizione delle cause perché l’accusa, nelle sue fantasiose indagini di questo si era disinteressata… questi sono certi magistrati…
In verità quello che comunque viene evidenziato in sentenza è che la tesi verosimile sia quella della bomba a bordo, fatto per altro sancito da una perizia di 11 tecnici internazionali che hanno unanimemente indicato tale tesi… che però l’accusa, dopo che lei stessa aveva commissionato tale perizia a quei massimi tecnici, non accetta perché non stabilisce quello che lei accusa pretende!
Inverosimile quest’ultimo fatto, ma accade altro ancor più inverosimile.
Dopo decine di anni, non sto a spiegare il dubbioso dettaglio giuridico sul perché sia stato possibile, ecco che della questione si interessano i magistrati civili.
È ovvio nel civile c’entrano i soldi, ma è un inciso.
Si deve sapere che nell’ordinamento italiano i modi di arrivare al giudizio sono diversi fra giustizia penale e giustizia civile.
Ecco perché può accadere che ci siano sentenze difformi, ma in questo caso avrebbe dovuto essere impossibile.
Ed ecco perché non avrebbe potuto accadere in questo caso.
La giustizia penale stabilisce la responsabilità dell’accusato solo nel caso non vi sia alcun ragionevole dubbio.
La giustizia civile stabilisce la responsabilità sulla base che possa esserci una maggiore probabilità sia esistita.
Ora nel nostro caso la corte penale, competente per legge nello stabilire la dinamica e responsabilità dei fatti, aveva sentenziato l’inesistenza in termini certi e assoluti di una qualsivoglia battaglia aerea.
La sua sentenza non aveva alcun dubbio: tutte le prove ritenevano inesistente, addirittura fantascientifica una battaglia aerea.
Non potevano esserci probabilità maggiori o minori: il fatto con assoluta certezza non è accaduto.
La giustizia civile invece stabilisce, ovviamente senza alcuna indagine, non è sua competenza, ma semplicemente ed esclusivamente sull’opinione del giudicante, che è più probabile vi sia stata battaglia aerea… con annessi centinaia di milioni di euro da distribuire.
Insomma il giudice civile secondo la sua opinione, recita proprio così la sentenza, stabilisce che è avvenuto quello che invece con assoluta certezza non è mai accaduto secondo quanto stabilito da sentenza di chi per legge era competente a stabilirlo.
Assurdo!
Si potrebbe pensare che così finito… è finito… no, perché c’è chi pretende vera giustizia.
Chi scrive, avendo ovviamente conoscenza approfondita dell’argomento, denuncia i giudici civili di aver travisato i fatti per giustificare la loro opinione. (uso il termine “travisamento” perché è quello utilizzato elegantemente dal CSM per indicare i casi in cui deve intervenire. Poi se andate a leggere i sinonimi significa manipolazione e falsificazione… e non solo)
Già solo scriverlo sarebbe un irresponsabile azzardo se non fosse graniticamente vero!
Ma, per non lasciar nulla all’opinione, la denuncia viene inoltrata al Consiglio Superiore della Magistratura, alla Presidenza oltre che alla Procura Generale della Cassazione ed al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Potrà sembrare incredibile, ma non succede niente né a chi scrive né ai magistrati oggetto della segnalazione.
Non stiamo parlando di una lite sull’altezza della siepe fra due confinanti, stiamo parlando di una strage e di centinaia di milioni di euro che paghiamo ingiustamente noi cittadini.
Affido alla coscienza di ognuno il giudizio.
Pensare che tutto sia casuale in questa vicenda è impossibile.
Ed infatti nel frattempo era apparsa una nuova iniziativa che nella lettera precedente era stata altrettanto segnalata come dubbiosa circostanza… non sarebbe ovvio, ma ovviamente anche per questa non è successo nulla… nonostante la palese assurdità già solo di opportunità, non serve sia anche giuridica.
Ecco cosa accadde.
Alla Procura di Roma si apre una nuova indagine sulla base delle dichiarazioni di Cossiga contro la Francia, per altro smentite il giorno successivo.
Il Pubblico ministero che gestisce l’indagine chi è?
É un magistrato che ha scritto un libro sulla vicenda di Ustica con un avvocato di parte civile di alcuni familiari fautori della teoria “missile”.
Ma può essere ragionevolmente possibile che il magistrato che indaga abbia già manifestato, molto pubblicamente, la sua opinione?
Non spiego il come ed il perché, ma tale indagine serve per affiancare i giudici civili nel loro capovolgimento della realtà e serve per i soliti giornalisti della disinformazione a sostenere entrambi… ma arrivo agli ulteriori fatti.
Incredibilmente e positivamente, accade anche che nel frattempo, grazie a Renzi e soprattutto a Draghi, sia stato tolto il segreto di stato ai documenti relativi al caso.
Sottolineo solo un unico documento, proprio solo uno fra i molti.
La mattina del disastro, da Beirut, il nostro “Capo centro servizi di informazione e difesa” avverte che è imminente un attentato contro di noi!
Oggi le prove e le circostanze sono molteplici per approfondire finalmente la ricerca dei responsabili della strage.
Con quello che già si sapeva e con quello che finalmente è diventato da tutti conosciuto sono molteplici e portano tutte in una direzione.
Il pubblico ministero di cui sopra invece cosa decide?
Decide di chiedere adesso l’archiviazione di una indagine che ha tenuto aperta per anni sul nulla ma con lo scopo più sopra evidenziato.
Oggi che ci sono enormi ed evidenti opportunità di indagine avendo a supporto tutti i documenti non più segreti che avvalorano la tesi dell‘attentato terroristico… chiede l’archiviazione.
Ovvio nel libro che aveva scritto si dice che è stato un missile.
L’ Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica si è opposta in tribunale all’archiviazione.
Attendiamo il 19 dicembre giorno nel quale il GIP si pronuncerà.
Sarebbe una vittoria della verità se si facessero indagini vere, ma purtroppo le decisioni pare siano in mano a chi teme la verità!
*Ex parlamentare e segretario della Commissione Stragi





