
Voglio portare fino in fondo una provocazione. Con una premessa, magari un po’ lunga.
Credo fermamente che le contestazioni che si fanno ai provvedimenti della finanziaria, e dunque alla politica economica del Governo, non vadano oltre accuse generiche per un motivo chiarissimo. Si continua a supportare le accuse con una pletora di dati, taluni davvero drammatici, additandoli come la malattia da combattere, ma ci si ferma a proporre soluzioni per abbattere la febbre che essi mostrano anziché ricercare, denunciare ed aggredire il virus che la provoca.
Vale per l’imposizione fiscale, vale per la povertà, vale per le basse retribuzioni. Per tutto. Sono altrettanti cancri che provocano febbre e dolori. Qualche aspirina ed un antidolorifico anziché aggredire la malattie, con annessa ricerche su di essa, è proposta inutile. E stupida.
E’ quello che però vediamo sul tappeto oggi.
Il fisco è ingiusto. I virus: l’evasione, la curva delle aliquote e tassazioni che individuano categorie fiscali con criteri sbagliati, esenzioni da rivedere. L’aspirina: qualche imposizione “a stralcio” sui super-redditi, una patrimoniale, magari un po’ di riduzione di aliquote basse, qualche altro bonus.
La povertà è in crescita: ma parlare delle medie fa felice solo Trilussa. Il dato è profondamente diverso nelle diverse aree, Sud/Nord, Metropoli/Piccole provincia, Aree industriali/Aree manifatturiere. Perché? Il virus non è solo distribuzione di ricchezza, ma metodo di produzione di ricchezza, non controllo dell’inflazione, struttura produttiva da riorganizzare …. L’aspirina: qualche elargizione in più, qualche intervento a pioggia, qualche altro bonus, un po’ di assistenzialismo.
Retribuzioni basse: non recuperano neanche l’inflazione. Il virus: bassa produttività; mancata discussione, in ambito sindacale, della contrattazione decentrata, della struttura dell’organizzazione del lavoro, di nuova presenza sindacale sul posto di lavoro, della prospettiva della robotica e dell’AI; e, in sede governativa, inerzia sulle microaziendalità, sullo sviluppo a macchie di leopardo della innovazione, su programmazione di aree di sviluppo con caratteristiche moderne. Aspirina: un aumento in più agli statali, reddito minimo per legge.
Dare l’aspirina e l’antidolorifico è semplicissimo. Lo è meno contestare al Governo assenze incredibili su temi che rappresentano il portato di ciò che si denuncia: quelli sono i virus.
Ma questo richiederebbe tre cose:
1) accettare tempi non brevi e discussioni complesse sui diversi problemi. La bacchetta magica che si pretende da altri è una bufala;
2) l’area di forze parassitarie, in primis la burocrazia, e quella che approfitta senza vergogna di rendite, va affrontata. Quella non ha colore politico. Accarezzarla mentre si pretende che l’avversario lo prenda di petto è un gioco politico da asilo infantile. Va abbandonato;
3) occorre riconoscere le compatibilità tra quello che si vuol fare e quello che “il mondo” ci consente di fare. Inevitabile la gerarchizzazione delle questioni di affrontare: prima x e poi y. Le grancasse su minestroni con tutto dentro, che oggi si agitano,sono propaganda. Talvolta veri errori perché le richieste portano a risultati che configgono tra loro. Politica espansiva e riduzione dell’inflazione?
Ma proprio su questo la mia provocazione.
Se appena si fosse un minimo corretti con se stessi, e con il corpo sociale, si riconoscerebbe che il lavoro che sta facendo questo Governo sta avendo risultati eccellenti sulla affidabilità internazionale, sullo spread, sui rating. Dunque qualsiasi progetto si volesse mettere in campo oggi, esso sarebbe più facile da realizzare perché i fondamentali economici che contano nella politica economica si stanno risanando. Verrà il momento nel quale il centro-destra lo sfrutterà.
Se l’opposizione vuole diventare Governo che cambia l’Italia e non restare ad inseguire chi va avanti su una strada che si dichiara inaccettabile, se non si vuol restare una perenne opposizione, questo è il momento per preparare quegli studi di cui ho fatto cenno; ed un progetto. Si sarebbero avuti quattro anni di centro-destra e di “dolori e febbre” popolari, ma sarebbero serviti per un consentire il ricovero in una struttura specializzata in grado di sconfiggere le cause della malattia.
Ci proviamo a organizzarlo noi anziché farlo fare ad altri?





