
La “Fujian” e l’ambizione globale della Cina
La decisione di Xi Jinping di dotare la nuova portaerei Fujian del sistema di lancio elettromagnetico EMALS segna una svolta nella strategia navale cinese. È una scelta personale del leader, che interpreta il mare come la nuova frontiera del potere nazionale.
L’EMALS tecnologia finora esclusiva degli Stati Uniti consente di lanciare aerei più pesanti, droni e velivoli da allerta precoce, portando la Fujian a un livello di capacità mai raggiunto da Pechino.
Pur restando a propulsione convenzionale, e quindi con autonomia limitata, la Fujian rappresenta un salto simbolico e operativo: il passaggio dalla difesa costiera alla proiezione marittima globale.
È la prima portaerei cinese che si avvicina, per dimensioni e concezione, alle unità americane di classe Ford.
Dietro la scelta tecnologica c’è un chiaro obiettivo strategico: ampliare l’influenza cinese sull’Indo-Pacifico, esercitando una pressione costante su Taiwan e sulle principali rotte commerciali regionali. Una portaerei dotata di EMALS non serve solo a combattere: serve a “mostrare bandiera”, a rendere visibile la potenza cinese e a spostare il baricentro dell’equilibrio navale asiatico.
Secondo immagini satellitari, è già in costruzione una quarta portaerei, forse a propulsione nucleare. L’obiettivo di Xi è costruire una “blue-water navy” capace di operare in qualunque oceano, proteggendo interessi economici e strategici dalla costa africana al Pacifico meridionale.
La superiorità industriale cinese accelera questo processo: i suoi cantieri navali producono nuove unità a un ritmo irraggiungibile per gli Stati Uniti. In termini di numero di navi, la Marina cinese ha già superato quella americana. Ma resta un vantaggio più quantitativo che qualitativo: Washington conserva l’esperienza operativa, la propulsione nucleare e la rete globale di alleanze.
Sul piano politico, la Fujian è un simbolo di potere e di orgoglio nazionale. Xi la presenta come prova della capacità cinese di raggiungere l’autonomia tecnologica e di rivendicare un ruolo guida negli oceani. La sua entrata in servizio è il messaggio di una leadership che non si accontenta più di difendere il proprio perimetro, ma vuole ridefinire l’ordine marittimo del XXI secolo.
La Fujian, in definitiva, è molto più di una nave: è la dichiarazione che la Cina intende trasformarsi da potenza regionale a potenza marittima globale, capace di deterrenza, proiezione e influenza – dal Mar Cinese Meridionale ai confini dell’oceano Indo-Pacifico.





