Home Opinioni L’OCCIDENTE, SOPRATTUTTO L’EUROPA, PARLA E GLI ALTRI FANNO I FATTI

L’OCCIDENTE, SOPRATTUTTO L’EUROPA, PARLA E GLI ALTRI FANNO I FATTI

0

Sul Nuovo Giornale Nazionale, che diventa ogni giorno più di alto profilo, mi ha colpito l’articolo della giornalista ed esperta di geopolitica Elena Tempestini. La tesi espressa è, a ben riflettere, un vero e proprio pugno nello stomaco, richiamando alla nostra attenzione il destino dell’Europa all’interno di un ampissimo, ed in pieno sviluppo, travaglio dell’occidente.

L’incipit è il seguente: «C’è un movimento silenzioso, ma costante, che attraversa l’Asia. Non è un’alleanza formale, né un blocco compatto: è un riallineamento profondo, un lento riequilibrio che sta spostando il baricentro del potere globale verso Oriente. Mentre l’Occidente discute di regole e procedure, l’Asia costruisce corridoi, sigla accordi e apre rotte.»
L’esame dei cosa stia facendo la Cina (altrove è stato già detto che si sta prendendo il mondo senza sparare un colpo), ma anche l’India, mi sembra luminoso. Essi «diventano protagonisti di una nuova geopolitica in cui l’egemonia non si impone solo con la forza, ma con la rete commerciale, tecnologica, logistica».
Rifletto che, come ho già sentito sulla pelle, in questo contesto, il viaggio di Trump in Oriente, gli accordi che ha stretto, i compromessi che ha raggiunto, dicono di un Trump da valutare non solo per la sua esplicita tendenza ad essere un despota, ma anche come fautore di un occidente che, per scelta ma anche per necessità di risposta al nuovo potere dell’oriente, dovrà mutare molti suoi intimi convincimenti, fondati su valori sicuramente più nobili, ma che devo ora essere declinati secondo una logica nuova.
Su questo Trump, piaccia o non piaccia, ha preso in mano le redini di questa “controrivoluzione”. Se sia giusto e possibile non seguirlo è decisione che va presa oggi, non rimandata. Senza chiacchiere vuote di chi si limita a contestare l’accettazione di un “signoraggio” trumpiano da parte dell’Europa. E del Governo italiano ancor più. Non so se è vera sottomissione: ma se lo fosse, l’alternativa sarebbe….? Dire “poi vediamo” non è consentito.
L’Asia parla di connessione «La sua forza non sta più solo nella produzione o nel costo del lavoro, ma nella capacità di integrare energia, tecnologia, logistica, sicurezza. Dove l’Occidente impone regole, l’Asia propone interdipendenza. E … questo linguaggio convince più di qualsiasi dottrina. … L’Asia non conquista, riconfigura». Dunque questo può diventare “il secolo asiatico”.
Le distanze dalla nostra cultura, almeno quella più recentemente teorizzata e praticata soprattutto in Europa con le difficoltà ad essere tale, mi sembrano chiare. Incommensurabili quelle dalla nostra politica del lavoro, quella realizzata e quella rivendicata. Cosa si debba fare, aprirebbe una discussione che tarda ad avviarsi. Anche perché, come viene notato, Trump sta dimostrando che risponde, con le sue azioni, alla crescita del potere orientale sviluppata (cito): «non come affermazione di dominio, ma come riallineamento silenzioso del potere globale. Si scrive nei porti dove le rotte si incrociano come vene di un nuovo organismo mondiale, nei corridoi energetici che ridefiniscono le dipendenze, nei tavoli diplomatici dove la geografia torna a essere destino»
Dunque, tra le domande che dovremmo porre a noi stessi vi è “Fino a diventare l’unico antidoto alle guerre?”. E quale sarebbe il nostro giudizio morale ma anche nel concreto?

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui