
Dal momento che sembra solido il Governo guidato da Giorgia Meloni e che, con tutta probabilità, si avvia ad arrivare a fine legislatura, non è impossibile che qualche manina estera stia pensando di riprodurre gli Anni di Piombo, di farci ritornare agli anni Settanta, per creare con l’emergenza governi di emergenza.
Il sospetto che ci sia qualche testa calda che pensa, a livello europeo, di impedire alla coalizione che ha governato a Bruxelles per trent’anni, con azioni antidemocratiche è del tutto plausibile.
Che senso ha la circolare francese in base alla quale gli ospedali civili francesi, in coordinamento con la Nato e l’Unione europea, dovranno prepararsi entro marzo 2026, ad affrontare il ricovero, a livello nazionale, “di 100 pazienti al giorno per 60 giorni consecutivi”, con “picchi di attività che possono raggiungere 250 pazienti al giorno per tre giorni consecutivi”, si legge nella circolare. Perché 60 giorni? Due mesi per vincere la guerra in Ucraina o per reprimere sommosse prevedibili?
Che senso ha tutto questo, se non logiche da terrorismo mediatico o, peggio, logiche da guerra civile interna mascherate da guerra esterna?
Una possibile guerra con la Russia non può avere una data precisa e una temporizzazione di 60 giorni.
Ha più senso una temporizzazione del genere, comprensiva di quota di feriti, se pensi di attivare misure da colpo di Stato e di dover sopportare sommosse da reprimere.
In questo clima inquietante, assume un significato di ritorno agli anni delle Brigate Rosse quanto è accaduto nel pomeriggio del 3 settembre, a Viterbo, la polizia ha arrestato due uomini di origine turca sospettati di preparare un attentato durante il tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa.
I due sono stati fermati dalla Digos all’interno di un B&B situato nella parte alta del centro storico, proprio lungo il percorso della processione. In loro possesso sono stati trovati un mitra, diverse pistole, caricatori e munizioni. Durante l’interrogatorio, non hanno risposto alle domande del pm. Secondo gli investigatori, l’obiettivo avrebbe potuto essere la folla o direttamente la torre trasportata dai facchini, simbolo religioso e civile della città.
La notizia ha spinto le autorità locali a mettere in atto un’immediata risposta operativa, convocando d’urgenza il comitato per la sicurezza pubblica.
Sono stati mobilitati reparti speciali come i Nocs, unità cinofile antisabotaggio, cecchini posizionati sui tetti, oltre a dispositivi di controllo rafforzati lungo tutto il tracciato del corteo.
In via del tutto eccezionale, il trasporto della Macchina è avvenuto con l’illuminazione pubblica accesa per buona parte del percorso: una decisione senza precedenti nella storia recente dell’evento, che si svolge tradizionalmente al buio per enfatizzare l’impatto scenografico della torre illuminata.
Alla processione era presente anche il vice premier Antonio Tajani.
Gli arresti sono avvenuti nel tardo pomeriggio del 3 settembre, intorno alle 18:00, a poche ore dall’inizio della manifestazione religiosa. Gli agenti della Digos hanno fatto irruzione in un B&B nella zona alta della città, dove hanno rinvenuto un arsenale composto da un mitra, due pistole, numerosi caricatori e, secondo alcune fonti, anche componenti sospetti che potrebbero essere riconducibili a ordigni esplosivi. I due uomini, entrambi di origine turca, sono stati immediatamente portati in questura e interrogati dal magistrato di turno.
Le autorità non escludono alcuna pista, ma si fanno strada sospetti di un possibile collegamento con ambienti criminali internazionali, in particolare con la mafia turca. In passato, Viterbo è stata teatro di operazioni contro figure di spicco di quel circuito: lo scorso maggio un boss turco era stato arrestato nella frazione di Bagnaia, mentre un altro soggetto collegato alla stessa organizzazione era stato fermato ad agosto nel capoluogo.
La Macchina di Santa Rosa è una torre alta circa 30 metri, trasportata a spalla ogni anno da un centinaio di uomini detti “facchini”, lungo le vie del centro di Viterbo. L’evento si svolge ogni 3 settembre in onore di Santa Rosa, patrona della città, ed è stato riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco.





